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lunedì 13 maggio 2013

GRAFICA: Copertina di presentazione



 Seguendo la realizzazione di un book per lo studio fotografico per cui lavoro, mi sono resa conto che una delle cose più difficili da fare sia proprio presentarsi dando un'immagine convincente di sé e che, allo stesso tempo, metta in luce i punti di forza della propria attività.
Farlo per conto terzi è un'altra cosa, si è più obiettivi e si seguono le indicazioni che vengono date, ma nel caso in cui si sia coinvolti personalmente bisogna cercare di rispettare determinate condizioni al di là del puro gusto estetico.
Abbiamo pensato di realizzare un pdf da inviare a potenziali clienti e da caricare su iPad.

La parte complessa è stata la realizzazione della copertina, in quanto si doveva logicamente considerare che il destinatario fosse un'azienda di arredamento. Cosa scegliere? Inserire anche in copertina una delle nostre foto? Magari una emozionale e non puramente descrittiva? O meglio lasciare la copertina pulita e scrivere solo il nome dello studio? Utilizziamo segni e altri elementi grafici? Riproponiamo l'arancione, il nostro colore distintivo?
Di getto avevo realizzato la copertina numero 1, molto urbana e "sporca", forse pure un po' aggressiva. Era piaciuta molto, in effetti, ma purtroppo non avremmo potuto proporla, sempre per la questione del target.



Poi ho composto la copertina numero 2, più concettuale, da rivista architettonica, dove il segno grafico a sinistra rappresenta l'occhio e il processo analitico della visione, anche se a prima vista il disegno sembra solo decorativo,  (tipico di ciò che è concettuale: sembra non significare un tubo e invece...).


Alla fine, solo dopo aver impaginato tutto il book su schede in doppio A4 ci siamo concentrati sulla copertina e questo è stato il risultato:


Abbiamo mantenuto l'arancione e proposto uno dei nostri still-life, di cui abbiamo ripescato lo scatto originale, perché volevamo mostrare l'interno dello studio riflesso sulla cromatura (che avevamo tolto in post-produzione) e, giocando con le parole che descrivono i nostri servizi, abbiamo creato un effetto di trasparenze vedo-non vedo.
Di solito questo genere di lavori sono un continuo work in progress: non si è mai soddisfatti di come ci si presenta, ogni volta si vorrebbe mostrare un altro aspetto di sé e si ha sempre paura di dimenticarsi di dire qualcosa di fondamentale per conquistarsi un giudizio positivo da parte di chi guarda. Per adesso siamo così...poi vedremo.

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