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domenica 10 febbraio 2013

GRAFICA: Urban T-shirt per una squadra grintosa


Questa maglietta è stata realizzata nel 2010 per una squadra di basket femminile che, proprio quell'anno, ha ottenuto diversi successi tra cui il titolo italiano. La T-shirt è stata pensata per l'allenamento e, dunque, non ha un carattere precisamente istituzionale. L'immagine propone oltre al nome della squadra in blu elettrico, che ben si stacca dall'arancione, il leone, simbolo della squadra stessa e il motto che le ragazze usano per incoraggiarsi durante la partita, "hic sunt leones". Le scritte e il font sono di gusto urbano e contemporaneo, adatto a delle ragazze giovanissime; in più volevamo dare un tocco informale considerando l'uso che se ne sarebbe fatto, ma che fosse allo stesso tempo "stiloso". L'arancione è grintoso e dà la carica, mentre il leone che ruggisce e le scritte disordinate creano ritmo e dinamicità alla composizione in perfetta linea con l'ambiente giovane e sportivo. 
Nel complesso la maglietta è adatta e comoda per giocare, ma, riproponendo lo street-wear, è ben utilizzabile anche al di fuori dello sport.

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sabato 29 dicembre 2012

Progetto Caffè


I grandi eventi vanno festeggiati a dovere. Il progetto Caffè è stato pensato in occasione di una festa di laurea. Generalmente i confetti e le bomboniere suggellano il raggiungimento di una tappa importante, questa volta, invece, ho pensato di realizzare un'illustrazione che fosse attinente al vissuto del festeggiato e al suo periodo di studio e infine di stamparla su oggetti che potessero incontrare il gusto di persone dalle caratteristiche diverse e che fossero, ovviamente, utili. La scelta è caduta sulle t-shirt e specialmente sulle shopper, adatte per fare la spesa tutti i giorni, ma anche da usare normalmente, per trasportare libri e quant'altro.
Per uno studente, si sa, la moka (quella da 3 almeno) diventa dopo poco tempo la migliore amica e la bevanda marrone si tramuta in vero e proprio oro, energia pura essenziale per le notti insonni e le giornate trascorse sui libri. Nel nostro caso, essendo l'illustrazione dedicata ad una laurea in mediazione culturale, la moka assume dei connotati metaforici. La moka, di per sè, non è altro che un filtro che permette all'acqua calda di passare e di diluire il caffè in polvere, è uno strumento dunque; allo stesso modo anche un mediatore culturale è un filtro che permette a culture diverse di incontrarsi e di stabilire una relazione. Dalla nostra moka il caffè sgorga e ha più modi di chiamarsi: Kaffee, coffee, kava...uno per ciascuna lingua studiata, perché la stessa cosa ha molti modi di essere nominata a seconda della bocca che la pronuncia. Le persone appartengono tutte alla razza umana, eppure ognuno è a modo suo, ciascuno si vuole distinguere, lasciare un'impressione unica. Siamo quasi 7 miliardi e ognuno di noi lotta per la propria autenticità e originalità...anche al caffè accade lo stesso: nella goccia nell'illustrazione si ricordano alcune delle decine di maniere in cui un caffè può essere presentato, dal classico cappuccino allo shakerato, dal caffè turco al francese e così via, senza dimenticarsi l'aspetto più poetico del caffè e cioè la sua etimologia. Caffè deriva dall'arabo e letteralmente significa "ciò che rapisce e incita al volo".
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