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martedì 4 giugno 2013

AUTOPRODUZIONE: Fiocchi di carta di recupero per pacchetti divertenti!

Qualche giorno fa dovevo fare un pacchetto regalo, avevo a disposizione pochissimo tempo e nessun materiale adatto. Mi sono ricordata di qualche immagine che avevo visto su Pinterest e mi è venuta un'idea. 

RITAGLIARE UN FIOCCO DI CARTA ! 

Grazie alla mia vocazione da collezionista di numerosi oggetti apparentemente inutili ho trovato a casa una brochure colorata  di un evento già trascorso. Ho scelto la parte che mi sembrava più adatta e con l'aiuto di formici e scotch in un minuto il mio fiocco era pronto!   combinato con un sacchetto ti carta di recupero il risultato è inaspettato e divertente, esperimento da ripetere!!!         


Laura Gilbert Gilardenghi



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lunedì 4 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: ferri+lana=maglia!


Dall’uncinetto alla maglia il passo è corto se la passione è tanta. Sì, non c’è l’utilissimo uncino che ci agevola nel trasporto del filo e, sì, due ferri “is not megl che one”, però con il tempo la manualità si affina e il pensiero ci fa vedere il lavoro non più come linee sovrapposte o concentriche ma come “campi”: insiemi di punti che formano un tessuto.

La maglia mi ha sempre affascinato: l’elasticità, le trecce, le coste, il punto riso… era tutto un mistero, complicato e intricato, a partire dal mezzo con cui si realizza. I ferri, per l’appunto, sono due agoni più o meno spessi, fatti di vari materiali e di varie dimensioni, alcuni hanno anche un filo di plastica che li unisce per fare il tubolare

Sciarpina circolare doppia

Il mio primo lavoro a maglia è stato questa sciarpina verde e nera (menta liquirizia), fatta con una lana acquistata in un viaggio a Venezia a fine anno. Ho utilizzato dei ferri numero 3.5 e ho iniziato con una trentina di punti. Ogni riga è stata lavorata dritto/rovescio/dritto/rovescio, in modo da creare un effetto che si chiama maglia rasata. Una volta finita avrei potuto fare delle frange da una parte e dall’altra ma, non avendole calcolate da inesperta quale ero, ho preferito unire i due lati a creare una sciarpa circolare che, guarda caso, si accoccola perfettamente sul mio collo con due giri. Non sempre si ha questa fortuna quindi, nel momento in cui mi capiterà di dover fare un maglione, dovrò calcolare bene le dimensioni del lavoro. Come primo risultato è stato soddisfacente.


Maglia rasata




Con la lana regalatami da una cara amica, proveniente dalla Germania, ho inizianto un altro progetto. Non so ancora di cosa si tratta, doveva essere una sciarpa, forse sarà un collo. Ho iniziato con delle coste larghe, quattro punti dritti/quattro punti rovesci. Dopo un po’ ho deciso di imparare a fare il punto riso così ho iniziato! Alcune parti sono un po’ fallate (invece di fare un dritto e un rovescio o messo due rovesci vicini, AHIA!!) ma sono troppo curiosa di vedere come va a finire per srotolare il filo e iniziare da capo.


Punto riso

Recentemente mi è stato regalato un libro esauriente e utilissimo da LauraGGilardenghi! Si chiama “Maglia. Il manuale completo” scritto da Sharon Brant ed edito da Mondadori, ma se volete iniziare senza impegno date un occhio ai tutorial online. Come sempre sono fonte inesauribile di informazioni e spunti.

Se invece avete una mamma/nonna/zia che sanno fare a maglia allora fatevi insegnare le basi e iniziate ad annodare i vostri filati!

Soprattutto: divertitevi!
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mercoledì 30 gennaio 2013

INDUSTRIAL: Tonso 25, Tonso 62

Tonso 25

Contenere oggetti, riporli in modo ordinato e logico, proteggerli da cadute o danneggiamenti vari.
Penso spesso di essere un po’ fissato con il rispetto per gli oggetti che possiedo, portandomi a progettare complementi d’arredo che mi aiutino a conservarli al meglio.
Mi sono ritrovato qualche mese fa a dover progettare su commissione degli elementi semplici e puliti che potessero mettere ordine e rigore in quello che ormai era un insieme informe di dvd ammassati senza logica alcuna.
Nasce così Tonso, un elemento composto da meno materiale possibile, da linee pulite ed essenziali, studiato per avere due ripiani distinti su misura e contenere dvd o libri.
Le due dimensioni consentono di posizionarli a proprio piacimento in aree differenti della casa, per rispondere in modo più accurato al bisogno del cliente, Tonso 25 richiama quasi la forma di una scaletta, mentre Tonso 62 non nasconde in nessun modo la sua funzione.
L’assenza del ripiano d’appoggio inferiore va riscontrata proprio nella necessità di ridurre il materiale, dato che il loro posizionamento finale andrà localizzato sul ripiano finale di un mobile o a terra; lo scalino presente tra piano inferiore e superiore consente di posizionare suppellettili di piccole dimensioni.

Tonso 25 e Tonso 62 sono in legno di noce chiaro, rifiniti con vernici naturali e cera passata a mano.
GSP


Tonso 62

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mercoledì 9 gennaio 2013

Aprire la porta, entrare e trovarsi in una... Foresta!

Foresta  ||| Appendiabiti in legno massello di quercia ||| GSP 2011

Aprire la porta, entrare, svestirsi e posare giacca e borsa: dove?

Questa è una delle domande che ci si fa non appena si entra in un luogo chiuso.
Uno degli oggetti che meno apprezzo all’interno delle case è sicuramente l’appendiabiti.
Secco, dritto, con questi bracci che spuntano all’infuori ad imitazione degli alberi spogli, una volta ricoperto da vestiti ed accessori diventa una massa informe a mo’ di albero della cuccagna: ORRORE.
Ho sempre criticato la posizione pericolante delle giacche appese verso l’esterno, pronte a cadere al primo sfioramento.

Come risolvere questi problemi? Con Foresta!

Nell’autunno 2011 mi sono ritrovato a voler rispondere a questi problemi: dopo aver realizzato il primo concept, ho presentato il prototipo all’evento “The Priano issue” al Pretty In Pink, Kitsch Bar di Milano il 18 aprile 2012, durante il Salone del Mobile. Foresta è un appendiabiti modulare a quattro bracci: permette di disporre su tre appigli a braccio le giacche e gli oggetti desiderati, la base centrale consente di posizionare borse e piccole valigie, l’orientamento verso l’interno dei bracci consente di proteggere gli indumenti dalla caduta per sfioramento dall’esterno. Il volume dell’oggetto inoltre va ad occupare uno spazio ben definito, portando armonia nell’ambiente ed evitando quell’effetto “ad albero” che tanto volevo eliminare.

Al momento Foresta è acquistabile su ordinazione, viene realizzato dalle mani sapienti di due artigiani di Ovada (AL), la città di cui sono originario. La colorazione è a discrezione del cliente, legno naturale a vista o verniciato; il legno utilizzato è massello di quercia, noce o ciliegio.

GSP

Il Designer con il suo prodotto ||| Foresta ||| GSP




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lunedì 7 gennaio 2013

Il regalo? Fatto a mano!

Forbici, martello, spilli.... alcuni degli strumenti utili per la realizzazione di un portafogli handmade!
Quest'anno ho deciso di darmi alla pazza gioia e fare del Natale il mio campo di battaglia per piazzare e testare alcuni dei prodotti che avevo in mente o tra le mani da un po'! 
E ai miei amici piace testare...... eccome!
Nel particolare la prima foto rappresenta il "making of" del portafogli per Alen, talentuoso traduttore!
Il portafogli è grande 20x10cm, si pega sul lato lungo e presenta un vano per i soldi, una tasca per la moneta e dello spazio per le carte... sul lato corto è presente un elstico che stringe le due parti trattenendo il ripieno!
 
Una cara amica da tempo mi aveva chiesto di omaggiarla con una borsa così mi è sembrato saggio testare la borsa sacco, costruita nel medesimo materiale del portafogli! 
Un tessuto non tessuto soffice ricoperto da un film plastico idrorepellente e super resistente. Le maniglie cucite all'interno rendono la borsa mutevole, adatta per essere utilizzarta in vari momenti della giornata. Oltre al vano centrale è presente una tasca porta cellulare/chiavi di casa.


La felpa per Michelino è venuta spontanea! Morbidosità a 360gradi, una soffice M sul retro e due bottoncini sciccosi sono le caratteristiche principali del capo che mantiene la sua sportività.

Tra le mie passioni c'è anche quella dell'uncinetto, come ben sapete, e proprio per questo periodo di festa ho deciso di sviluppare una serie di prodotti caldosi adatti sia all'utilizzo casalingo che esterno.

Tra questi il famosissimo "nastro di Moebius", una fascia da collo e capelli che permette di tenere le nostre corde vocali o orecchie al caldo!
(vedi Giuseppe in uncinetto, lana e colore!)

Gli "scaldapolsi" o wristwarmers, da usare davanti al pc nelle serate più fredde o fuori, mentre si beve il caffè, si guarda il proprio smartphone, si guida o si porta il cane in passeggiata!

Non solo colli e scaldapolsi, ma tanti e coloratissimi berretti! Già testati dalle mia amiche nordiche e da alcuni vicini di casa, per alcune amiche il berretto è stato il regalo della befana! Sempre fatto a crochet e di diversi colori: viola, verde, rosso, nero e prugna! L'amico berretto si accompagna a un bottone vintage utilissimo per agganciare il preziosissimo oggetto all'asola del cappotto e non disperderlo quando lo si lascia in giro! (Grazie a SaraG per questa ingegnosa idea!)

Insomma..tante sono le idee che possiamo tramutare in oggetti tridimensionali a impattozero, basta cimentarsi!

Ultimo ma non per questo meno importante, un regalo che proviene dalla Germania!

Si tratta di un preziosissimo "porta forbici", uno strumento necessario in un laboratorio di autoproduzione!!! La mia amica Christina ci ha proprio azzeccato! Non solo i colori e i tessuti sono bellissimi ma anche il design è decisamente bello e funzionale!



Insomma... Buon inizio di 2013 a tutti! Un buon proposito per l'anno nuovo può essere quello di riavvicinarsi alla manualità e sprigionare la vostra personalità attraverso le vostre creazioni!
 






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lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale | Feliz Navidad | Merry Christmas | Frohe Weihnachten

Feltro rosso per il gingillo a forma di albero!

Noi di Rossomenta non siamo delle grandi credenti, anzi... non tocco suolo consacrato da un sacco di tempo! (Sara S.)
E non ci piace nemmeno l'idea consumistica del Natale, grandi pacchi, luci stroboscopiche fuori dalle abitazioni, babbi natali che si arrampicano su per i cornicioni, file in macchina/piedi/carrelli.. Blah!

No, a noi piacciono poche cose ma buone.
Il vin brulè delle "casette" di legno dove vengono venduti gli amati prodotti artigianali, le passeggiatone con tazza di cioccolato finale, il mercatino dell'antiquariato di domenica 23 Dicembre (Ma vieni!!!), regali o biglietti fai da te da scambiare con chi ci vuole bene.. e la famiglia che si raccoglie attorno a un tavolo, qualsiasi dimensione e forma abbiano tavolo e famiglia...

Insomma.. dopo un anno di fatica, stenti e privazioni.. guardiamoci in viso e vogliamoci un po' di bene!

Buon Natale a tutti!

Sara&Sara aka Rossomenta
  
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sabato 15 dicembre 2012

Uncinetto, lana e colore!

Wool / hat/ neckwarmer hand&crochet made

Da un anno ormai mi diletto nell'arte del Crochet, in italiano uncinetto.
Ho tentato invano di darmi da fare con i ferri ma, forse per la mia indole irrequieta, sento maggiore affinità con l'oggetto uncinato tanto da avere un'appuntamento predefinito ogni giorno: dalle 8 alle 9 del mattino, mentre sorseggio il tè della colazione e ascolto un telefilm a caso in tv, con filo di lana e uncino realizzo berretti, maglioni, sciarpe, colli o scalda polsi.
I suddetti vengono poi dispensati ad amici e parenti sperando, un giorno, di farci un business :D

 L'uncinetto è un ottimo distensivo, permette attraverso una serie di punti di costruire un oggetto bi o tridimensionale e, se per caso sbagliate qualcosa, potete srotolare il filo molto facilmente e ricominciare dal punto del lavoro che vi pare più appropriato!
Diciamocelo, in Italia tendiamo ad associare l'uncinetto ai polverosi centrini della nonna che, per quanto pregevoli e preziosi, racchiudono in sè tutto ciò cui la modernità e la contemporaneità vanno contro. Il centrino o la tovaglia traforata all'uncinetto possono avere il loro fascino e, da oggetto della quotidianità, possono diventare pezzo unico o feticcio che "stona intonandosi" a case sempre più asettiche.
Eppure l'uncinetto non è solo centrino o sciarpa. Negli anni è diventato forma d'arte, quando si incolla come una seconda pelle a oggetti quotidiani o di design come nel lavoro di Loredana Bonora oppure forma di protesta, diventando parte integrante della street art. Alberi, segnali stradali, ovunque possono sorgere colorati involucri di filo nelle città grige e tristi, l'uncinetto ci fa riapproriare degli spazi che spesso dimentichiamo essere della collettività.

Lavorare con le nostre mani ci fa bene.
Ci riporta indietro, lontano dagli schermi luminosi che inghiottono le nostre giornate.
L'uncinetto rallenta il nostro battito e ci dà un obiettivo a breve termine, limitando le nostre ansie almeno per un po'.

Vi siete incuriosite/i? Bè, se non avete una nonna a disposizione e volete provare da sole senza iscrivervi a corsi, potete cercare su youtube dei tutorials, quelli in inglese sono sempre i migliori se lo masticate. Il mio sito preferito sul crochet è www.crochetgeek.com
 

Giuseppe Fabris wearing his new infinity neckwarmer



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giovedì 6 dicembre 2012

1 corso, 2 borse, 4ore


Locandina di "Facciamoci la borsa!"| Cristina Martellosio&Sara Savian

La mia prossima "fatica di Ercole" sarà insegnare a un piccolo gruppo di donne come costruire la loro prima borsa fatta in casa!

I prossimi giovedì del mese, 13 e 20 Dicembre, presso la sala blu dell'associazione "Quelli del villaggio" in via Don Bartolomeo Grazioli 33 (Milano) io e un folto gruppetto di impavide affronteremo, forbice e macchina da cucire alla mano, una missione: dare vita a della stoffa plasmandola con le nostre mani e menti!

La borsa è un accessorio quanto meno essenziale: contiene non solo lo stretto necessario, per quello basterebbe un portafogli, ma un kit salvagiornata formato sia da elementi funzionali (cellulare/specchietti/fazzoletti) che ludici (libri/settimana enigmistica/filo e uncinetto nel mio caso).

Il corso non si soffermerà solo ed esclusivamente su aspetti tecnici ed estetici (cuciture perfette, abbinamenti cromatici ad hoc) ma entrerà nelle case delle partecipanti attraverso la creatività! L'idea, infatti, è quella di insegnare un metodo e di far prendere confidenza con il modus operandi dell'autoproduzione, permettendo a ogni "studente" di tornare a casa e reiterare il processo diventando un asso nella confezione di borse e, allo stesso tempo, cucendo già parte dei regali di Natale per amici e parenti!

E si sa, un oggetto industriale ha molto meno cuore di uno fatto a mano!

Sara    
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mercoledì 28 novembre 2012

Progetto Duckie-O: ago, filo e tavoletta grafica


Flyer di presentazione Duckie-O per "La tana del Bianconiglio"


Duckie-O è un progetto di moda per bambini che unisce il ludico al dilettevole. Capi comodi e semplici, perfetti per correre e giocare, gli abiti Duckie-O sono in cotone organico tinto in colorazioni sgargianti ma atossiche. Sono abitini autoprodotti in Italia, simili ma mai uno uguale all'altro. Questo ci permette anche di customizzare alcune caratteristiche in base alle necessità del cliente!
L'abitino Duckie-O è affiancato dalle mollete girandola, fatte in feltro di riciclo.

Cos'altro è fatto in casa? Le grafiche!
Logo e grafiche tendono all'essenzialità, utilizzano i colori della stagione e presentano sempre quella punta di ludico che, ad esempio, ritroviamo nell'abitino illustrato nel flyer sopra.

Il flyer di presentazione Duckie-O è stato studiato ad hoc per il negozio di giocattoli ecosostenibili "La Tana del Bianconiglio" di Martellago, che da Novembre presenta i prodotti in anteprima. Si tratta di una presentazione scritta che racconta il prodotto al cliente in modo piacevole e divertente, qualora la commessa non avesse il tempo di seguirlo in prima persona.
 
www.duckie-o.com






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sabato 24 novembre 2012

Un biglietto d'auguri...veloce veloce


Una cosa che spesso dimentico di acquistare sono i biglietti di auguri. Il regalo è lì pronto, bello incartato e mi ricordo all'ultimo momento del biglietto o, se me lo ricordo in tempo, di certo è domenica. Siccome di solito preferisco evitare i centri commerciali, soprattutto di domenica, la mia sbadataggine diventa l'occasione perfetta per dare sfogo alla fantasia, soprattutto se a casa dispongo di pochi mezzi per realizzare un biglietto d'auguri carino e colorato.
Elencate quello che a casa vostra generalmente non manca.
Nel mio caso:
- giornali e riviste/depliant (meglio ancora se da buttare, sennò la mia metà mi trucida)
- colla stick e vinilica
- cartoncini o carta colorata
- cordine, nastri e nastrini riciclati da altre confezioni regalo (tenete anche i fiorellini o le perline delle bomboniere, si riveleranno utili)
- carta regalo
- pennarelli e pastelli

Queste cose sono piuttosto comuni e credo che tutti le abbiate in casa.
Non avendo un cartoncino presentabile, ne ho ricavato uno dalla confezione delle merendine, l'ho ricoperto di carta da giornale e sopra ho appiccicato in modo decorativo delle forme ritagliate dalla carta regalo. I petali del fiore sono semplice cartoncino colorato, anzi, ricavato pure da degli scarti di un foglio utilizzato la volta precedente e che ho pensato di conservare. In più ho aggiunto delle spirali di carta tipo crespa -conservate da  una bomboniera- e ho incollato al centro della corolla un bottone colorato.
Le idee non mancano e mano a mano che vi cimentate se ne aggiungono sempre di nuove anche a seconda dei materiali che avete in casa. Se vi manca la carta da pacchi, ad esempio, usate l'alluminio da cucina, se non avete il quotidiano, potete usare anche un vecchio elenco telefonico.
Questo bigliettino è semplice, ma ha fatto la sua bella figura e, cosa più importante, è fatto con le proprie mani.
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