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domenica 29 settembre 2013

EVENT: L'altra tela di Valter Trevisiol

Il cielo è grigio, l'aria umida e rarefatta induce alla pigrizia e stimola all'abbandono. Pordenone è sonnolenta questa domenica mattina. Se vi capita di passare per il centro storico (avrete tempo fino a domenica prossima 6 ottobre) vale la pena fermarsi all'ex-convento di S.Francesco. Salite la pedana, entrate e lasciatevi avvolgere da un'atmosfera diversa rispetto a quella dell'aria fredda e umida che vi si appiccica alla pelle e ai vestiti. Le luci soffuse, le travi intarsiate e gli affreschi della sala del convento sono la scenografia dei quadri-installazione di Valter Trevisiol, artista dalla personalità eclettica ed energica. Opere calde, dai colori della terra e della natura, come talvolta solo le stoffe sono in grado di riproporre con la loro matericità.
Le opere nascono dal riutilizzo di scarti sartoriali mescolati ad altri materiali: Valter unisce la stoffa a
rami di legno, carta, vernice, filo di ferro, e juta;  annoda i tessuti, li sfilaccia, li colora, li amalgama, li fonde con la colla a caldo, compone, storce, taglia e cuce; con la stoffa crea opere e con la carta realizza vestiti-sculture, mantenendo un dialogo continuo tra la sua arte e l'attività del suo atelier, Pokomoto, senza il quale, forse, questa mostra non avrebbe mai avuto vita.
 La fisicità e la concretezza delle opere di Trevisiol giocano con lo spazio e hanno senso anche grazie ad esso, i materiali producono strati e dunque ombre, le irregolarità del tessuto rievocano i panneggi degli abiti indossati, i rami ricurvi che entrano ed escono dalla stoffa riproducono un movimento inquietante e ipnotico, quasi viscerale.
Intrecci, nodi, trasparenze. Trevisiol riesce a stimolare tutti i sensi partendo dalla vista, anche se noi non tocchiamo o non odoriamo le sue opere ci danno addirittura l'idea di come potrebbero essere al tatto, all'odorato e persino all'udito -con la presenza del metallo- o al gusto, con le corpose sfumature di rosso di Cabernet.
Un'opera, però, mi ha colpito molto e mi è sembrata particolarmente rappresentativa. La potrete vedere subito,  per prima, grande e affascinante, sobria e maestosa una rosa rossa emerge da una grezza tela bianca: si intitola Orietta.


Orari visite ex-convento di S. Francesco (PN),
26 settembre - 6 ottobre
 Lun-Ven 16,30-19,30
Sab-Dom 10,00-12,30
                16,30-19,30
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lunedì 24 giugno 2013

GRAFICA: Una borsa per la via di Natale

Lo scopo del gadget è quello di fare della pubblicità sposando la funzionalità.
Ogni azienda e associazione che si rispetti, se vuole stringere un legame con il suo cliente/utente, prende in seria considerazione la distribuzione di oggetti personalizzati da regalare.
Un gadget non è, però, solo mera pubblicità, ma è anzitutto un ringraziamento simbolico a chi pone la propria fiducia sulla società o sull'associazione in questione.
Questa volta vogliamo focalizzare l'attenzione  sull'associazione via di Natale -che si occupa di dare appoggio alle persone ammalate di cancro durante la terapia e durante la fase terminale- che mi ha chiesto di realizzare in occasione dell'assemblea annuale tenutasi il maggio scorso una borsa da regalare ai propri soci e sostenitori in segno di ringraziamento per l'impegno speso nella raccolta di tappi di plastica e, in generale, per tutto l'aiuto e il supporto che offrono all'associazione.

L'immagine in alto documenta quello che ne è venuto fuori e che ho deciso di firmare con il nome del collettivo applicandoci delle nuove etichette adesive stampate ad hoc per Rossomenta.
L'idea per l'illustrazione, dunque, doveva vertere sulla continua sensibilizzazione al riciclo dei tappi di plastica destinati alla vendita alle aziende per il riciclaggio; così da creare un ciclo virtuoso tra il corretto riciclaggio della plastica e la ricerca di fondi per l'associazione.
La borsa è stata progettata considerando i colori del logo della via di Natale: lo stesso verde è stato riproposto per il tessuto della borsa e il bianco per gran parte dell'illustrazione.
L'effetto interessante è dato proprio dal netto contrasto tra le due tinte, suscitando un impatto dinamico e visibile da lontano.
Il soggetto dell'immagine e punto focale dell'azione è il tappo di plastica con il logo dell'associazione, attorno cui dei piccoli vortici simboleggiano il riciclaggio in continua attività, mentre la scia bianca più grande è a sua volta parte di un vortice, che dà vita a un cuore stilizzato.
Volevamo che la borsa nel suo complesso fosse portabile e identificabile anche da distante. Quando si deve trasmettere un messaggio piuttosto articolato servendosi della logica del gadget c'è sempre il rischio di scivolare sul cattivo gusto. Il risultato doveva essere al contrario moderno e raffinato.
L'immagine è stata stampata a due colori con tecnica serigrafica e per questo ci tengo a ringraziare Anna Comand di Fraparentesi per i suggerimenti e i calli alle mani che si è fatta per noi!




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