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martedì 21 gennaio 2014

FASHION: Free-ty, un nuovo progetto per Cooperativa Alice

Free-ty ha fatto il suo debutto presso HOMI, il nuovo Macef, lunedì 19 gennaio 2014. Dopo mesi di incubazione, progettazione e lavoro, nel giro di un paio di settimane e con l'unione delle forze, siamo riusciti a proporre una linea di accessori fresca e sportiva che ha nel semplice telo per maratoneti (quello per rimanere caldi alla fine della corsa) il proprio simbolo.
Non stiamo cercando di liberare Tyvek, marchio registrato di Dupont e materiale base per i prodotti Free-ty, ma di esprimere la libertà di ognuno di noi con una bandiera personale che inneggia a vittorie, emozioni e stili di vita positivi. L'altro lato della medaglia è legato alla libertà che le detenute dei carceri di San Vittore e Bollate (MI) riescono a conquistare grazie al vicendevole impegno, loro e della cooperativa Alice, nell'imparare e insegnare il mestiere sartoriale.

 Il Tyvek, in questo caso, è la pagina bianca su cui scrivere la vostra storia e il foglio su cui  è incisa con ago e filo quella delle detenute che hanno confezionato sartorialmente tutti i prodotti Free-ty: teli, borse e mantelle sono i tre prodotti sviluppati.
La prima borsa ad ispirare il progetto Free-ty era un prototipo di shopper collassabile dimenticato, ma non troppo, che aspettava di essere utilizzato. Una volta migliorata e resa riproducibile è stata stampata e realizzata in versione Big e Small, completa di custodia esterna rotonda.
 Il cerchio è il fulcro della filosofia di Free-ty che vuole allontanarsi dal concetto di sbarre e reclusione e si avvicina a quello di comunità e umanità. Dal cerchio è nata la mantella poncho la cui tasca si trasforma in una comoda custodia, una soffice bolla di Tyvek. La mantella bike mantiene lo stesso concetto del poncho, varia la lunghezza mentre la sagomatura delle spalle la rende più ergonomica.
Tutti i prodotti presentati ad Homi verranno proposti in vendita a breve sul sito internet www.free-ty.it dove al momento si possono trovare alcune informazioni.
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lunedì 16 settembre 2013

AUTOPRODUZIONE: al bando forbici e cutter, benvenuto taglio LASER!


Ciao a tutti! Dopo questa lunga pausa estiva speriamo di ritrovarvi tutti più abbronzati e rilassati!  Mi piacerebbe iniziare questo nuovo “semestre rossomentiano” con un post tecnologico dedicato al lasercut.

Il Taglio Laser è un sistema di taglio utilizzato inizialmente solo dalle industrie, soprattutto per il suo costo e le dimensioni dei macchinari. Con l’evoluzione tecnologica il taglio laser ha iniziato a diffondersi anche nei laboratori di artigiani e designer sia per la sua facilità d’uso che per velocità e pulizia di esecuzione. Tecnicamente parlando il Taglio Laser o Laser Cutting sfrutta il calore generato da un fascio di luce concentrato in un punto molto piccolo combinato con un gas (azoto) spruzzato ad alte pressioni: man mano che il laser brucia il materiale su cui è puntato, il gas spazza via la parte incenerita, lasciando un taglio netto talmente preciso che non necessita di una seconda rifinitura.
La duttilità di utilizzo di questa tecnologia ha reso possibile il passaggio dal livello industriale, dove viene utilizzato per il taglio di lastre di metallo, al mondo della piccola media impresa artigiana e nei laboratori di design: il laser infatti è in grado di tagliare le superfici, anche quelle infiammabili, come alcuni tipi di plastica, plexiglass, tessuti, carta e legno.
Il processo è automatico: nel momento in cui viene realizzato al computer il disegno da tagliare e averlo caricato nel sistema, il macchinario procede al taglio senza alcun bisogno di assistenza.



Così efficiente e poliedrico il Taglio Laser è stato adottato per la realizzazione di abiti originali, volantini, mobili a incastro e zero spreco, bijioux, borse e altri oggetti di design che richiedono massima pulizia e precisione di taglio.

 



toBEco _ design "IL TECNICO DEL LEGNO"

 Il mondo del taglio laser è legato, in modo quasi indissolubile, a quello del design sostenibile, della piccola produzione e dell’esperienza creativa condivisa, proprio come nel progetto di Vectorealism.



 


Alle sfilate di New York, ad esempio, ha richiamato l’attenzione di WGSN la t-shirt di Alexander Wang dove il nome dello stilista si ripete all’infinito, intagliata nel materiale. Molti pizzi o materiali traforati vengono lavorati con questa tecnica.

 Gli accessori e i complementi di arredo realizzati al laser sono numerosi. Questa tecnica è però talmente riconoscibile che tende ad omologare tutti i prodotti che vengono realizzati con essa. È quindi compito del designer trovare il dettaglio personale, la funzione o l’incastro che lo renda speciale e unico.

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venerdì 8 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: tra papillons a farfallini

Farfallino di tipo tradizionale ||| LGG



Farfallino, cravattino, farfalla, papillon, cravatta a farfalla, noeud papillon o cravate papillon (in francese) , bow tie (in inglese), corbata de lazo ( in spagnolo), cravatta nera o black tie (da indossare con lo smocking), cravatta bianca o white tie ( da indossare con il frac): ecco alcuni dei mille nomi per definire questo indumento tradizionale maschile ancora oggi pieno di fascino.

Farfallino di tipo tradizionale work in progress ||| LGG


Nelle ultime settimane ho dedicato parte del mio tempo per realizzare proprio un farfallino. Principalmente esistono due varianti, quello tradizionale e quello premontato. Ho iniziato a realizzare un papillon tradizionale, ovvero una striscia di nastro sagomato che deve essere annodato ogni volta che viene indossato. Il principale punto critico di questo modello è proprio fare il nodo in modo corretto, procedura non esattamente semplice. Inoltre, siccome la lunghezza del nastro è fissa è quindi declinata in varie taglie. Al contrario il modello premontato, ovvero un fiocco già cucito, anche se perde parte del suo fascino, presenta molti aspetti positivi: la misura del collo è regolabile e la qualità del fiocco è costante, sempre impeccabile. Tuttosommato, mi sembra ora la soluzione migliore e più adatta alle mie aspettative, anche se capisco il fascino di un capo di abbigliamento forse meno pratico ma costruito secondo le regole del passato come il papillon tradizionale.




Istruzioni per annodare il farfallino 

Farfallino indossato ||| LGG

Per quanto riguarda dimensioni e colori tutto è possibile, ma di questo parleremo poi nei prossimi post.
Ecco un tutorial, tra i tanti che si possono trovare su youtube:




Laura Gilbert Gilardenghi


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venerdì 15 febbraio 2013

FASHION: Soft Red Armour

Soft Red Armour ||| LGG
Armour è un prototipo realizzato durante un workshop in collaborazione con la stilista Nanni Strada. Per questo progetto dovevamo realizzare una capsule collection. Il mio apporto al lavoro di gruppo è stato quello di studiare il cartamodello e realizzare Armour, una corazza morbida e buffa che protegge dal mondo esterno. Semplice da indossare, non costringe i movimenti, ma avvolge e amplifica le forme del corpo con volumi strutturati. 

 
Moodboard ||| LGG
 Per arrivare alla definizione del capo mi sono ispirata a un ideale femminile di guerriera forte, ma delicato. Il grigio freddo e metallico della corazza è stato reinterpretato e diventa rosso accesso, caldo e sensuale. La corazza sulle maniche presenta la conformazione a scaglie tipica delle armature ed è stata rivisitata ispirandosi ai petali dei tulipani. 

Laura Gilbert Gilardenghi



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