Un oggetto non si può raccontare da solo, ha bisogno di una
descrizione, di disegni tecnici dimensionali, di una foto nella sua interezza,
di foto ambientate e di dettagli evidenziati.
Durante il processo di creazione di queste componenti, è
possibile accrescere il valore di un prodotto con l’avanzamento del suo ciclo
di vita, sia nella fase di prototipo, sia nella fase produttiva.
La scorsa settimana ho dedicato del tempo all’evoluzione dei
prodotti da me esposti alla Milano Design Week, per farlo, mi sono fatto
affiancare da un amico, un fotografo professionista con cui avevo collaborato
durante l’esperienza lavorativa in Danese Milano: Federico Villa.
Il suo occhio attento ed esperto mi ha permesso di
approfondire l’interazione dei prodotti con la propria forza comunicativa.
Una volta che si pone un oggetto davanti alla macchina
fotografica si capisce davvero se funziona o no, i suoi pregi vengono esaltati
e permettono di liberare le loro qualità, mentre i difetti vengono enfatizzati
e subito identificati.
Non è stata la prima volta che i miei prodotti sono passati davanti
ad una macchina fotografica, ma è stata la prima volta che nel farlo non ero io
a scattare le foto, ma un fotografo professionista.
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| 6M, versione compatta. |
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| Eno 20, versione LED verde. |
Il vedere i propri prodotti sfilare man mano davanti all’obiettivo
agita non poco, ci si sente come se li si mettesse sotto giudizio, ci si sente
come se i propri figli venissero giudicati per come sono fatti.
L’effetto finale però è liberatorio, perché è come se si
mettesse una definizione finale ad un percorso, un percorso che non potrà che
continuare.
GSP


