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domenica 4 gennaio 2015

AUTOPRODUZIONE 2.0 al Makerspace!

Da qualche mese collaboro con un MAKERSPACE.
Si tratta di un'officina dove ogni individuo con un progetto può diventare "artigiano" e realizzarlo.

All'interno di un makerspace si possono trovare macchinari, nuove tecnologie e persone: questo mix permette a chiunque, anche senza grandi capacità manuali, di poter costruire oggetti bi e tridimensionali in quasi completa autonomia.

WeMake è lo spazio con cui collaboro, all'interno dei suoi spazi si possono trovare stampanti 3D, macchine per il taglio laser, frese di varie dimensioni, macchine da cucire industriali e per la maglieria e un settore Arduino.
Per usufruire di tali macchinari WeMake ha definito delle Membership (mensili, trimestrali e annuali) che, oltre a mettere a disposizione le macchine per un determinato numero di ore, danno la possibilità di abilitarsi all'utilizzo della macchina con cui si desidera lavorare. L'abilitazione ci permette di capire come lavorare con il macchinario, ma grande importanza ha anche la fase di progettazione del file che andremo ad inviare alla macchina per farla funzionare e realizzare ciò che vogliamo.

Proprio per sopperire a questa necessità WeMake propone una serie di workshop e corsi che permettono al designer/ maker, con vari gradi di conoscenza progettuale, di realizzare file ottimizzati grazie a programmi opensource come, ad esempio, inkscape.

La mia esperienza con programmi vettoriali mi ha spinto verso l'utilizzo di macchinari come la lasercut, con cui al momento realizzo accessori in pelle.

Giorgio, il nostro collega, ha
disegnato e realizzato dei tavolini in legno assemblabili, sempre con tecnica lasercut.

Claudia Scarpa, grafica e smacchinatrice, segue la micro produzione di Ratatatata, serie di accessori in lana dai pattern psichedelici.





E voi? Che prodotto sviluppereste in WeMake?
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mercoledì 17 luglio 2013

EVENT: GSP a Rapallo


Estate, voglia di andare in vacanza e di cambiare aria, di evadere dalla città; un desiderio che i prodotti GSP volevano vedere esaudito.

Dal 24 maggio al 7 giugno scorso ho tenuto un'esposizione di alcuni miei prodotti a Rapallo in provincia di Genova, all’Ottica Solari in Via Mazzini 32.
Rapallo, una ridente cittadina posizionata accanto a Santa Margherita Ligure e Portofino, si è rivelata essere un’ottima location per mettere alla prova in una situazione diversa dalla Design Week Milanese i prodotti GSP; erano presenti 6M, ENO 20, EGOR 48, EGOR 65, FORESTA, METZ, SILVERA 10 e SILVERA 15.
Per METZ inoltre è stata la prima esposizione al pubbico.

L’occasione si è rivelata stimolante ed interessante, il ricevere pareri da persone differenti dal contesto Milanese ha permesso di percepire feedback utili per le realizzazioni future, segnalando FORESTA come prodotto maggiormente apprezzato; che si possa definire il mio prodotto emblema?

In questo post sono presente alcune delle foto che ho effettuato presso l’Ottica Solari all’esposizione dei prodotti, prossimamente avverrà un aggiornamento del mio sito internet personale, www.giorgioscorzapriano.com, e nella sezione eventi ne saranno presenti alcune inedite.
Aspettando futuri sviluppi, ci possiamo ritenere soddisfatti dell’esperienza ligure.
GSP

6M, utilizzato come espositore per occhiali.



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venerdì 17 maggio 2013

EVENT: Duckie-O e la forza della collaborazione!


Parliamoci chiaro: iniziare un progetto di abbigliamento bimbi autoprodotto non è semplice, soprattutto in Italia, un paese dove la creatività viene applicata più sul funzionale (vedi tasse, leggi arzigogolate e moduli infiniti) che nei campi in cui viene richiesta.

Duckie-o è nato durante il matrimonio di due cari amici. Lì, io e Giovanna ci siamo dette che potevamo unire le nostre forze per proporre abiti per bambini come Caterina e Susanna (le figlie di Giovanna) che fossero di nostro gusto e con una precisa linea etica: dovevano essere rigorosamente bio e made in Italy. Ecco sono talmente made in Italy che li cucio proprio io! Infatti Duckie-o è l'ombra di una start up, è un esperimento che speriamo sfoci in un progetto innovativo.

Giovanna si occupa del reperimento del materiale per i prototipi e degli accessori, io disegno i modelli, sviluppo il cartamodello e cucio. Ma sono fortunata: ho un compagno che oltre a fare un lavoro serio è anche un ottimo fotografo e se la cava con i siti internet. Unendo il mio gusto alle sue competenze sta nascendo www.duckie-o.com! Ad affiancarlo ci sono il tumblr e la pagina facebook, che vengono seguiti da Giovanna anche se siamo lontane (ci divide un oceano…).

Lo scorso autunno ho incontrato Patrizia e sono entrata ne "La Tana del Bianconiglio": un negozio di giocattoli ecologici che sempre più spesso ospita laboratori creativi per bambini/e ravvivando il paese di Martellago (VE) e coinvolgendo persone anche da lontano. Alla "Tana" sono già stati proposti alcuni abitini in felpa però senza un vero e proprio evento.

A questo porremo rimedio sabato 25 Maggio, in occasione della notte bianca di Martellago, in quel giorno La Tana del Bianconiglio, in collaborazione con Duckie-o, proporrà "ECOloriamo!!!", un laboratorio creativo per bimbi dai 2 ai 7anni dove le t-shirt saranno la tela bianca su cui scatenare la loro creatività. Ma come è nato "ECOloriamo"? Una parte del merito va alla nostra Laura Gilbert, che mi aiuta anche nella realizzazione di alcuni abiti: a lei è venuto in mente che, oltre a decorare le magliette di mano nostra, potevamo farlo fare ai bambini stessi, permettendo loro di realizzare un'opera d'arte che rimarrà come ricordo indelebile ed indossabile di quella serata. Per passare dall'idea alla realizzazione ci è voluta solo una piccola ricerca e la proposta a Patrizia che, energica come sempre, ha accettato di buon grado la sfida! Un contributo è arrivato anche da Sara G che, oltre ad avermi aiutato con il recupero del materiale per l'evento, ha avuto la geniale idea per il nome.

Duckie-O ed ECOloriamo sono la prova che da soli è bene ma collaborare è meglio!!

Locandina "ECOloriamo" ||| Design SsRossomenta

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mercoledì 15 maggio 2013

FOTOGRAFIA: foto di famiglia.




Un oggetto non si può raccontare da solo, ha bisogno di una descrizione, di disegni tecnici dimensionali, di una foto nella sua interezza, di foto ambientate e di dettagli evidenziati.
Durante il processo di creazione di queste componenti, è possibile accrescere il valore di un prodotto con l’avanzamento del suo ciclo di vita, sia nella fase di prototipo, sia nella fase produttiva.

La scorsa settimana ho dedicato del tempo all’evoluzione dei prodotti da me esposti alla Milano Design Week, per farlo, mi sono fatto affiancare da un amico, un fotografo professionista con cui avevo collaborato durante l’esperienza lavorativa in Danese Milano: Federico Villa.
Il suo occhio attento ed esperto mi ha permesso di approfondire l’interazione dei prodotti con la propria forza comunicativa.
Una volta che si pone un oggetto davanti alla macchina fotografica si capisce davvero se funziona o no, i suoi pregi vengono esaltati e permettono di liberare le loro qualità, mentre i difetti vengono enfatizzati e subito identificati.

Non è stata la prima volta che i miei prodotti sono passati davanti ad una macchina fotografica, ma è stata la prima volta che nel farlo non ero io a scattare le foto, ma un fotografo professionista.

6M, versione compatta.

Eno 20, versione LED verde.

Il vedere i propri prodotti sfilare man mano davanti all’obiettivo agita non poco, ci si sente come se li si mettesse sotto giudizio, ci si sente come se i propri figli venissero giudicati per come sono fatti.
L’effetto finale però è liberatorio, perché è come se si mettesse una definizione finale ad un percorso, un percorso che non potrà che continuare.

(Nella prima foto, Federico Villa durante gli scatti a Foresta)
GSP
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venerdì 3 maggio 2013

AUTOPRODUZIONE: dettagli sartoriali, orlo fatto a mano

Lo ammetto adoro gli orli fatti a mano!
Morbido, soffice, pregiato e imperfetto; ecco un esempio di orlo arrotolato a mano utilizzato solitamente per rifinire e valorizzare foulard di seta. Richiede un po' di pratica, una buona manualità ma soprattutto richiede molto tempo per un risultato superbo!
Il concetto è semplice si tratta di arrotolare leggermente il bordo del foulard ( consiglio di inumidire leggermente le dita per ottenere una maggiore sensibilità) e fissarlo con dei piccoli punti  distanziati circa sette millimetri.
Gli angoli sono un po' più complicati, esistono varie tecniche, per quanto mi riguarda continuo ad arrotolare fino ad includere anche il lato successivo e come per magia si forma l'angolo.
Con questa tecnica l'angolo è un po' arrotondato e sottolinea il carattere particolare dell'orlo.
Ecco due tutorial utili per capire meglio il processo di realizzazione e la manualità richiesta. Il primo è il metodo che ho utilizzato io, salvo per gli angoli. ( orlo arrotolato a mano metodo 1 ) Il secondo è un metodo alternativo che nasconde quasi completamente i punti, adatto anche per tessuti più spessi ( orlo arrotolato a mano metodo 2 ).

ECCO COME UN DETTAGLIO QUASI INVISIBILE RIESCE A FARE LA DIFFERENZA



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mercoledì 1 maggio 2013

EVENT: GSP alla Milano Design Week, ecco il resoconto



Due location, due esposizioni, due città: doppia fatica ma doppia soddisfazione.

Ho aspettato e posticipato a lungo la pubblicazione di questo post perché tutt’ora si stanno muovendo i postumi del Salone, con progetti in corso e tempistiche dilatate. Fare un primo punto della situazione però non poteva che aiutarmi a “tirare le somme”.
Come chi mi segue già sa, ho partecipato alla Milano Design Week 2013 in due location del Fuorisalone: il TOTem all’Ambrosianeum in Via delle Ore 3, Milano, e l’Archivio Giovanni Sacchi, in Via Granelli 1 a Sesto San Giovanni.

Nel primo caso ho partecipato alla mostra TOTem, organizzata da MISIAD (Milano si auto produce design), ispirata e dedicata a due grandi Maestri dell’architettura e del design milanese, Aldo Rossi ed Ettore Sottsass che, lavorando su semplici geometrie volumetriche, hanno creato oggetti architettonici dalla forte valenza simbolica e spirituale; qui ho esposto Foresta, appendiabiti decostruttivo.

FORESTA esposto al TOTem

Nella seconda location all’Archivio Giovanni Sacchi ho partecipato a "Non apettare di diventar vecchio per finire in un archivio" con un’esposizione di prodotti da me denominata “La casa secondoGSP”, dove sono andato a ricreare uno spazio formale abitativo con complementi d’arredo in legno, lampade in metallo grezzo e serigrafie minimali.

La casa secondo GSP all'Archivio Giovanni Sacchi

A distanza di qualche settimana ammetto di sentire ancora la stanchezza del Salone, l’organizzazione e la realizzazione di ogni singolo prodotto è stata faticosa e complicata, ma la soddisfazione che si prova una volta posizionato ogni pezzo nel luogo prestabilito, è impagabile.
Uno degli aspetti che ho preferito è riuscire a ricevere istantaneamente un feedback positivo o negativo sui prodotti stessi, ero pronto a rimettete in discussione qualsiasi progetto da me affrontato ed ero conscio della possibilità di essermi perso lungo la strada, ma i feedback riscontrati mi hanno dato nuove prospettive visuali, spunti da utilizzare e soddisfazioni inaspettate.
Nell’insieme sono soddisfatto di come si è svolto il tutto, le due organizzazioni degli eventi sono state serie e precise in ogni aspetto, nel mio piccolo penso di aver fatto del mio meglio per entrambe le location, ovviamente ci sono stati dei piccoli intoppi di produzione, ma beh, come si usa dire: “il bello della diretta!”.

Gli sbocchi che mi ha dato questa esperienza?
Sicuramente nuovi contatti, conferme sull’idea di espandere la famiglia di alcuni prodotti, e l’ordinazione di alcuni oggetti esposti da parte di clienti.
Prossimamente effettuerò lo shooting dei prodotti che ho presentato, in modo da aggiornare il sito e completare il listino.
GSP
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mercoledì 10 aprile 2013

EVENT: Fuorisalone tra arte, autoproduzione, multisensorialità e Open Design

Il fuorisalone è un evento che coinvolge quasi tutti i quartieri di Milano e fa da succoso contorno all'evento principale che si svolge presso la fiera di Rho: il salone del mobile.
Da qualche anno il fuorisalone gode di maggior attenzione rispetto al salone stesso. Questo ha fatto impazzire i milanesi che abitano nelle zone più famose (vedi tortona) che, pur di racimolare qualche euro, mettono in affitto a prezzi esorbitanti le loro cantine a chiunque accetti di esporre.

Fortunatamente esistono progetti curati che promuovono i giovani designer, come è accaduto al nostro Giorgio: non abbiamo sue notizie da qualche settimana, ma fonti attendibili ci dicono che sta lavorando da mattina a sera come un matto per proporre i propri progetti in due eventi.

Presso le ex scuderie dell’arcivescovado, ora Fondazione Ambrosianeum (Via delle Ore n.3 ), Milano Si Autoproduce Design (MISIAD), con il patrocinio del Comune di Milano, propone una mostra a tema: "TOTem, dove l’oggetto diventa simbolo, dove la funzione incontra la metafora, dove il design incontra l’arte". La mostra rimarrà aperta dal  9 al 14 aprile dalle 13.00 alle 21.00.  

E presso l’Archivio Giovanni Sacchi, collocato all’interno del Museo dell’Industria e del Lavoro di Sesto San Giovanni (via Granelli 1), l'evento "Non aspettare di diventar vecchio per finire in un archivio" propone un selezionato gruppo di artisti e designer che espongono i propri progetti da martedì 9 a domenica 14 aprile dalle 10.00 alle 20.00.

Imme Van Der Haak – Beyond the Body


Molta arte nel design, che diventa multisensoriale nell'evento in zona Ventura-Lambrate (In)Visible Design- 100Stories from the future and beyond. Si tratta di una mostra collettiva curata da Stefano Maffei e Susanna Legrenzi, aperta da martedì 9 aprile dalle 10.00 nello Spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano. Qui sarà possibile toccare, guardare, ascoltare, odorare, assaggiare le opere esposte: una mostra che coinvolge tutti i sensi. "Video, immagini, prototipi di artisti provenienti da tutto il mondo, circondati da oggetti che vengono dalla storia e dall'attualità a indagare sotto varie forme (scienza, tecnologia, filosofia, cinema, grafica) il nostro presente: che cos'è l’(In)visible Design? Dalla sound art alla cucina esperienziale, dalle energie rinnovabili alla biologia sintetica, dalla video arte alla stampa 3D, la trasformazione passa necessariamente per l’arte, il design e la tecnologia."
 


Altro evento interessante per l'approccio innovativo al design è We Make Open-Design.
We Make è un progetto sviluppato da più menti (Officine Arduino, dotdotdot, Sociopratiche, Wefab, Openp2pdesign) con l'intento di proporre dei "Makerspaces" o spazi collaborativi in cui cittadini e cittadine progettano e costruiscono tramite l'esperienza pratica, la conoscenza di nuove tecnologie e processi innovativi. L'incontro mensile "popupmakers", evento itinerante Milanese dove geek e designers si incontrano per proporre le proprie idee, in occasione del fuorisalone si protrarrà dal 10 al 14 Aprile in una location d'eccellenza: Area35, via Vigevano 35 (fermata Porta Genova della metro verde). We Make "speciale fuorisalone" non è solo incontro ma anche workshop e open design: avrete occasione di scoprire il mondo di arduino, delle stampanti 3D e potrete costruire con le vostre mani delle sedute "cut and fold"!

Insomma che aspettate? Tuttti al fuorisalone e non solo per bere! :D



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mercoledì 13 marzo 2013

EVENT : GSP a TOTem, DESIGN WEEK 2013


TOTem /// MISIAD /// Ambrosianeum, Via delle ore 3, Milano



 “ci sono giorni in cui ti svegli e ti chiedi se quello che stai facendo sia giusto, se la strada percorsa porterà a qualcosa, se tutti gli sforzi e le fatiche compiute verranno ricompensati; ci sono giorni in cui una singola mail ti può cambiare la prospettiva”.

Colgo l’occasione del mio post settimanale su Rossomenta per parlare della mia ultima novità: durante la Design Week 2013 di Milano esporrò all’evento TOTem.

TOTem è un evento organizzato dal Misiad (Milano si autoproduce design), associazione dedita a valorizzare il lavoro di designer che auto producono i loro prodotti sul territorio milanese.
L’evento tratta l’utilizzo di prodotti dall’uso quotidiano, rivisti attraverso una lettura differente con forme definite e statuarie.
Foresta, il mio appendiabiti qui già presentato (vedi articolo su Foresta) è stato selezionato tra gli oggetti che verranno esposti al pubblico.

La serata inaugurale sarà il 9 Aprile dalle 19.00 alle 23.00; la mostra rimarrà aperta dal 10 al 14 Aprile dalle 13.00 alle 21.00 all’Ambrosianeum, in via delle ore 3.


Prossimamente vi comunicherò maggiori informazioni, nel frattempo, segnate in agenda le date!

GSP




Foresta, l'appendiabiti di GSP.


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venerdì 8 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: tra papillons a farfallini

Farfallino di tipo tradizionale ||| LGG



Farfallino, cravattino, farfalla, papillon, cravatta a farfalla, noeud papillon o cravate papillon (in francese) , bow tie (in inglese), corbata de lazo ( in spagnolo), cravatta nera o black tie (da indossare con lo smocking), cravatta bianca o white tie ( da indossare con il frac): ecco alcuni dei mille nomi per definire questo indumento tradizionale maschile ancora oggi pieno di fascino.

Farfallino di tipo tradizionale work in progress ||| LGG


Nelle ultime settimane ho dedicato parte del mio tempo per realizzare proprio un farfallino. Principalmente esistono due varianti, quello tradizionale e quello premontato. Ho iniziato a realizzare un papillon tradizionale, ovvero una striscia di nastro sagomato che deve essere annodato ogni volta che viene indossato. Il principale punto critico di questo modello è proprio fare il nodo in modo corretto, procedura non esattamente semplice. Inoltre, siccome la lunghezza del nastro è fissa è quindi declinata in varie taglie. Al contrario il modello premontato, ovvero un fiocco già cucito, anche se perde parte del suo fascino, presenta molti aspetti positivi: la misura del collo è regolabile e la qualità del fiocco è costante, sempre impeccabile. Tuttosommato, mi sembra ora la soluzione migliore e più adatta alle mie aspettative, anche se capisco il fascino di un capo di abbigliamento forse meno pratico ma costruito secondo le regole del passato come il papillon tradizionale.




Istruzioni per annodare il farfallino 

Farfallino indossato ||| LGG

Per quanto riguarda dimensioni e colori tutto è possibile, ma di questo parleremo poi nei prossimi post.
Ecco un tutorial, tra i tanti che si possono trovare su youtube:




Laura Gilbert Gilardenghi


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mercoledì 6 marzo 2013

INDUSTRIAL: RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE + YASHI + YASHI-YO


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// blu+bianco+colore


“C’era una volta una Rallina che correva spensierata per i prati, saltellava qua e là e si sentiva felice e spensierata… fino a chè non finì impressa in un cuscino”.

Negli scorsi mesi ho dedicato parte del tempo a capire cosa mi sarei potuto inventare di differente da autoprodurre, un oggetto funzionale, pratico, fresco e comodo, che potesse entrare nella casa delle persone senza obbligarle a spendere un prezzo eccessivo (come Foresta, appendiabiti, che al pubblico costa 1050.00 euro).
Cosa potevo inserire nel mio catalogo? Ma dei cuscini!
L’idea era quella di utilizzare un pennuto inusuale (vedi la Rallina) insieme ad una grafica di sfondo che contrastasse con una figura enciclopedica.
Yashi e Yashi-Yo sono gli sfondi utilizzati a seconda del colore per il contorno di Rallina, derivano da alcuni miei disegni effettuati durante il liceo, rimasti impressi nella mente.

Per la produzione ero intenzionato ad utilizzare un’azienda italiana, a cui ho fatto prototipare il primo esempio di Rallina, ma in seguito ho individuato Society6, azienda californiana che offre non solo la produzione di cuscini, ma anche di stampe, tele, cover per iphone, maglie, felpe e molto altro ancora.
I costi sono inferiori a quelli di molti competitor, e le spese di spedizione sono vantaggiose (per l'acquisto delle sole federe, la spedizione è di 10 dollari, e in caso di un ordine con più federe, il costo non varia).

Tornando a Rallina Canningi delle Andamane, i colori scelti per lo sfondo sono il verde acqua, il blu, il nero ed il rosso, mentre la Rallina stessa è a colori o in bianco e nero.

Detto questo, fate entrare Rallina Canningi delle Andamane in casa vostra, non ve ne pentirete!

GSP



RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+bianco+colore


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+nero+colore


YASHI-YO /// oro



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lunedì 4 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: ferri+lana=maglia!


Dall’uncinetto alla maglia il passo è corto se la passione è tanta. Sì, non c’è l’utilissimo uncino che ci agevola nel trasporto del filo e, sì, due ferri “is not megl che one”, però con il tempo la manualità si affina e il pensiero ci fa vedere il lavoro non più come linee sovrapposte o concentriche ma come “campi”: insiemi di punti che formano un tessuto.

La maglia mi ha sempre affascinato: l’elasticità, le trecce, le coste, il punto riso… era tutto un mistero, complicato e intricato, a partire dal mezzo con cui si realizza. I ferri, per l’appunto, sono due agoni più o meno spessi, fatti di vari materiali e di varie dimensioni, alcuni hanno anche un filo di plastica che li unisce per fare il tubolare

Sciarpina circolare doppia

Il mio primo lavoro a maglia è stato questa sciarpina verde e nera (menta liquirizia), fatta con una lana acquistata in un viaggio a Venezia a fine anno. Ho utilizzato dei ferri numero 3.5 e ho iniziato con una trentina di punti. Ogni riga è stata lavorata dritto/rovescio/dritto/rovescio, in modo da creare un effetto che si chiama maglia rasata. Una volta finita avrei potuto fare delle frange da una parte e dall’altra ma, non avendole calcolate da inesperta quale ero, ho preferito unire i due lati a creare una sciarpa circolare che, guarda caso, si accoccola perfettamente sul mio collo con due giri. Non sempre si ha questa fortuna quindi, nel momento in cui mi capiterà di dover fare un maglione, dovrò calcolare bene le dimensioni del lavoro. Come primo risultato è stato soddisfacente.


Maglia rasata




Con la lana regalatami da una cara amica, proveniente dalla Germania, ho inizianto un altro progetto. Non so ancora di cosa si tratta, doveva essere una sciarpa, forse sarà un collo. Ho iniziato con delle coste larghe, quattro punti dritti/quattro punti rovesci. Dopo un po’ ho deciso di imparare a fare il punto riso così ho iniziato! Alcune parti sono un po’ fallate (invece di fare un dritto e un rovescio o messo due rovesci vicini, AHIA!!) ma sono troppo curiosa di vedere come va a finire per srotolare il filo e iniziare da capo.


Punto riso

Recentemente mi è stato regalato un libro esauriente e utilissimo da LauraGGilardenghi! Si chiama “Maglia. Il manuale completo” scritto da Sharon Brant ed edito da Mondadori, ma se volete iniziare senza impegno date un occhio ai tutorial online. Come sempre sono fonte inesauribile di informazioni e spunti.

Se invece avete una mamma/nonna/zia che sanno fare a maglia allora fatevi insegnare le basi e iniziate ad annodare i vostri filati!

Soprattutto: divertitevi!
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mercoledì 27 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: DETAILS#1 e LANDSCAPES#1

DETAILS#1 e LANDSCAPES#1
Fare un viaggio, visitare un luogo precedentemente sconosciuto, o semplicemente tornare nella terra natia.
Ogni momento può essere carico di emozioni e sensazioni, tale da meritare di essere immortalato.

Chi mi conosce bene sa quanto amo la fotografia, conosce la mia alternanza tra momenti stile turista straniero, con scatti continui, a momenti in cui preferisco nutrire i miei occhi direttamente, senza scattare foto in modo ossessivo.
Più di un anno fa mi sono trovato a parlare con una mia amica (proprio la Sara S. qui presente su Rossomenta) di quanto amassi fare le foto, e di quanto desiderassi in qualche modo condividerle con le persone che amo; fu così che presi la decisione di pubblicare il primo libro fotografico.

Decisi di raccogliere tutte le mie foto fatte dal 2009 (anno in cui ho comprato una Nikon semi professionale), ad inizio 2012, ultimo momento di pace prima della tempesta (secondo salone del mobile in azienda, laurea, operazione).

LANDSCAPES#1 doveva essere il primo di una serie di tematiche che avrei riassunto e pubblicato, e per quasi un anno è infatti stato l’unico libro mandato in stampa.
Realizzato nel 2012, ha rappresentato una grossa fatica decisionale.
Rappresenta la selezione di alcuni scatti a me cari, emozionanti e raffiguranti luoghi che ho amato, come San Salvo, Nizza, Milano, Londra, Napoli, Berlino e Murcia.

DETAILS #1 nasce finalmente ad inizio 2013, dopo esser rimasto in gestazione per quasi 7 mesi.
Se ovviamente il primo libro racconta i miei viaggi attraverso i paesaggi con una lettura quasi romantica, il secondo vuole essere più personale, raccontando momenti quotidiani; oltre a scatti effettuati in vacanza, non mancano infatti fotografie raffiguranti particolari di Ovada ed Alessandria.

Come anteprima, posso anticipare l’attuale lavorazione del terzo volume, sempre raffigurante il periodo 2009-2012, LIGHT&SKY #1.

Per la pubblicazione dei volumi utilizzo un’etichetta indipendente estera, non sono infatti acquistabili in negozio fisicamente, ma scegliendo tra due opzioni: la prima può avvenire attraverso il loro sito (con una scelta più o meno vasta di skills, che però non trovo per niente affini al mio progetto base); nella seconda opzione, quella che consiglio, attraverso una richiesta fatta direttamente a me, in modo da potermi interfacciare con la produzione e richiedere espressamente i libri nella versione da me progettata, con carta, rifiniture e copertina di un tipo specifico.

 GSP

DETAILS#1

LANDSCAPES#1

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mercoledì 20 febbraio 2013

INDUSTRIAL: 6M, la versatilità di un oggetto semplice.

6M ||| disposizione spaziale esemplicativa

Il piano di un mobile antico, l’angolo buio di una madia ereditata, la mensola sopra il letto; sono tutti i luoghi preferiti di 6M.

Il bisogno di movimentare un ripiano con dei supporti capaci di vivacizzare l’area, di esporre in modo differente ed esteticamente gradevole i piccoli souvenir di una vita, nasce così questo insieme di cubi e parallelepipedi modulari.
Definibile come sistema di movimentazione per scaffali e tavoli, consente infatti di modificare radicalmente la staticità di un ripiano.
Le diverse volumetrie create possono continuamente cambiare.

Composto da:
1 x h 30 cm
2 x h 20 cm
5 x h 10 cm

Al momento della sua nascita, l’idea era quella di utilizzare il solo colore bianco come verniciatura del legno utilizzato, in seguito sono giunto alla conclusione che ovviamente oltre alla possibilità di verniciare i singoli cubi in modo differente, l’utilizzo di legni nobili e con venature o nodi a vista, potesse permettere di aver un maggior consenso dal pubblico.
Su ordinazione è disponibile una vastissima scelta di colorazioni ed effetti materici.
GSP


6M ||| formato compatto


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mercoledì 13 febbraio 2013

INDUSTRIAL: Serie Come, “Il retro del progetto”.

Serie Come, n.1

 Linee, tratteggi, guide, segni, tutte informazioni spente e nascoste per sempre.

Per la realizzazione di un prodotto o di una grafica, su programmi come Adobe Illustrator si utilizzano retini e guide per facilitare la realizzazione; mi sono ritrovato affascinato più di una volta dalla trama che usciva dal lavoro effettuato, ed è così ad esempio che nasce la Serie Come.

Proposta solo in due pezzi, di dimensioni 400x400 mm, racconta la storia dell’evoluzione di due Serie di serigrafie che ho realizzato.
Il primo rappresenta la struttura composta alla base della creazione di Serie Solo, mentre il secondo evidenzia l’intreccio strutturale dei punti cardinali che compongono Serie Origini.
Serie Come n.2
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mercoledì 6 febbraio 2013

INDUSTRIAL: Sciuscià

Sciuscià 
Non è mai semplice decidere in anticipo cosa si andrà a progettare, nascerà un oggetto con mille funzioni o sarà un semplice esercizio di stile?
Ogni volta che mi sono trovato a dover pensare ad un prodotto senza avere grosse limitazioni, mi sono trovato ad affrontare il problema ponendomi una traccia da seguire, un obiettivo, un motivo che mi spingesse a farlo.
Era il lontano 2010 quando, durante un laboratorio del Politecnico di Milano, mi sono imbattuto nel compito di andare a realizzare un complemento d’arredo, un elemento da inserire all’interno della casa che fosse esteticamente d’effetto e potesse fare parte di un brand che sarebbe nato a fine corso.
Ovviamente, dato che una delle mie passioni è andare a complicarmi la vita, non ho accettato semplicemente il compito ed ho voluto sfruttare l’occasione per fare un prodotto diverso: lo zerbino.

Dopo aver delineato le problematiche - facilità di pulizia, aumentare la stabilità, aggiungere un valore, riscattare l’idea del prodotto stesso - ho unito il tutto e sono andato a realizzare un primo prototipo.
Successivamente ho corretto i dimensionamenti ed ho realizzato il campione finale.
Nasce così Sciuscià, zerbino rivestito di tessuto lavabile (materiale polimerico intrecciato con stoffe specifiche) e caratterizzato da resistenza elevata con un’anima in metallo, in modo da appesantire il prodotto e limitare lo spostamento dello stesso; la lastra metallica permette la creazione del ricciolo laterale, elemento che consente di pulire le scarpe su più punti, richiamando i vecchi “gratta suole” che si trovavano fino a inizio secolo nei centri storici.
Il materiale polimerico ad alta resistenza riveste in tutta la sua interezza Sciuscià, tenuto insieme da cuciture realizzate a mano, bloccando lateralmente il metallo ed aumentando l’attrito con il pavimento.
Il nome? Sciuscià è un termine dialettale napoletano ora in disuso che sta ad indicare i lustrascarpe del dopoguerra (dall'inglese shoe-shine).
GSP

 Sciuscià, particolare.




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mercoledì 30 gennaio 2013

INDUSTRIAL: Tonso 25, Tonso 62

Tonso 25

Contenere oggetti, riporli in modo ordinato e logico, proteggerli da cadute o danneggiamenti vari.
Penso spesso di essere un po’ fissato con il rispetto per gli oggetti che possiedo, portandomi a progettare complementi d’arredo che mi aiutino a conservarli al meglio.
Mi sono ritrovato qualche mese fa a dover progettare su commissione degli elementi semplici e puliti che potessero mettere ordine e rigore in quello che ormai era un insieme informe di dvd ammassati senza logica alcuna.
Nasce così Tonso, un elemento composto da meno materiale possibile, da linee pulite ed essenziali, studiato per avere due ripiani distinti su misura e contenere dvd o libri.
Le due dimensioni consentono di posizionarli a proprio piacimento in aree differenti della casa, per rispondere in modo più accurato al bisogno del cliente, Tonso 25 richiama quasi la forma di una scaletta, mentre Tonso 62 non nasconde in nessun modo la sua funzione.
L’assenza del ripiano d’appoggio inferiore va riscontrata proprio nella necessità di ridurre il materiale, dato che il loro posizionamento finale andrà localizzato sul ripiano finale di un mobile o a terra; lo scalino presente tra piano inferiore e superiore consente di posizionare suppellettili di piccole dimensioni.

Tonso 25 e Tonso 62 sono in legno di noce chiaro, rifiniti con vernici naturali e cera passata a mano.
GSP


Tonso 62

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mercoledì 23 gennaio 2013

INDUSTRIAL: Serie Solo

Serie Solo | 40x40

Oggi si parla di GSP.
Era il lontano luglio 2011 quando ho sentito l’irrefrenabile voglia di trasformare in forma fisica un’idea che mi girava per la testa: il racconto della solitudine di un puntino rosso.
Il tutto è iniziato delineando come rappresentare la storia, quattro stampe in serie potevano racchiudere in step il passaggio evolutivo del racconto.

#1 _ il puntino rosso è al di là del muro, solo.
#2 _ il puntino guarda oltre, vede che ci sono due muri, è sempre solo.
#3 _ il puntino scavalca il muro nella speranza di non rimanere solo, ma resta solo.
#4 _ il puntino accetta definitivamente di essere solo.

La stampa che utilizzo è su carta telata, questo permette di avere una resa cromatica eccellente ed una resistenza maggiore in confronto alle carte classiche utilizzate per stampe serigrafiche.
Serie Solo nasce con dimensioni 400x400 mm, a dicembre 2012 introduco la versione 200x150 mm, per rispondere al bisogno di avere un formato ed un prezzo inferiori.
Partendo dalla Serie Solo ho avuto successivi spunti ed ispirazioni, portando alla creazione delle altre Serie, ma questa è un’altra storia.

GSP




 Serie Solo | 20x15





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lunedì 21 gennaio 2013

ISPIRAZIONE: Tarm/StervenJorgen/Canedicoda


Tre allegri ragazzi morti ||| Nel giardino dei fantasmi ||| Dic 2012
Non solo autoproduzione ma anche collaborazione!
"Nel giardino dei fantasmi" i Tre Allegri Ragazzi Morti sono riusciti a unire più forme d'arte alla musica che già da anni producono. Rinomato fumettista, il leader Davide Toffolo per questo progetto ha creato undici diversi personaggi, uno per ogni canzone, uno più spaventevole dell'altro. Un mondo spettrale, in bianco e nero, accoglie i personaggi monocromatici che diventano tridimensionali nei costumi teatrali di Canedicoda.

Non sono una feticista del Cd, ma questo album è un piacere da sfogliare e da ascoltare.
Alle anime perse ||| Codadicane+Stevern Jorgen
La carta utilizzata ha una grana quasi tridimensionale al tatto, a tratti granulosa, ma soffice. Il packaging, formato digipak, è un trittico con al centro l'alloggio per il CD su cui è disegnata una luna che, sfilando il disco dall'apposita fessura, sembra sorgere da un tetro ruscello mostrando alle sue spalle una torre di babele in lontananza. Gli spazi laterali sono la continuazione della grande illustrazione che percorre tutto l'esterno del digipak, in cui appaiono, tra i personaggi di fantasia, anche i componenti della band (destra). Il lato sinistro è dedicato ad accogliere il booklet (libretto) dove, al posto dei testi delle canzoni, scopriamo i personaggi in tridimensione grazie all'arte del costumista Codadicane e del collettivo fotografico Stevern Jorgen.

Di che cosa parla veramente una canzone ||| C+SJ



Il tocco da maestro è il sito temporaneo:
 
Qui possiamo ascoltare la loro musica scegliendo sull'illustrazione e barra a scorrimento in alto un personaggio: cliccandoci sopra si aprirà un quadrato con l'immagine fotografica del costume e un'anteprima della canzone relativa. Questo insieme di supporti diversi che comunicano tra loro crea una rete che permette all'ascoltatore di sentirsi parte integrante del processo artistico. D'altronde i TARM sono da sempre bravi a coinvolgere i propri ascoltatori che, indossando una maschera a forma di teschio, possono a loro volta trasformarsi in "allegri ragazzi morti".
 
Un passo dopo l'altro questa band ha realizzato una sinfonia comunicativa che deve essere d'ispirazione per chiunque decida di realizzare delle autoproduzioni. Condivisione e racconto sono parte integrante del processo creativo ed elementi fondamentali per accrescere il valore del prodotto finale.

S.
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