“Buongiorno a tutti, mi chiamo Giorgio e non ho fatto il
backup dei dati per oltre un mese e mezzo”.
Questa è la frase che ironicamente mi sono ripetuto per non
so quanti giorni.
Se vi siete chiesti perché avessi momentaneamente sospeso la
pubblicazione di articoli qui su Rossomenta è proprio per questo, perché il mio
caro vecchio Vaio, Antonia, dopo quattro anni e mezzo di onorato servizio ha
deciso di abbandonarmi facendo collassare l’hardisk interno, si, proprio lui,
quello con tutti i miei dati di lavoro, dati che come anticipato dalla frase di
apertura non assicuravo attraverso copie di backup da oltre un mese e mezzo (Si,
Antonia, ho l’abitudine di dare un nome agli oggetti tecnologici in mio
possesso).
In pochi attimi ho visto sfumare davanti a me tutte le
cartelle di lavoro, i progetti, le foto definitive dei prodotti realizzate poco
tempo prima, la cartella del sito internet (compreso il file sorgente) e
innumerevoli file vecchi di molto più tempo di cui ingenuamente non avevo mai
fatto copie, passando direttamente da un notebook all’altro, risalenti circa al
2006.
Nella mia completa fiducia nei confronti delle macchine, mi
ero abituato in malo modo negli anni a poter evitare di fare determinati backup
d’emergenza perché i portatili precedentemente rottamati avevano dato segno di un
possibile abbandono: schermate blu, blocchi e malfunzionamenti in primis.
Non lei, non Antonia, che filava come una saetta tra render
lunghissimi e nottate in bianco.
Un Laboratorio di Sintesi Finale, un anno e mezzo in Danese
Milano, tre Saloni del Mobile, una Tesi di Laurea Specialistica e lo sviluppo
di GSP come freelance nel mondo del design, il tutto senza mai aver perso un
colpo, fino alla schermata nera finale.
Che cosa ho fatto? Ho incaricato un’azienda di Milano, la
Italian Recovery, di recuperarmi i dati dall’hardisk danneggiato, nella
speranza di riuscire a recuperare almeno parte dei dati persi.
Il loro comportamento è stato ottimale, si sono offerti fin
da subito di effettuarmi un preventivo iniziale basato su un’indagine interna
all’hardisk in forma del tutto gratuita, da cui quindi avrei potuto decidere se
proseguire con il recupero dati, o con la rottamazione diretta del portatile
senza spendere neanche un euro; durante una di queste prove di recupero dati è
stato evidente il problema di fondo, legato proprio ad una rottura dell’hardisk
interno, obbligando quindi ad una spesa maggiore ed a svolgere un’operazione
certosina denominata “camera bianca” in cui sarebbero andati a ricostruire
manualmente le parti danneggiate dell’hardware.
Nel mentre ho cercato l’erede di Antonia, doveva essere un
portatile dalle elevate prestazioni, uno schermo dalla grafica perfetta ed una
compatibilità eccellente con i programmi che utilizzo; la scelta è caduta su un
Asus top di gamma, l’N56V.
Così è arrivata tra noi Jole.
La conclusione di tutta questa tremenda esperienza? FATE
BACKUP IL PRIMA POSSIBILE.
Windows 8, di cui è fornita Jole, ad esempio utilizza un
sistema automatico denominato “Cronologia File” che, se impostato su un hardisk
esterno, consente di effettuare in automatico un backup dei dati su di esso,
copiando nella sua interezza l’hardisk interno del portatile.
GSP
