collettivo

Visualizzazione post con etichetta fotografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fotografia. Mostra tutti i post

mercoledì 15 maggio 2013

FOTOGRAFIA: foto di famiglia.




Un oggetto non si può raccontare da solo, ha bisogno di una descrizione, di disegni tecnici dimensionali, di una foto nella sua interezza, di foto ambientate e di dettagli evidenziati.
Durante il processo di creazione di queste componenti, è possibile accrescere il valore di un prodotto con l’avanzamento del suo ciclo di vita, sia nella fase di prototipo, sia nella fase produttiva.

La scorsa settimana ho dedicato del tempo all’evoluzione dei prodotti da me esposti alla Milano Design Week, per farlo, mi sono fatto affiancare da un amico, un fotografo professionista con cui avevo collaborato durante l’esperienza lavorativa in Danese Milano: Federico Villa.
Il suo occhio attento ed esperto mi ha permesso di approfondire l’interazione dei prodotti con la propria forza comunicativa.
Una volta che si pone un oggetto davanti alla macchina fotografica si capisce davvero se funziona o no, i suoi pregi vengono esaltati e permettono di liberare le loro qualità, mentre i difetti vengono enfatizzati e subito identificati.

Non è stata la prima volta che i miei prodotti sono passati davanti ad una macchina fotografica, ma è stata la prima volta che nel farlo non ero io a scattare le foto, ma un fotografo professionista.

6M, versione compatta.

Eno 20, versione LED verde.

Il vedere i propri prodotti sfilare man mano davanti all’obiettivo agita non poco, ci si sente come se li si mettesse sotto giudizio, ci si sente come se i propri figli venissero giudicati per come sono fatti.
L’effetto finale però è liberatorio, perché è come se si mettesse una definizione finale ad un percorso, un percorso che non potrà che continuare.

(Nella prima foto, Federico Villa durante gli scatti a Foresta)
GSP
Read More

lunedì 13 maggio 2013

GRAFICA: Copertina di presentazione



 Seguendo la realizzazione di un book per lo studio fotografico per cui lavoro, mi sono resa conto che una delle cose più difficili da fare sia proprio presentarsi dando un'immagine convincente di sé e che, allo stesso tempo, metta in luce i punti di forza della propria attività.
Farlo per conto terzi è un'altra cosa, si è più obiettivi e si seguono le indicazioni che vengono date, ma nel caso in cui si sia coinvolti personalmente bisogna cercare di rispettare determinate condizioni al di là del puro gusto estetico.
Abbiamo pensato di realizzare un pdf da inviare a potenziali clienti e da caricare su iPad.

La parte complessa è stata la realizzazione della copertina, in quanto si doveva logicamente considerare che il destinatario fosse un'azienda di arredamento. Cosa scegliere? Inserire anche in copertina una delle nostre foto? Magari una emozionale e non puramente descrittiva? O meglio lasciare la copertina pulita e scrivere solo il nome dello studio? Utilizziamo segni e altri elementi grafici? Riproponiamo l'arancione, il nostro colore distintivo?
Di getto avevo realizzato la copertina numero 1, molto urbana e "sporca", forse pure un po' aggressiva. Era piaciuta molto, in effetti, ma purtroppo non avremmo potuto proporla, sempre per la questione del target.



Poi ho composto la copertina numero 2, più concettuale, da rivista architettonica, dove il segno grafico a sinistra rappresenta l'occhio e il processo analitico della visione, anche se a prima vista il disegno sembra solo decorativo,  (tipico di ciò che è concettuale: sembra non significare un tubo e invece...).


Alla fine, solo dopo aver impaginato tutto il book su schede in doppio A4 ci siamo concentrati sulla copertina e questo è stato il risultato:


Abbiamo mantenuto l'arancione e proposto uno dei nostri still-life, di cui abbiamo ripescato lo scatto originale, perché volevamo mostrare l'interno dello studio riflesso sulla cromatura (che avevamo tolto in post-produzione) e, giocando con le parole che descrivono i nostri servizi, abbiamo creato un effetto di trasparenze vedo-non vedo.
Di solito questo genere di lavori sono un continuo work in progress: non si è mai soddisfatti di come ci si presenta, ogni volta si vorrebbe mostrare un altro aspetto di sé e si ha sempre paura di dimenticarsi di dire qualcosa di fondamentale per conquistarsi un giudizio positivo da parte di chi guarda. Per adesso siamo così...poi vedremo.

Read More

mercoledì 27 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: DETAILS#1 e LANDSCAPES#1

DETAILS#1 e LANDSCAPES#1
Fare un viaggio, visitare un luogo precedentemente sconosciuto, o semplicemente tornare nella terra natia.
Ogni momento può essere carico di emozioni e sensazioni, tale da meritare di essere immortalato.

Chi mi conosce bene sa quanto amo la fotografia, conosce la mia alternanza tra momenti stile turista straniero, con scatti continui, a momenti in cui preferisco nutrire i miei occhi direttamente, senza scattare foto in modo ossessivo.
Più di un anno fa mi sono trovato a parlare con una mia amica (proprio la Sara S. qui presente su Rossomenta) di quanto amassi fare le foto, e di quanto desiderassi in qualche modo condividerle con le persone che amo; fu così che presi la decisione di pubblicare il primo libro fotografico.

Decisi di raccogliere tutte le mie foto fatte dal 2009 (anno in cui ho comprato una Nikon semi professionale), ad inizio 2012, ultimo momento di pace prima della tempesta (secondo salone del mobile in azienda, laurea, operazione).

LANDSCAPES#1 doveva essere il primo di una serie di tematiche che avrei riassunto e pubblicato, e per quasi un anno è infatti stato l’unico libro mandato in stampa.
Realizzato nel 2012, ha rappresentato una grossa fatica decisionale.
Rappresenta la selezione di alcuni scatti a me cari, emozionanti e raffiguranti luoghi che ho amato, come San Salvo, Nizza, Milano, Londra, Napoli, Berlino e Murcia.

DETAILS #1 nasce finalmente ad inizio 2013, dopo esser rimasto in gestazione per quasi 7 mesi.
Se ovviamente il primo libro racconta i miei viaggi attraverso i paesaggi con una lettura quasi romantica, il secondo vuole essere più personale, raccontando momenti quotidiani; oltre a scatti effettuati in vacanza, non mancano infatti fotografie raffiguranti particolari di Ovada ed Alessandria.

Come anteprima, posso anticipare l’attuale lavorazione del terzo volume, sempre raffigurante il periodo 2009-2012, LIGHT&SKY #1.

Per la pubblicazione dei volumi utilizzo un’etichetta indipendente estera, non sono infatti acquistabili in negozio fisicamente, ma scegliendo tra due opzioni: la prima può avvenire attraverso il loro sito (con una scelta più o meno vasta di skills, che però non trovo per niente affini al mio progetto base); nella seconda opzione, quella che consiglio, attraverso una richiesta fatta direttamente a me, in modo da potermi interfacciare con la produzione e richiedere espressamente i libri nella versione da me progettata, con carta, rifiniture e copertina di un tipo specifico.

 GSP

DETAILS#1

LANDSCAPES#1

Read More

venerdì 22 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: Basilico e la pellicola perduta!


Sezioni del paesaggio Italiano ||| Basilico & Boeri ||| 1997

Passate per il quartiere Isola di Milano?
Fate un salto da Isola Libri (via Pollaiuolo 5), potrete trovare delle chicche proprio come è accaduto a me la scorsa settimana!

Isola libri è una tappa fondamentale dei miei vagabondaggi Isolani: oltre ad essere simpatici, quelli di "IL" sanno consigliarti bene sulla scelta del libro, grande pregio delle librerie indipendenti. Oltre ad avere alcuni best seller propongono tanti libri di nicchia e alcune chicche, come il libro che ho acquistato io: "Sezioni del paesaggio Italiano" di Gabriele Basilico e Stefano Boeri (1997).
Sezioni del paesaggio Italiano ||| Foto



Gabriele Basilico, recentemente deceduto (13.02.2013), è tra i maggiori fotografi internazionali ed è famoso soprattutto per i suoi scatti architettonici. Questo libro in particolare presenta sei sequenze fotografiche già esposte tra settembre e novembre 1996 presso il Padiglione Italia ai Giardini della Biennale di Venezia. Le fotografie esposte e presentate nel libro sono l'estratto di un viaggio intrapreso dai due professionisti alla scoperta di alcune zone periferiche Italiane dove l'evoluzione urbana si fa scomposta e disordinata: capannoni, edifici e ipermercati nascono senza logica alcuna e simboleggiano i mutamenti di economia e società negli ultimi trent'anni del '900.
L'autenticità delle immagini di Basilico ci sorprende.
La ruvidità e la grana della pellicola vengono meno nell'era del digitale, così come la carta viene sostituita da altri supporti. Oggi tutti possono scattare foto. Ma la differenza tra un fotografo della domenica e quello amatoriale 2.0 sono i mezzi con cui si promuove. Instagram, Flickr, Picasa, Facebook ..Libri "fai da te" su Blurb. Nell'era del digitale non è facile solo la riproduzione fotografica ma anche la comunicazione e proprio su questo insieme di immagine e condivisione ho sviluppato il concetto di "Non fotografia". Unphotography: nessuno è fotografo, ma tutto lo siamo.. la fotografia è il "nuovo" e semplice mezzo per esprimere se stessi. Una vera e propria democratizzazione del mezzo fotografico che ha portato a una molteplicità di stili ed espressività. Grazie anche a filtri e applicazioni. La cosa fondamentale è prendere un tema, scegliere uno stile o raccontare una storia. E, soprattutto, portarla avanti!

BVSSky ||| Sara Savian
B-angles ||| Calatrava Bridge ||| Giuseppe Fabris




















Da Unphotography è nato BVSSky, un blog-archivio di immagini del panorama dalla mia finestra di casa, a Milano, che documentano cambiamenti climatici, efemeridi, smog, limpidezza atmosferica.. Alla fine l'insieme delle immagini crea una palette colori che si modifica di stagione in stagione, di giorno in giorno.
Non sono l'unica ad avere un progetto fotografico su Tumblr. Anche Giuseppe Fabris, ispirato da Basilico, si è inventato B-Angles. Nella sua galleria virtuale Beppe (da qui, gli angoli di Beppe) propone fotografia d'architettura formato quadrato. Edifici slanciati, stagliati contro cieli plumbei o nuvole rifratte in vetri a specchio. Ponti famosi e architetture di altri tempi. Tutte le immagini di Giuseppe sono fatte con I-ph4, modificate e inserite nel web tramite Instagram e comunicate su Facebook. Una passione, quella di Giuseppe per la fotografia architettonica, che l'ha ripagato con l'onore di essere scelto per le copertine della Compilation di "The Observer" su Rockol.it.  
Giorgio Scorza Priano, invece, ha scelto di proporre alcuni dei suoi scatti tramite Blurb.. chi lo sa, magari un giorno ci racconterà come ha fatto!




Read More

sabato 26 gennaio 2013

FOTOGRAFIA: Make up digitale

Questa volta parliamo di uno degli aspetti più divertenti e allo stesso tempo più impietosi del fotoritocco: il make up digitale.
Photoshop è davvero una manna quando si devono sistemare ritratti venuti male o in cui il soggetto non è proprio fresco come una rosa. Gli interventi possono essere minimi, come una banale correzione di occhi rossi o la cancellazione delle occhiaie (e già questo fa la differenza!), via via sempre più pesanti intervenendo sulle imperfezioni della pelle, eliminando rughette, aggiungendo il trucco e addirittura modificando parti del viso, dalla forma degli occhi a quella del naso ad esempio.
Ho preso un paio di immagini da Google di due bellissime donne in versione acqua e sapone. Qui meno divine del solito e senza un filo di trucco appaiono come noi comuni mortali, con le loro imperfezioni e alcuni segni di stanchezza. Alla Paltrow, dopo aver purificato la pelle e tolto la lucidità (foto 2), ho aggiunto un make up che le potesse essere consono considerando le tinte di capelli, di pelle e di occhi (foto 3). Grazie all'aggiunta di ciglia nuove nuove il suo sguardo stanco ha lasciato il posto a quello da gattona.
La Longoria ha richiesto meno interventi (e ciò dipende specialmente dal tipo di scatto), ho pulito la pelle, tolto un po' di lucidità e il segno dei baffetti  e infine aggiunto un make up leggero.

E per ultimo il gran finale. Solo per voi mando in malora la mia dignità photoshoppando una tremenda fotografia di qualche anno fa di me senza trucco, in pausa pranzo, stanca dopo aver camminato a lungo per le strade di Praga. Insomma tutte le variabili giuste per venir da cani. In questo caso le differenze si notano e non ve le spiego neanche, sappiate solo che ho pure aggiustato il naso….Ciaoooo!!

 Ora ho trattato il make up femminile per il fatto che si tratta di un processo più laborioso, ciò non toglie però che anche ai signori serva spesso qualche ritocchino.
Se avete voglia di sistemare una vostra foto inviatela pure a info.rossomenta@gmail.com
Read More

lunedì 21 gennaio 2013

ISPIRAZIONE: Tarm/StervenJorgen/Canedicoda


Tre allegri ragazzi morti ||| Nel giardino dei fantasmi ||| Dic 2012
Non solo autoproduzione ma anche collaborazione!
"Nel giardino dei fantasmi" i Tre Allegri Ragazzi Morti sono riusciti a unire più forme d'arte alla musica che già da anni producono. Rinomato fumettista, il leader Davide Toffolo per questo progetto ha creato undici diversi personaggi, uno per ogni canzone, uno più spaventevole dell'altro. Un mondo spettrale, in bianco e nero, accoglie i personaggi monocromatici che diventano tridimensionali nei costumi teatrali di Canedicoda.

Non sono una feticista del Cd, ma questo album è un piacere da sfogliare e da ascoltare.
Alle anime perse ||| Codadicane+Stevern Jorgen
La carta utilizzata ha una grana quasi tridimensionale al tatto, a tratti granulosa, ma soffice. Il packaging, formato digipak, è un trittico con al centro l'alloggio per il CD su cui è disegnata una luna che, sfilando il disco dall'apposita fessura, sembra sorgere da un tetro ruscello mostrando alle sue spalle una torre di babele in lontananza. Gli spazi laterali sono la continuazione della grande illustrazione che percorre tutto l'esterno del digipak, in cui appaiono, tra i personaggi di fantasia, anche i componenti della band (destra). Il lato sinistro è dedicato ad accogliere il booklet (libretto) dove, al posto dei testi delle canzoni, scopriamo i personaggi in tridimensione grazie all'arte del costumista Codadicane e del collettivo fotografico Stevern Jorgen.

Di che cosa parla veramente una canzone ||| C+SJ



Il tocco da maestro è il sito temporaneo:
 
Qui possiamo ascoltare la loro musica scegliendo sull'illustrazione e barra a scorrimento in alto un personaggio: cliccandoci sopra si aprirà un quadrato con l'immagine fotografica del costume e un'anteprima della canzone relativa. Questo insieme di supporti diversi che comunicano tra loro crea una rete che permette all'ascoltatore di sentirsi parte integrante del processo artistico. D'altronde i TARM sono da sempre bravi a coinvolgere i propri ascoltatori che, indossando una maschera a forma di teschio, possono a loro volta trasformarsi in "allegri ragazzi morti".
 
Un passo dopo l'altro questa band ha realizzato una sinfonia comunicativa che deve essere d'ispirazione per chiunque decida di realizzare delle autoproduzioni. Condivisione e racconto sono parte integrante del processo creativo ed elementi fondamentali per accrescere il valore del prodotto finale.

S.
Read More

lunedì 10 dicembre 2012

...e colore fu!


Tutti sanno che le pellicole fotografiche e cinematografiche inizialmente erano unicamente in bianco e nero e che, per creare l'effetto colore (perché di un effetto si tratta), esistevano diversi metodi da adottare a posteriori, cioè successivamente alla fase di ripresa. Gli addetti ai lavori studiarono per molti anni il modo di realizzare una pellicola i cui sali d'argento riuscissero a svelare i colori, ma fino ad allora le tecniche usate più comunemente erano quelle di viraggio o imbibizione della pellicola verso una certa tinta, oppure, armandosi di enorme pazienza e di un pennellino fino fino, colorare a mano ogni singola parte del fotogramma. Nel caso delle foto il lavoro era ovviamente più rapido, poiché ogni immagine era a sé, ma in quello del film, l'addetto doveva essere una persona calma, paziente  e con una buona vista per colorare decine e decine di fotogrammi uno dopo l'altro.
Oggi la pellicola a colori c'è, ma esistono ancora tantissime foto e film rimasti in bianco e nero per ragioni anagrafiche.
Ricordo che da piccola amavo guardare i film di Stanlio&Ollio, rigorosamente in b/n, finché un giorno in televisione apparve una pubblicità che reclamizzava con toni entusiasti il restauro a colori delle loro commedie. Dopo Stanlio&Ollio altri film subirono la stessa fine. Ci rimasi male. Il bianco e nero ha un fascino particolare e stimola la fantasia dello spettatore, anche se poco aderente alla realtà come lo è, al contrario, l'immagine a colori. Se la pellicola a colori fosse esistita sin dalle origini, probabilmente molti film non sarebbero stati girati in b/n, ma dato che non esisteva, modificare nell'essenza un film per soli scopi commerciali (perché molta gente oggi non è in grado di sopportare un film con soli toni di grigio) mi sembra una forma di corruzione ed eticamente sbagliata. Ognuno ha la sua opinione a riguardo, spesso dettata da un preciso motivo sentimentale o emotivo. Vorrei, insomma, che i film in bianco e nero restassero tali, però, allo stesso tempo mi diverto a colorare con photoshop le fotografie scaricate da google, come i bimbi amano colorare gli album...viva la coerenza.

Le fotografie in alto sono state scelte a caso da Google immagini tra le proposte in b/n. Attraverso la selezione di aree, modificando le curve dei singoli canali e utilizzando altri specifici strumenti anche noi possiamo ottenere un'immagine a colori con un effetto un po' più plastico e tridimensionale.

Read More

sabato 1 dicembre 2012

Diamoci un taglio


...ovvero come salvare foto che non ci piacciono o per dare una nuova chiave di lettura a un'immagine. 
Dalla foto intera del bambino che si arrampica, ho ricavato una foto più curiosa e dinamica, partendo semplicemente da un taglio. Talvolta non bisogna aver paura di sacrificare parte dell'immagine, perché quello che non viene mostrato può rafforzare il soggetto della foto, suscitando molte possibili narrazioni in più.
E' divertente anche partire da una foto e tagliarla in tanti modi diversi e poi confrontarli. Si noterà che le immagini, a seconda del loro bilanciamento e dall'inclusione di certi elementi piuttosto che altri, assumeranno significati molto differenti tra loro, eppure siete partiti dalla stessa identica foto! Una foto, più narrazioni dunque. E un bel taglio potrebbe anche migliorare l'estetica complessiva di uno scatto che, inizialmente, non vi soddisfava per niente. ZAC!
Read More
© Rossomenta. Powered by Blogger.

© rossomenta, AllRightsReserved.

Designed by Rossomenta