collettivo

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lunedì 3 febbraio 2014

GRAFICA: Illustrazione digitale

Parlando con tanti bambini mi sono ricordata che al di sotto dei dieci anni a quasi tutti piace disegnare e quasi a nessuno piace colorare. In genere sono gli adulti che preferiscono che il bambino colori, perché è costretto a perderci molto più tempo e quindi a distrarsi autonomamente. Personalmente colorare lo trovavo sconsolante: le enormi distese di foglio bianco delimitate da linee nere che non-si-dovevano-assolutamente-oltrepassare mi demotivavano e a tratti mi angosciava quel divieto categorico imposto dall'alto (senza calcolare il male al polso perché non si dovevano lasciare spazi bianchi). 
La parte divertente era disegnare, colorare era supportato da una colonna sonora di sbuffi. Disegnare è più rapido, più stimolante e più liberatorio.

Bozza di partenza
Solo da grande ho scoperto la funzione del colore, apprendendone alcune tecniche e conoscendo la molteplicità degli stili, ammirando i maestri. Anche se gli accademici storceranno il naso, devo confessare che col digitale mi si è aperto un mondo.
Partendo da un disegno appena abbozzato me la spasso a riempire tutti gli spazi con tinte, trasparenze, sfumature, textures impensabili (pareti di cemento scrostato, scottex, graffi, bagliori…) creando dei risultati tra il surreale e il giocoso, tra l'infantile e il fantasy. Non mi aspettavo nemmeno di vincere dei contest di grafica con delle immagini che avevo realizzato più per divertimento che per lavoro. Queste che vedete sono le mie prime due prove.

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giovedì 7 novembre 2013

GRAFICA: un invito digitale per Sartoria SanVittore


Sartoria San Vittore è uno dei progetti di Cooperativa Alice. Costituitasi all'interno del carcere di San Vittore nel 1992, la cooperativa sociale Alice lavora in sinergia con il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e i Servizi Sociali del comune di Milano per attuare il reinserimento di alcune detenute tramite percorsi formativi e lavorativi.

Cooperativa Alice è un progetto interessante perchè affonda le radici nel sociale, recupera il mestiere di sarto e produce accessori e capi di ricerca. 




Il laboratorio
Nel particolare, Sartoria SanVittore vuole essere la massima espressione della sartorialità di Alice.

La linea di abbigliamento donna che troverete in via Terraggio 28 (MI) è la dimostrazione delle abilità delle donne che, grazie alla manualità maturata, riescono a lavorare minuzionsamente i capi disegnati dalla stilista Rosita Onofri.
Sartoria San Vittore propone capi che catturano l'attenzione non solo per la storia che raccontano ma, soprattutto, per la loro bellezza e il loro valore.


Il negozio di via Terraggio 28 a Milano
Ho avuto l'opportunità di iniziare a lavorare con Cooperativa Alice affiancandoli nella realizzazione di alcune grafiche, progettando una serie di accessori e tenendo dei corsi.

In particolare mi piacerebbe mostrarvi l'invito che per loro ho realizzato unendo l'illustrazione fatta a mano da Alessandro Brevi, costumista, grafico e fondatore della cooperativa, ad un font semplice, chiaro e delicato. Un gioco di trasparenze e sovrapposizioni.


La presentazione della collezione autunno-inverno è stata un mese fa, ma tutt'ora potete visionare e acquistare i capi presso il punto vendita di via Terraggio, assieme agli accessori dei Gatti Galeotti, berretti e bellissime sciarpe realizzate in tessitura.





www.sartoriasanvittore.com





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lunedì 24 giugno 2013

GRAFICA: Una borsa per la via di Natale

Lo scopo del gadget è quello di fare della pubblicità sposando la funzionalità.
Ogni azienda e associazione che si rispetti, se vuole stringere un legame con il suo cliente/utente, prende in seria considerazione la distribuzione di oggetti personalizzati da regalare.
Un gadget non è, però, solo mera pubblicità, ma è anzitutto un ringraziamento simbolico a chi pone la propria fiducia sulla società o sull'associazione in questione.
Questa volta vogliamo focalizzare l'attenzione  sull'associazione via di Natale -che si occupa di dare appoggio alle persone ammalate di cancro durante la terapia e durante la fase terminale- che mi ha chiesto di realizzare in occasione dell'assemblea annuale tenutasi il maggio scorso una borsa da regalare ai propri soci e sostenitori in segno di ringraziamento per l'impegno speso nella raccolta di tappi di plastica e, in generale, per tutto l'aiuto e il supporto che offrono all'associazione.

L'immagine in alto documenta quello che ne è venuto fuori e che ho deciso di firmare con il nome del collettivo applicandoci delle nuove etichette adesive stampate ad hoc per Rossomenta.
L'idea per l'illustrazione, dunque, doveva vertere sulla continua sensibilizzazione al riciclo dei tappi di plastica destinati alla vendita alle aziende per il riciclaggio; così da creare un ciclo virtuoso tra il corretto riciclaggio della plastica e la ricerca di fondi per l'associazione.
La borsa è stata progettata considerando i colori del logo della via di Natale: lo stesso verde è stato riproposto per il tessuto della borsa e il bianco per gran parte dell'illustrazione.
L'effetto interessante è dato proprio dal netto contrasto tra le due tinte, suscitando un impatto dinamico e visibile da lontano.
Il soggetto dell'immagine e punto focale dell'azione è il tappo di plastica con il logo dell'associazione, attorno cui dei piccoli vortici simboleggiano il riciclaggio in continua attività, mentre la scia bianca più grande è a sua volta parte di un vortice, che dà vita a un cuore stilizzato.
Volevamo che la borsa nel suo complesso fosse portabile e identificabile anche da distante. Quando si deve trasmettere un messaggio piuttosto articolato servendosi della logica del gadget c'è sempre il rischio di scivolare sul cattivo gusto. Il risultato doveva essere al contrario moderno e raffinato.
L'immagine è stata stampata a due colori con tecnica serigrafica e per questo ci tengo a ringraziare Anna Comand di Fraparentesi per i suggerimenti e i calli alle mani che si è fatta per noi!




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sabato 15 giugno 2013

GRAFICA: Un'illustrazione per Chiara e Philipp!




Chiara e Philipp sono due giovani futuri sposi divisi tra l'Italia e la Germania
Il matrimonio "settembrino" si terrà a Brescia, in una location peculiare: un museo! Come tutte le scelte fatte, dall'abito etico al buffet solidale, anche quella delle partecipazioni non poteva essere più personale... 
Chiara, amica e coinquilina durante il periodo universitario, conosceva già la mia passione per l'illustrazione e segue ScharfesS, il blog che porto avanti da un paio di anni nel tempo libero. Mi ha contattato con la buona novella e per chiedermi di seguire il design grafico di partecipazioni e bomboniere. 

Il rapporto epistolare con Chiara e Philipp è stato assiduo durante il disegno dell'illustrazione e al momento della scelta di font, colori e dimensioni. Le idee dei due giovani sono sempre state molto chiare anche se le modifiche dell'ultimo minuto non sono mancate.
 
Una di queste, ad esempio, è la richiesta di inserire il vaso di gerbere che accompagna i vari file di stampa. Infatti le partecipazioni sono tre, una per i famigliari invitati alla cena, una per gli amici invitati al taglio della torta e una per i parenti tedeschi.




La scelta di un font sans serif e l'insieme di lettere bold unite ad altre più sottili richiamano il disegno fatto a mano e lo esaltano nella sua semplicità. L'uso del bianco e nero con la nota di colore dà una sensazione di freschezza e di genuina giovialità.



Stampata presso Graphic s.r.l., la partecipazione è stata messa alla prova con due carte differenti sia per assicurarsi che i file fossero corretti, sia per scegliere la carta migliore. Alla fine gli sposi hanno scelto una carta Cotton woven naturale, utilizzata anche per la stampa dei biglietti per le bomboniere.
 
Per le buste in formato quadrato ci siamo recati al negozio monomarca di Fabriano, vengono vendute solo in carta ruvida e in pacchi da 20.

L'immagine coordinata di partecipazione e bomboniera per Chiara e Philipp è il primo progetto su carta che Rossomenta ha il piacere di firmare con il proprio logo accompagnato a quello di ScharfesS per l'illustrazione.
Siamo orgogliosi e un po' timorosi di questo primo passo al quale, speriamo, se ne aggiungano molti altri...


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sabato 23 marzo 2013

GRAFICA: Creare patterns continui



I pattern mi hanno sempre affascinato. Uno dei problemi che sono legati proprio a questi lavori è creare un motivo che si ripete in modo continuo senza interruzioni in modo da poter ricoprire qualsiasi superficie semplicemente reiterandolo. Inoltre se il pattern è da stampare su tessuto a volte è necessario modificare e ricalcolare le dimensioni del modulo in funzione della tecnologia.
Quindi ho raccolto alcuni tutorials che vorrei condividere (trovate tutti i link sotto) e ho fatto subito una prova.

Ecco come ho fatto:
Fase 1 > Ho scelto gli elementi che compongono il pattern (alcuni miei disegni ).
Fase 2 > Ho definito il modulo e ho iniziato a riempirlo seguendo la logica "Tetris".
Fase 3 > Ho verificato che il modulo fosse continuo. Per ripetere gli elementi in modo preciso consiglio due metodi: utilizzare una linea guida di illustrator da far coincidere con i bordi del modulo e poi copiare la linea guida e gli elementi sul bordo opposto, oppure selezionare gli elementi a cavallo del bordo e spostarli della distanza del modulo nel mio caso 300px.
Fase 4 > Ho provato il pattern e.. Funziona!



Elementi basi per pattern ||| LGG  


Work in progress modulo ||| LGG

Modulo pattern continuo ||| LGG


TUTORIAL per creare pattern continui in Illustrator
http://www.youtube.com/watch?v=gxEe60OyrRw
http://www.youtube.com/watch?v=1bZxDMkxZFg
http://www.youtube.com/watch?v=FurIyKTzk4Y
http://www.youtube.com/watch?v=y-r-dnoX64s
http://www.youtube.com/watch?v=NR8esZ4nn6c
http://www.digitalartsonline.co.uk/tutorials/illustration/create-beautiful-repeating-patterns/?pn=1
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domenica 10 febbraio 2013

GRAFICA: Urban T-shirt per una squadra grintosa


Questa maglietta è stata realizzata nel 2010 per una squadra di basket femminile che, proprio quell'anno, ha ottenuto diversi successi tra cui il titolo italiano. La T-shirt è stata pensata per l'allenamento e, dunque, non ha un carattere precisamente istituzionale. L'immagine propone oltre al nome della squadra in blu elettrico, che ben si stacca dall'arancione, il leone, simbolo della squadra stessa e il motto che le ragazze usano per incoraggiarsi durante la partita, "hic sunt leones". Le scritte e il font sono di gusto urbano e contemporaneo, adatto a delle ragazze giovanissime; in più volevamo dare un tocco informale considerando l'uso che se ne sarebbe fatto, ma che fosse allo stesso tempo "stiloso". L'arancione è grintoso e dà la carica, mentre il leone che ruggisce e le scritte disordinate creano ritmo e dinamicità alla composizione in perfetta linea con l'ambiente giovane e sportivo. 
Nel complesso la maglietta è adatta e comoda per giocare, ma, riproponendo lo street-wear, è ben utilizzabile anche al di fuori dello sport.

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lunedì 4 febbraio 2013

GRAFICA: biglietto da visita a me!


Solo recentemente il “problema” del biglietto da visita è tornato a bussare alla mia porta, così come la necessità di un’immagine coordinata su cui sto ancora lavorando. Proprio mercoledì 6 febbraio, in compagnia di Laura, mi avventurerò tra i padiglioni di Milano Unica, il salone del tessile italiano, e intendo fare largo uso del mio nuovo biglietto da visita!

Ma vediamo quali sono i passi fondamentali per costruire un Biglietto da visita con la B maiuscola.

Definire i contenuti: nome e cognome, il lavoro per cui ci si presenta, indirizzo email e telefono per farsi contattare, indirizzo lavorativo se necessario, numero di partita iva se lavoratori autonomi o nome della ditta per cui si lavora, sito internet. Il sito internet dovrebbe essere in linea con il biglietto da visita? Sì, credo che sia buona pratica raccontare una storia coerente.


Prova contenuti e grafica

Definire la grafica: in base al lavoro che andiamo a proporre e all’immagine che vogliamo trasmettere definiremo un prodotto grafico ad hoc. Nel mio caso l’idea è quella di raccontare ciò che faccio tramite una t-shirt stilizzata: sul bianco appare come un cartamodello, sul nero come tessuto tagliato. Essendo freelance fashion designer mi piace far sapere che oltre al progetto posso studiare cartamodelli e campioni. Ovviamente se si possiede un logo è buona cosa inserirlo e lasciare solo il testo a farla da padrona.


Definire il font: ovvero lo stile del testo. Si tratta di una scelta molto personale. Ci sono però alcune regole da seguire, prima su tutte la leggibilità del carattere.  Il biglietto da visita ha una dimensione ridotta, quindi font troppo complicati possono diventare illeggibili e controproducenti. Il nostro intento è quello di comunicare con altri in modo immediato: i font sans serif/ bastoni sono consigliati.  Niente ci vieta di fare una piccola ricerca su siti come dafont.com e scegliere caratteri più interessanti, che vanno a completare la grafica scelta. Fondamentale è trasformare il testo in tracciato prima di mandare il file in stampa.

Prova colore



Prove colori: Font e grafica possono venire declinati in una serie di colori, che vanno dal basico bianco e nero, alle gamme dei grigi, ai colori tenui fino a quelli più forti, sempre in linea con l’immagine che vogliamo raccontare. Per quanto riguarda il mio progetto il bianco era necessario, da qui anche la scelta della carta. La parte superiore poteva essere di qualsiasi colore. Sempre in linea con il concetto della leggibilità ho deciso di mantenere un colore in contrasto: un nero 70% con una punta di ciano.






File definitivo
    
Da chi stampo? Personalmente mi sono affidata a vistaprint.it perché avevo bisogno di un servizio celere e a basso costo. Affidabile e con ampia scelta per quanto riguarda carta e finiture l’altoatesino flyeralarm.it. In questi casi il consiglio è quello di seguire le direttive sul loro sito in merito al formato del biglietto da visita. Vistaprint permette di scaricare un file base versione pdf/illustrator su cui andare a lavorare. Se invece avete un vostro tipografo di fiducia potete affidarvi a lui per quanto riguarda carta e formato.

Spero di avervi dato qualche preziosa dritta! Se invece non avete tempo per studiare il vostro biglietto da visita o la grafica del vostro progetto possiamo pensarci noi di Rossomenta!

A presto!
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lunedì 21 gennaio 2013

ISPIRAZIONE: Tarm/StervenJorgen/Canedicoda


Tre allegri ragazzi morti ||| Nel giardino dei fantasmi ||| Dic 2012
Non solo autoproduzione ma anche collaborazione!
"Nel giardino dei fantasmi" i Tre Allegri Ragazzi Morti sono riusciti a unire più forme d'arte alla musica che già da anni producono. Rinomato fumettista, il leader Davide Toffolo per questo progetto ha creato undici diversi personaggi, uno per ogni canzone, uno più spaventevole dell'altro. Un mondo spettrale, in bianco e nero, accoglie i personaggi monocromatici che diventano tridimensionali nei costumi teatrali di Canedicoda.

Non sono una feticista del Cd, ma questo album è un piacere da sfogliare e da ascoltare.
Alle anime perse ||| Codadicane+Stevern Jorgen
La carta utilizzata ha una grana quasi tridimensionale al tatto, a tratti granulosa, ma soffice. Il packaging, formato digipak, è un trittico con al centro l'alloggio per il CD su cui è disegnata una luna che, sfilando il disco dall'apposita fessura, sembra sorgere da un tetro ruscello mostrando alle sue spalle una torre di babele in lontananza. Gli spazi laterali sono la continuazione della grande illustrazione che percorre tutto l'esterno del digipak, in cui appaiono, tra i personaggi di fantasia, anche i componenti della band (destra). Il lato sinistro è dedicato ad accogliere il booklet (libretto) dove, al posto dei testi delle canzoni, scopriamo i personaggi in tridimensione grazie all'arte del costumista Codadicane e del collettivo fotografico Stevern Jorgen.

Di che cosa parla veramente una canzone ||| C+SJ



Il tocco da maestro è il sito temporaneo:
 
Qui possiamo ascoltare la loro musica scegliendo sull'illustrazione e barra a scorrimento in alto un personaggio: cliccandoci sopra si aprirà un quadrato con l'immagine fotografica del costume e un'anteprima della canzone relativa. Questo insieme di supporti diversi che comunicano tra loro crea una rete che permette all'ascoltatore di sentirsi parte integrante del processo artistico. D'altronde i TARM sono da sempre bravi a coinvolgere i propri ascoltatori che, indossando una maschera a forma di teschio, possono a loro volta trasformarsi in "allegri ragazzi morti".
 
Un passo dopo l'altro questa band ha realizzato una sinfonia comunicativa che deve essere d'ispirazione per chiunque decida di realizzare delle autoproduzioni. Condivisione e racconto sono parte integrante del processo creativo ed elementi fondamentali per accrescere il valore del prodotto finale.

S.
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sabato 29 dicembre 2012

Progetto Caffè


I grandi eventi vanno festeggiati a dovere. Il progetto Caffè è stato pensato in occasione di una festa di laurea. Generalmente i confetti e le bomboniere suggellano il raggiungimento di una tappa importante, questa volta, invece, ho pensato di realizzare un'illustrazione che fosse attinente al vissuto del festeggiato e al suo periodo di studio e infine di stamparla su oggetti che potessero incontrare il gusto di persone dalle caratteristiche diverse e che fossero, ovviamente, utili. La scelta è caduta sulle t-shirt e specialmente sulle shopper, adatte per fare la spesa tutti i giorni, ma anche da usare normalmente, per trasportare libri e quant'altro.
Per uno studente, si sa, la moka (quella da 3 almeno) diventa dopo poco tempo la migliore amica e la bevanda marrone si tramuta in vero e proprio oro, energia pura essenziale per le notti insonni e le giornate trascorse sui libri. Nel nostro caso, essendo l'illustrazione dedicata ad una laurea in mediazione culturale, la moka assume dei connotati metaforici. La moka, di per sè, non è altro che un filtro che permette all'acqua calda di passare e di diluire il caffè in polvere, è uno strumento dunque; allo stesso modo anche un mediatore culturale è un filtro che permette a culture diverse di incontrarsi e di stabilire una relazione. Dalla nostra moka il caffè sgorga e ha più modi di chiamarsi: Kaffee, coffee, kava...uno per ciascuna lingua studiata, perché la stessa cosa ha molti modi di essere nominata a seconda della bocca che la pronuncia. Le persone appartengono tutte alla razza umana, eppure ognuno è a modo suo, ciascuno si vuole distinguere, lasciare un'impressione unica. Siamo quasi 7 miliardi e ognuno di noi lotta per la propria autenticità e originalità...anche al caffè accade lo stesso: nella goccia nell'illustrazione si ricordano alcune delle decine di maniere in cui un caffè può essere presentato, dal classico cappuccino allo shakerato, dal caffè turco al francese e così via, senza dimenticarsi l'aspetto più poetico del caffè e cioè la sua etimologia. Caffè deriva dall'arabo e letteralmente significa "ciò che rapisce e incita al volo".
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giovedì 20 dicembre 2012

Geisha


Ciò di cui mi occupo maggiormente, per lavoro e per passione, è la rielaborazione fotografica. Mi piacerebbe, però, avere più tempo per dedicarmi anche all'illustrazione. Questa geisha è stata realizzata più che altro per divertimento, usando come punto di partenza uno schizzo disegnato a mano libera, che segna solo i contorni esterni della figura. Il resto è nato mano a mano, aggiungendo dettagli su dettagli. Si potrebbe continuare all'infinito, ma per ora sono piuttosto soddisfatta del risultato.
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