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domenica 4 gennaio 2015

AUTOPRODUZIONE 2.0 al Makerspace!

Da qualche mese collaboro con un MAKERSPACE.
Si tratta di un'officina dove ogni individuo con un progetto può diventare "artigiano" e realizzarlo.

All'interno di un makerspace si possono trovare macchinari, nuove tecnologie e persone: questo mix permette a chiunque, anche senza grandi capacità manuali, di poter costruire oggetti bi e tridimensionali in quasi completa autonomia.

WeMake è lo spazio con cui collaboro, all'interno dei suoi spazi si possono trovare stampanti 3D, macchine per il taglio laser, frese di varie dimensioni, macchine da cucire industriali e per la maglieria e un settore Arduino.
Per usufruire di tali macchinari WeMake ha definito delle Membership (mensili, trimestrali e annuali) che, oltre a mettere a disposizione le macchine per un determinato numero di ore, danno la possibilità di abilitarsi all'utilizzo della macchina con cui si desidera lavorare. L'abilitazione ci permette di capire come lavorare con il macchinario, ma grande importanza ha anche la fase di progettazione del file che andremo ad inviare alla macchina per farla funzionare e realizzare ciò che vogliamo.

Proprio per sopperire a questa necessità WeMake propone una serie di workshop e corsi che permettono al designer/ maker, con vari gradi di conoscenza progettuale, di realizzare file ottimizzati grazie a programmi opensource come, ad esempio, inkscape.

La mia esperienza con programmi vettoriali mi ha spinto verso l'utilizzo di macchinari come la lasercut, con cui al momento realizzo accessori in pelle.

Giorgio, il nostro collega, ha
disegnato e realizzato dei tavolini in legno assemblabili, sempre con tecnica lasercut.

Claudia Scarpa, grafica e smacchinatrice, segue la micro produzione di Ratatatata, serie di accessori in lana dai pattern psichedelici.





E voi? Che prodotto sviluppereste in WeMake?
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martedì 4 giugno 2013

AUTOPRODUZIONE: Fiocchi di carta di recupero per pacchetti divertenti!

Qualche giorno fa dovevo fare un pacchetto regalo, avevo a disposizione pochissimo tempo e nessun materiale adatto. Mi sono ricordata di qualche immagine che avevo visto su Pinterest e mi è venuta un'idea. 

RITAGLIARE UN FIOCCO DI CARTA ! 

Grazie alla mia vocazione da collezionista di numerosi oggetti apparentemente inutili ho trovato a casa una brochure colorata  di un evento già trascorso. Ho scelto la parte che mi sembrava più adatta e con l'aiuto di formici e scotch in un minuto il mio fiocco era pronto!   combinato con un sacchetto ti carta di recupero il risultato è inaspettato e divertente, esperimento da ripetere!!!         


Laura Gilbert Gilardenghi



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lunedì 4 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: ferri+lana=maglia!


Dall’uncinetto alla maglia il passo è corto se la passione è tanta. Sì, non c’è l’utilissimo uncino che ci agevola nel trasporto del filo e, sì, due ferri “is not megl che one”, però con il tempo la manualità si affina e il pensiero ci fa vedere il lavoro non più come linee sovrapposte o concentriche ma come “campi”: insiemi di punti che formano un tessuto.

La maglia mi ha sempre affascinato: l’elasticità, le trecce, le coste, il punto riso… era tutto un mistero, complicato e intricato, a partire dal mezzo con cui si realizza. I ferri, per l’appunto, sono due agoni più o meno spessi, fatti di vari materiali e di varie dimensioni, alcuni hanno anche un filo di plastica che li unisce per fare il tubolare

Sciarpina circolare doppia

Il mio primo lavoro a maglia è stato questa sciarpina verde e nera (menta liquirizia), fatta con una lana acquistata in un viaggio a Venezia a fine anno. Ho utilizzato dei ferri numero 3.5 e ho iniziato con una trentina di punti. Ogni riga è stata lavorata dritto/rovescio/dritto/rovescio, in modo da creare un effetto che si chiama maglia rasata. Una volta finita avrei potuto fare delle frange da una parte e dall’altra ma, non avendole calcolate da inesperta quale ero, ho preferito unire i due lati a creare una sciarpa circolare che, guarda caso, si accoccola perfettamente sul mio collo con due giri. Non sempre si ha questa fortuna quindi, nel momento in cui mi capiterà di dover fare un maglione, dovrò calcolare bene le dimensioni del lavoro. Come primo risultato è stato soddisfacente.


Maglia rasata




Con la lana regalatami da una cara amica, proveniente dalla Germania, ho inizianto un altro progetto. Non so ancora di cosa si tratta, doveva essere una sciarpa, forse sarà un collo. Ho iniziato con delle coste larghe, quattro punti dritti/quattro punti rovesci. Dopo un po’ ho deciso di imparare a fare il punto riso così ho iniziato! Alcune parti sono un po’ fallate (invece di fare un dritto e un rovescio o messo due rovesci vicini, AHIA!!) ma sono troppo curiosa di vedere come va a finire per srotolare il filo e iniziare da capo.


Punto riso

Recentemente mi è stato regalato un libro esauriente e utilissimo da LauraGGilardenghi! Si chiama “Maglia. Il manuale completo” scritto da Sharon Brant ed edito da Mondadori, ma se volete iniziare senza impegno date un occhio ai tutorial online. Come sempre sono fonte inesauribile di informazioni e spunti.

Se invece avete una mamma/nonna/zia che sanno fare a maglia allora fatevi insegnare le basi e iniziate ad annodare i vostri filati!

Soprattutto: divertitevi!
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mercoledì 20 febbraio 2013

INDUSTRIAL: 6M, la versatilità di un oggetto semplice.

6M ||| disposizione spaziale esemplicativa

Il piano di un mobile antico, l’angolo buio di una madia ereditata, la mensola sopra il letto; sono tutti i luoghi preferiti di 6M.

Il bisogno di movimentare un ripiano con dei supporti capaci di vivacizzare l’area, di esporre in modo differente ed esteticamente gradevole i piccoli souvenir di una vita, nasce così questo insieme di cubi e parallelepipedi modulari.
Definibile come sistema di movimentazione per scaffali e tavoli, consente infatti di modificare radicalmente la staticità di un ripiano.
Le diverse volumetrie create possono continuamente cambiare.

Composto da:
1 x h 30 cm
2 x h 20 cm
5 x h 10 cm

Al momento della sua nascita, l’idea era quella di utilizzare il solo colore bianco come verniciatura del legno utilizzato, in seguito sono giunto alla conclusione che ovviamente oltre alla possibilità di verniciare i singoli cubi in modo differente, l’utilizzo di legni nobili e con venature o nodi a vista, potesse permettere di aver un maggior consenso dal pubblico.
Su ordinazione è disponibile una vastissima scelta di colorazioni ed effetti materici.
GSP


6M ||| formato compatto


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lunedì 7 gennaio 2013

Il regalo? Fatto a mano!

Forbici, martello, spilli.... alcuni degli strumenti utili per la realizzazione di un portafogli handmade!
Quest'anno ho deciso di darmi alla pazza gioia e fare del Natale il mio campo di battaglia per piazzare e testare alcuni dei prodotti che avevo in mente o tra le mani da un po'! 
E ai miei amici piace testare...... eccome!
Nel particolare la prima foto rappresenta il "making of" del portafogli per Alen, talentuoso traduttore!
Il portafogli è grande 20x10cm, si pega sul lato lungo e presenta un vano per i soldi, una tasca per la moneta e dello spazio per le carte... sul lato corto è presente un elstico che stringe le due parti trattenendo il ripieno!
 
Una cara amica da tempo mi aveva chiesto di omaggiarla con una borsa così mi è sembrato saggio testare la borsa sacco, costruita nel medesimo materiale del portafogli! 
Un tessuto non tessuto soffice ricoperto da un film plastico idrorepellente e super resistente. Le maniglie cucite all'interno rendono la borsa mutevole, adatta per essere utilizzarta in vari momenti della giornata. Oltre al vano centrale è presente una tasca porta cellulare/chiavi di casa.


La felpa per Michelino è venuta spontanea! Morbidosità a 360gradi, una soffice M sul retro e due bottoncini sciccosi sono le caratteristiche principali del capo che mantiene la sua sportività.

Tra le mie passioni c'è anche quella dell'uncinetto, come ben sapete, e proprio per questo periodo di festa ho deciso di sviluppare una serie di prodotti caldosi adatti sia all'utilizzo casalingo che esterno.

Tra questi il famosissimo "nastro di Moebius", una fascia da collo e capelli che permette di tenere le nostre corde vocali o orecchie al caldo!
(vedi Giuseppe in uncinetto, lana e colore!)

Gli "scaldapolsi" o wristwarmers, da usare davanti al pc nelle serate più fredde o fuori, mentre si beve il caffè, si guarda il proprio smartphone, si guida o si porta il cane in passeggiata!

Non solo colli e scaldapolsi, ma tanti e coloratissimi berretti! Già testati dalle mia amiche nordiche e da alcuni vicini di casa, per alcune amiche il berretto è stato il regalo della befana! Sempre fatto a crochet e di diversi colori: viola, verde, rosso, nero e prugna! L'amico berretto si accompagna a un bottone vintage utilissimo per agganciare il preziosissimo oggetto all'asola del cappotto e non disperderlo quando lo si lascia in giro! (Grazie a SaraG per questa ingegnosa idea!)

Insomma..tante sono le idee che possiamo tramutare in oggetti tridimensionali a impattozero, basta cimentarsi!

Ultimo ma non per questo meno importante, un regalo che proviene dalla Germania!

Si tratta di un preziosissimo "porta forbici", uno strumento necessario in un laboratorio di autoproduzione!!! La mia amica Christina ci ha proprio azzeccato! Non solo i colori e i tessuti sono bellissimi ma anche il design è decisamente bello e funzionale!



Insomma... Buon inizio di 2013 a tutti! Un buon proposito per l'anno nuovo può essere quello di riavvicinarsi alla manualità e sprigionare la vostra personalità attraverso le vostre creazioni!
 






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lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale | Feliz Navidad | Merry Christmas | Frohe Weihnachten

Feltro rosso per il gingillo a forma di albero!

Noi di Rossomenta non siamo delle grandi credenti, anzi... non tocco suolo consacrato da un sacco di tempo! (Sara S.)
E non ci piace nemmeno l'idea consumistica del Natale, grandi pacchi, luci stroboscopiche fuori dalle abitazioni, babbi natali che si arrampicano su per i cornicioni, file in macchina/piedi/carrelli.. Blah!

No, a noi piacciono poche cose ma buone.
Il vin brulè delle "casette" di legno dove vengono venduti gli amati prodotti artigianali, le passeggiatone con tazza di cioccolato finale, il mercatino dell'antiquariato di domenica 23 Dicembre (Ma vieni!!!), regali o biglietti fai da te da scambiare con chi ci vuole bene.. e la famiglia che si raccoglie attorno a un tavolo, qualsiasi dimensione e forma abbiano tavolo e famiglia...

Insomma.. dopo un anno di fatica, stenti e privazioni.. guardiamoci in viso e vogliamoci un po' di bene!

Buon Natale a tutti!

Sara&Sara aka Rossomenta
  
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sabato 15 dicembre 2012

Uncinetto, lana e colore!

Wool / hat/ neckwarmer hand&crochet made

Da un anno ormai mi diletto nell'arte del Crochet, in italiano uncinetto.
Ho tentato invano di darmi da fare con i ferri ma, forse per la mia indole irrequieta, sento maggiore affinità con l'oggetto uncinato tanto da avere un'appuntamento predefinito ogni giorno: dalle 8 alle 9 del mattino, mentre sorseggio il tè della colazione e ascolto un telefilm a caso in tv, con filo di lana e uncino realizzo berretti, maglioni, sciarpe, colli o scalda polsi.
I suddetti vengono poi dispensati ad amici e parenti sperando, un giorno, di farci un business :D

 L'uncinetto è un ottimo distensivo, permette attraverso una serie di punti di costruire un oggetto bi o tridimensionale e, se per caso sbagliate qualcosa, potete srotolare il filo molto facilmente e ricominciare dal punto del lavoro che vi pare più appropriato!
Diciamocelo, in Italia tendiamo ad associare l'uncinetto ai polverosi centrini della nonna che, per quanto pregevoli e preziosi, racchiudono in sè tutto ciò cui la modernità e la contemporaneità vanno contro. Il centrino o la tovaglia traforata all'uncinetto possono avere il loro fascino e, da oggetto della quotidianità, possono diventare pezzo unico o feticcio che "stona intonandosi" a case sempre più asettiche.
Eppure l'uncinetto non è solo centrino o sciarpa. Negli anni è diventato forma d'arte, quando si incolla come una seconda pelle a oggetti quotidiani o di design come nel lavoro di Loredana Bonora oppure forma di protesta, diventando parte integrante della street art. Alberi, segnali stradali, ovunque possono sorgere colorati involucri di filo nelle città grige e tristi, l'uncinetto ci fa riapproriare degli spazi che spesso dimentichiamo essere della collettività.

Lavorare con le nostre mani ci fa bene.
Ci riporta indietro, lontano dagli schermi luminosi che inghiottono le nostre giornate.
L'uncinetto rallenta il nostro battito e ci dà un obiettivo a breve termine, limitando le nostre ansie almeno per un po'.

Vi siete incuriosite/i? Bè, se non avete una nonna a disposizione e volete provare da sole senza iscrivervi a corsi, potete cercare su youtube dei tutorials, quelli in inglese sono sempre i migliori se lo masticate. Il mio sito preferito sul crochet è www.crochetgeek.com
 

Giuseppe Fabris wearing his new infinity neckwarmer



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giovedì 6 dicembre 2012

1 corso, 2 borse, 4ore


Locandina di "Facciamoci la borsa!"| Cristina Martellosio&Sara Savian

La mia prossima "fatica di Ercole" sarà insegnare a un piccolo gruppo di donne come costruire la loro prima borsa fatta in casa!

I prossimi giovedì del mese, 13 e 20 Dicembre, presso la sala blu dell'associazione "Quelli del villaggio" in via Don Bartolomeo Grazioli 33 (Milano) io e un folto gruppetto di impavide affronteremo, forbice e macchina da cucire alla mano, una missione: dare vita a della stoffa plasmandola con le nostre mani e menti!

La borsa è un accessorio quanto meno essenziale: contiene non solo lo stretto necessario, per quello basterebbe un portafogli, ma un kit salvagiornata formato sia da elementi funzionali (cellulare/specchietti/fazzoletti) che ludici (libri/settimana enigmistica/filo e uncinetto nel mio caso).

Il corso non si soffermerà solo ed esclusivamente su aspetti tecnici ed estetici (cuciture perfette, abbinamenti cromatici ad hoc) ma entrerà nelle case delle partecipanti attraverso la creatività! L'idea, infatti, è quella di insegnare un metodo e di far prendere confidenza con il modus operandi dell'autoproduzione, permettendo a ogni "studente" di tornare a casa e reiterare il processo diventando un asso nella confezione di borse e, allo stesso tempo, cucendo già parte dei regali di Natale per amici e parenti!

E si sa, un oggetto industriale ha molto meno cuore di uno fatto a mano!

Sara    
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sabato 24 novembre 2012

Un biglietto d'auguri...veloce veloce


Una cosa che spesso dimentico di acquistare sono i biglietti di auguri. Il regalo è lì pronto, bello incartato e mi ricordo all'ultimo momento del biglietto o, se me lo ricordo in tempo, di certo è domenica. Siccome di solito preferisco evitare i centri commerciali, soprattutto di domenica, la mia sbadataggine diventa l'occasione perfetta per dare sfogo alla fantasia, soprattutto se a casa dispongo di pochi mezzi per realizzare un biglietto d'auguri carino e colorato.
Elencate quello che a casa vostra generalmente non manca.
Nel mio caso:
- giornali e riviste/depliant (meglio ancora se da buttare, sennò la mia metà mi trucida)
- colla stick e vinilica
- cartoncini o carta colorata
- cordine, nastri e nastrini riciclati da altre confezioni regalo (tenete anche i fiorellini o le perline delle bomboniere, si riveleranno utili)
- carta regalo
- pennarelli e pastelli

Queste cose sono piuttosto comuni e credo che tutti le abbiate in casa.
Non avendo un cartoncino presentabile, ne ho ricavato uno dalla confezione delle merendine, l'ho ricoperto di carta da giornale e sopra ho appiccicato in modo decorativo delle forme ritagliate dalla carta regalo. I petali del fiore sono semplice cartoncino colorato, anzi, ricavato pure da degli scarti di un foglio utilizzato la volta precedente e che ho pensato di conservare. In più ho aggiunto delle spirali di carta tipo crespa -conservate da  una bomboniera- e ho incollato al centro della corolla un bottone colorato.
Le idee non mancano e mano a mano che vi cimentate se ne aggiungono sempre di nuove anche a seconda dei materiali che avete in casa. Se vi manca la carta da pacchi, ad esempio, usate l'alluminio da cucina, se non avete il quotidiano, potete usare anche un vecchio elenco telefonico.
Questo bigliettino è semplice, ma ha fatto la sua bella figura e, cosa più importante, è fatto con le proprie mani.
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mercoledì 7 novembre 2012

Fai da te e recupero #1

Reuse / Reduce / Recycle_ new dog pillowcase out of scraps and samples!!
I dati parlano chiaro: siamo un popolo di spreconi patentati. Eppure basta poco, pochissimo per rimediare! Basterebbe essere più accorti e dare il via libera alla creatività.

Durante il primo di novembre ho avuto il tempo di prendere in mano alcuni resti di felpa da un lavoro precedente e, rispolverato un campionario recuperato da un tappezziere, mi sono messa all'opera.

Ho disteso lo scampolo di felpa sul tavolo e appoggiato sopra il cuscino, dopodichè ho ritagliato il tessuto della forma del cuscino lasciando 5 cm tutto attorno. Il campionario era rettangolare e ricopriva gran parte di un lato. Ho unito i due pezzi con gli spilli, cercando di ricreare la forma del cuscino "plasmando" la felpa, e lasciato un lato aperto per inserire la zip.

Una volta imbastito ho cucito con lineare, ago 100 e piccoli punti tutto attorno. Ho poi puntato e applicato la zip.  

Et voilà il gioco è fatto!
Federa morbida ma resistente, facile da lavare e riproducibile con tutti i colori del campionario!

Da provare ^_^ (Slice l'ha già fatto!)


Slice e il suo nuovo cuscino






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