Quando si realizza un prodotto bisogna essere pronti ad
affrontare innumerevoli intoppi, in primis, la fattibilità di un progetto e la
sua trasformazione in oggetto fisico.
Durante la preparazione per la Design Week appena trascorsa,
mi sono trovato più e più volte nella posizione di riprendere in mano un
prodotto (dal punto di vista progettuale) e rimettere in discussione alcuni
suoi aspetti; nell’esempio odierno parlerò di EGOR 48 / 65, esposti all’Archivio
Sacchi a “La casa secondo GSP”.
La coppia di tavolini EGOR 48 ed EGOR 65 sono accomunati da
una linea pulita, robusta, evocativa nei confronti della struttura di FORESTA
e, caratterizzati da una parte superiore composta da differenti legni:
ciliegio, larice e noce.
Durante la loro produzione uno dei problemi è stato il
ridurre i costi degli stessi, il riuscire a trasmettere la complessità
artigianale della fattura e le differenze tra i legni scelti.
In un primo momento si era pensato di realizzare l’intera
parte superiore con pezzi netti, per ciascun legno scelto, ed in seguito
andando ad unire tramite incastro le singole parti.
Con la messa in produzione però si è scelto di ridurre la
superficie di ogni tassello, utilizzando un pannello di larice come supporto
inferiore (in grado di conferire maggiore robustezza e di livellare la
struttura), su cui si sarebbero inseriti tramite incollaggio le parti superiori
a mosaico.
Nelle foto sono visibili alcune fasi della lavorazione.
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| Le componenti superiori di EGOR |
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| L'incollaggio. |
Lo spigolo vivo presente nei bordi superiori di EGOR 48 ed EGOR 65 sta inoltre a raccontare come vi sia un’attenzione al dettaglio a posteriori durante la realizzazione dei singoli pezzi.
Serve inoltre per non nascondere il pannello sottostanze,
anzi, quasi ad esaltarla ed a conferire leggerezza alla struttura.
GSP




