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lunedì 3 febbraio 2014

GRAFICA: Illustrazione digitale

Parlando con tanti bambini mi sono ricordata che al di sotto dei dieci anni a quasi tutti piace disegnare e quasi a nessuno piace colorare. In genere sono gli adulti che preferiscono che il bambino colori, perché è costretto a perderci molto più tempo e quindi a distrarsi autonomamente. Personalmente colorare lo trovavo sconsolante: le enormi distese di foglio bianco delimitate da linee nere che non-si-dovevano-assolutamente-oltrepassare mi demotivavano e a tratti mi angosciava quel divieto categorico imposto dall'alto (senza calcolare il male al polso perché non si dovevano lasciare spazi bianchi). 
La parte divertente era disegnare, colorare era supportato da una colonna sonora di sbuffi. Disegnare è più rapido, più stimolante e più liberatorio.

Bozza di partenza
Solo da grande ho scoperto la funzione del colore, apprendendone alcune tecniche e conoscendo la molteplicità degli stili, ammirando i maestri. Anche se gli accademici storceranno il naso, devo confessare che col digitale mi si è aperto un mondo.
Partendo da un disegno appena abbozzato me la spasso a riempire tutti gli spazi con tinte, trasparenze, sfumature, textures impensabili (pareti di cemento scrostato, scottex, graffi, bagliori…) creando dei risultati tra il surreale e il giocoso, tra l'infantile e il fantasy. Non mi aspettavo nemmeno di vincere dei contest di grafica con delle immagini che avevo realizzato più per divertimento che per lavoro. Queste che vedete sono le mie prime due prove.

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mercoledì 27 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: DETAILS#1 e LANDSCAPES#1

DETAILS#1 e LANDSCAPES#1
Fare un viaggio, visitare un luogo precedentemente sconosciuto, o semplicemente tornare nella terra natia.
Ogni momento può essere carico di emozioni e sensazioni, tale da meritare di essere immortalato.

Chi mi conosce bene sa quanto amo la fotografia, conosce la mia alternanza tra momenti stile turista straniero, con scatti continui, a momenti in cui preferisco nutrire i miei occhi direttamente, senza scattare foto in modo ossessivo.
Più di un anno fa mi sono trovato a parlare con una mia amica (proprio la Sara S. qui presente su Rossomenta) di quanto amassi fare le foto, e di quanto desiderassi in qualche modo condividerle con le persone che amo; fu così che presi la decisione di pubblicare il primo libro fotografico.

Decisi di raccogliere tutte le mie foto fatte dal 2009 (anno in cui ho comprato una Nikon semi professionale), ad inizio 2012, ultimo momento di pace prima della tempesta (secondo salone del mobile in azienda, laurea, operazione).

LANDSCAPES#1 doveva essere il primo di una serie di tematiche che avrei riassunto e pubblicato, e per quasi un anno è infatti stato l’unico libro mandato in stampa.
Realizzato nel 2012, ha rappresentato una grossa fatica decisionale.
Rappresenta la selezione di alcuni scatti a me cari, emozionanti e raffiguranti luoghi che ho amato, come San Salvo, Nizza, Milano, Londra, Napoli, Berlino e Murcia.

DETAILS #1 nasce finalmente ad inizio 2013, dopo esser rimasto in gestazione per quasi 7 mesi.
Se ovviamente il primo libro racconta i miei viaggi attraverso i paesaggi con una lettura quasi romantica, il secondo vuole essere più personale, raccontando momenti quotidiani; oltre a scatti effettuati in vacanza, non mancano infatti fotografie raffiguranti particolari di Ovada ed Alessandria.

Come anteprima, posso anticipare l’attuale lavorazione del terzo volume, sempre raffigurante il periodo 2009-2012, LIGHT&SKY #1.

Per la pubblicazione dei volumi utilizzo un’etichetta indipendente estera, non sono infatti acquistabili in negozio fisicamente, ma scegliendo tra due opzioni: la prima può avvenire attraverso il loro sito (con una scelta più o meno vasta di skills, che però non trovo per niente affini al mio progetto base); nella seconda opzione, quella che consiglio, attraverso una richiesta fatta direttamente a me, in modo da potermi interfacciare con la produzione e richiedere espressamente i libri nella versione da me progettata, con carta, rifiniture e copertina di un tipo specifico.

 GSP

DETAILS#1

LANDSCAPES#1

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sabato 26 gennaio 2013

FOTOGRAFIA: Make up digitale

Questa volta parliamo di uno degli aspetti più divertenti e allo stesso tempo più impietosi del fotoritocco: il make up digitale.
Photoshop è davvero una manna quando si devono sistemare ritratti venuti male o in cui il soggetto non è proprio fresco come una rosa. Gli interventi possono essere minimi, come una banale correzione di occhi rossi o la cancellazione delle occhiaie (e già questo fa la differenza!), via via sempre più pesanti intervenendo sulle imperfezioni della pelle, eliminando rughette, aggiungendo il trucco e addirittura modificando parti del viso, dalla forma degli occhi a quella del naso ad esempio.
Ho preso un paio di immagini da Google di due bellissime donne in versione acqua e sapone. Qui meno divine del solito e senza un filo di trucco appaiono come noi comuni mortali, con le loro imperfezioni e alcuni segni di stanchezza. Alla Paltrow, dopo aver purificato la pelle e tolto la lucidità (foto 2), ho aggiunto un make up che le potesse essere consono considerando le tinte di capelli, di pelle e di occhi (foto 3). Grazie all'aggiunta di ciglia nuove nuove il suo sguardo stanco ha lasciato il posto a quello da gattona.
La Longoria ha richiesto meno interventi (e ciò dipende specialmente dal tipo di scatto), ho pulito la pelle, tolto un po' di lucidità e il segno dei baffetti  e infine aggiunto un make up leggero.

E per ultimo il gran finale. Solo per voi mando in malora la mia dignità photoshoppando una tremenda fotografia di qualche anno fa di me senza trucco, in pausa pranzo, stanca dopo aver camminato a lungo per le strade di Praga. Insomma tutte le variabili giuste per venir da cani. In questo caso le differenze si notano e non ve le spiego neanche, sappiate solo che ho pure aggiustato il naso….Ciaoooo!!

 Ora ho trattato il make up femminile per il fatto che si tratta di un processo più laborioso, ciò non toglie però che anche ai signori serva spesso qualche ritocchino.
Se avete voglia di sistemare una vostra foto inviatela pure a info.rossomenta@gmail.com
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sabato 12 gennaio 2013

Se non troviamo le immagini che cerchiamo...le creiamo!

  
 Una volta dovevo trovare un'immagine che potesse essere abbinata ad un articolo che scrissi in occasione di Halloween e che fosse attinente all'argomento che stavo trattando. Volevo una situazione surreale, da sogno, di quelle ambientate nei boschi in autunno, in stile Il mistero di Sleepy Hollow, tanto per intenderci. Con alberi spogli e terrificanti, rocce, presenze invisibili e silenziose, nebbia spettrale e anime morte. On-line non trovavo niente di tutto ciò, l'unica alternativa fattibile per ottenere esattamente quello che volevo senza andare in giro per la Carnia in cerca di cimiteri dimenticati era quello di unire due o più immagini di cui mi servissero solo delle parti e, soprattutto, che potessero fondersi in termini di stile. Ho trovato due foto che apparentemente sembravano essere state scattate nello stesso posto: la prima, in bianco e nero, rappresenta una serie disordinata di lapidi diroccate in un cimitero ormai invaso dalla vegetazione, la seconda immagine, invece, aveva già di suo un'aura fantastica e spettrale con quella presenza femminile in posa in un luogo disabitato. Il risultato che ne ho ricavato è stato quello di far emergere dalla seconda situazione le lapidi e parte di alberi della prima, aggiungendo bagliori e qualche sfocatura per rendere quel bosco ancora più magico.
Il processo di sovrapposizione di due o più immagini è molto semplice, se non addirittura banale (e spesso le soluzioni più semplici sono anche quelle più efficaci) tutto sta scegliere o impostare bene in partenza le immagini che dovranno avere una risoluzione simile. Inizialmente pensavo di desaturare la foto a colori per mescolarla meglio a quella in b/n, ma l'effetto che si ottiene senza modificare la scala cromatica si avvicina maggiormente all'idea di sogno, acuendo la sensazione delle lapidi, che sembrano spuntare dal terreno proprio la notte in cui i morti si risvegliano.


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lunedì 10 dicembre 2012

...e colore fu!


Tutti sanno che le pellicole fotografiche e cinematografiche inizialmente erano unicamente in bianco e nero e che, per creare l'effetto colore (perché di un effetto si tratta), esistevano diversi metodi da adottare a posteriori, cioè successivamente alla fase di ripresa. Gli addetti ai lavori studiarono per molti anni il modo di realizzare una pellicola i cui sali d'argento riuscissero a svelare i colori, ma fino ad allora le tecniche usate più comunemente erano quelle di viraggio o imbibizione della pellicola verso una certa tinta, oppure, armandosi di enorme pazienza e di un pennellino fino fino, colorare a mano ogni singola parte del fotogramma. Nel caso delle foto il lavoro era ovviamente più rapido, poiché ogni immagine era a sé, ma in quello del film, l'addetto doveva essere una persona calma, paziente  e con una buona vista per colorare decine e decine di fotogrammi uno dopo l'altro.
Oggi la pellicola a colori c'è, ma esistono ancora tantissime foto e film rimasti in bianco e nero per ragioni anagrafiche.
Ricordo che da piccola amavo guardare i film di Stanlio&Ollio, rigorosamente in b/n, finché un giorno in televisione apparve una pubblicità che reclamizzava con toni entusiasti il restauro a colori delle loro commedie. Dopo Stanlio&Ollio altri film subirono la stessa fine. Ci rimasi male. Il bianco e nero ha un fascino particolare e stimola la fantasia dello spettatore, anche se poco aderente alla realtà come lo è, al contrario, l'immagine a colori. Se la pellicola a colori fosse esistita sin dalle origini, probabilmente molti film non sarebbero stati girati in b/n, ma dato che non esisteva, modificare nell'essenza un film per soli scopi commerciali (perché molta gente oggi non è in grado di sopportare un film con soli toni di grigio) mi sembra una forma di corruzione ed eticamente sbagliata. Ognuno ha la sua opinione a riguardo, spesso dettata da un preciso motivo sentimentale o emotivo. Vorrei, insomma, che i film in bianco e nero restassero tali, però, allo stesso tempo mi diverto a colorare con photoshop le fotografie scaricate da google, come i bimbi amano colorare gli album...viva la coerenza.

Le fotografie in alto sono state scelte a caso da Google immagini tra le proposte in b/n. Attraverso la selezione di aree, modificando le curve dei singoli canali e utilizzando altri specifici strumenti anche noi possiamo ottenere un'immagine a colori con un effetto un po' più plastico e tridimensionale.

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mercoledì 21 novembre 2012

ideAs into Action CZECH Republic Tour

Ideas Into Action || Tour Repubblica Ceca
Gli IDEAS INTO ACTION, gruppo punk hardcore diviso tra Friuli e Veneto, tra pochi giorni voleranno in Repubblica Ceca per presentare le loro canzoni, tra le quali quelle contenute nel loro EP di debutto "Against my country" pubblicato lo scorso maggio. Se volete caricarvi di energia vi consigliamo di ascoltarli e seguire le prossime date del loro tour!

Quando Emanuele, voce e basso della band, mi scrisse aveva ben chiaro il progetto nella sua testa: sfondo nero, logo come un timbro e inclinato, cartina e bandiera della repubblica ceca, stile adolescente scappato di casa.
Insomma, si tratta di un Punk 2.0 che lascia da parte il collage manuale per darsi a Photoshop.

Così ho deciso di potermi finalmente sbizzarrire con pennelli, gomme e sovrapposizioni. L'effetto è quello di una cartina smangiata nei viaggi che racconta di un posto poi "approvato" dalla band per il loro concerto grazie al "logo-timbro" che si applica in alto. Listopad è novembre in ceco, scovato su internet ovviamente, permette di utilizzare la stessa locandina anche nel paese che li ospiterà.

Come avviene il cambiamento? Idee e azioni. Eccoli qui!

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IDEAS INTO ACTION, Italian punk hardcore band, in a few days will fly to Czech Republic to present their songs, including those contained in their debut EP "Against my country" released last May. If you want to load yourself with energy we suggest you to listen to their songs and follow the dates of their upcoming tour!

When Emanuele, band's vocal and bass, wrote me about the flyer he had very clear IDEAS: black background, logo as a stamp and angled, map and Czech Republic
flag, "teenager who ran away from home" style.

In short, it is a 2.0 Punk flyer with a Photoshop rude collage.

Then I decided I could finally go crazy with brushes, erasers and overlaps. The effect is that of a used map of a place "approved" by the band for their concert, certified by their "logo-stamp". Listopad is November in Czech, looked up on the internet of course, allows you to use the same poster also in the hosting
country.

How can you make a change? With Ideas and actions. Here they are!



 

Sample of an old Punk Flyer_ Handmade



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