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giovedì 7 novembre 2013

GRAFICA: un invito digitale per Sartoria SanVittore


Sartoria San Vittore è uno dei progetti di Cooperativa Alice. Costituitasi all'interno del carcere di San Vittore nel 1992, la cooperativa sociale Alice lavora in sinergia con il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e i Servizi Sociali del comune di Milano per attuare il reinserimento di alcune detenute tramite percorsi formativi e lavorativi.

Cooperativa Alice è un progetto interessante perchè affonda le radici nel sociale, recupera il mestiere di sarto e produce accessori e capi di ricerca. 




Il laboratorio
Nel particolare, Sartoria SanVittore vuole essere la massima espressione della sartorialità di Alice.

La linea di abbigliamento donna che troverete in via Terraggio 28 (MI) è la dimostrazione delle abilità delle donne che, grazie alla manualità maturata, riescono a lavorare minuzionsamente i capi disegnati dalla stilista Rosita Onofri.
Sartoria San Vittore propone capi che catturano l'attenzione non solo per la storia che raccontano ma, soprattutto, per la loro bellezza e il loro valore.


Il negozio di via Terraggio 28 a Milano
Ho avuto l'opportunità di iniziare a lavorare con Cooperativa Alice affiancandoli nella realizzazione di alcune grafiche, progettando una serie di accessori e tenendo dei corsi.

In particolare mi piacerebbe mostrarvi l'invito che per loro ho realizzato unendo l'illustrazione fatta a mano da Alessandro Brevi, costumista, grafico e fondatore della cooperativa, ad un font semplice, chiaro e delicato. Un gioco di trasparenze e sovrapposizioni.


La presentazione della collezione autunno-inverno è stata un mese fa, ma tutt'ora potete visionare e acquistare i capi presso il punto vendita di via Terraggio, assieme agli accessori dei Gatti Galeotti, berretti e bellissime sciarpe realizzate in tessitura.





www.sartoriasanvittore.com





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sabato 15 giugno 2013

GRAFICA: Un'illustrazione per Chiara e Philipp!




Chiara e Philipp sono due giovani futuri sposi divisi tra l'Italia e la Germania
Il matrimonio "settembrino" si terrà a Brescia, in una location peculiare: un museo! Come tutte le scelte fatte, dall'abito etico al buffet solidale, anche quella delle partecipazioni non poteva essere più personale... 
Chiara, amica e coinquilina durante il periodo universitario, conosceva già la mia passione per l'illustrazione e segue ScharfesS, il blog che porto avanti da un paio di anni nel tempo libero. Mi ha contattato con la buona novella e per chiedermi di seguire il design grafico di partecipazioni e bomboniere. 

Il rapporto epistolare con Chiara e Philipp è stato assiduo durante il disegno dell'illustrazione e al momento della scelta di font, colori e dimensioni. Le idee dei due giovani sono sempre state molto chiare anche se le modifiche dell'ultimo minuto non sono mancate.
 
Una di queste, ad esempio, è la richiesta di inserire il vaso di gerbere che accompagna i vari file di stampa. Infatti le partecipazioni sono tre, una per i famigliari invitati alla cena, una per gli amici invitati al taglio della torta e una per i parenti tedeschi.




La scelta di un font sans serif e l'insieme di lettere bold unite ad altre più sottili richiamano il disegno fatto a mano e lo esaltano nella sua semplicità. L'uso del bianco e nero con la nota di colore dà una sensazione di freschezza e di genuina giovialità.



Stampata presso Graphic s.r.l., la partecipazione è stata messa alla prova con due carte differenti sia per assicurarsi che i file fossero corretti, sia per scegliere la carta migliore. Alla fine gli sposi hanno scelto una carta Cotton woven naturale, utilizzata anche per la stampa dei biglietti per le bomboniere.
 
Per le buste in formato quadrato ci siamo recati al negozio monomarca di Fabriano, vengono vendute solo in carta ruvida e in pacchi da 20.

L'immagine coordinata di partecipazione e bomboniera per Chiara e Philipp è il primo progetto su carta che Rossomenta ha il piacere di firmare con il proprio logo accompagnato a quello di ScharfesS per l'illustrazione.
Siamo orgogliosi e un po' timorosi di questo primo passo al quale, speriamo, se ne aggiungano molti altri...


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martedì 4 giugno 2013

AUTOPRODUZIONE: Fiocchi di carta di recupero per pacchetti divertenti!

Qualche giorno fa dovevo fare un pacchetto regalo, avevo a disposizione pochissimo tempo e nessun materiale adatto. Mi sono ricordata di qualche immagine che avevo visto su Pinterest e mi è venuta un'idea. 

RITAGLIARE UN FIOCCO DI CARTA ! 

Grazie alla mia vocazione da collezionista di numerosi oggetti apparentemente inutili ho trovato a casa una brochure colorata  di un evento già trascorso. Ho scelto la parte che mi sembrava più adatta e con l'aiuto di formici e scotch in un minuto il mio fiocco era pronto!   combinato con un sacchetto ti carta di recupero il risultato è inaspettato e divertente, esperimento da ripetere!!!         


Laura Gilbert Gilardenghi



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venerdì 17 maggio 2013

EVENT: Duckie-O e la forza della collaborazione!


Parliamoci chiaro: iniziare un progetto di abbigliamento bimbi autoprodotto non è semplice, soprattutto in Italia, un paese dove la creatività viene applicata più sul funzionale (vedi tasse, leggi arzigogolate e moduli infiniti) che nei campi in cui viene richiesta.

Duckie-o è nato durante il matrimonio di due cari amici. Lì, io e Giovanna ci siamo dette che potevamo unire le nostre forze per proporre abiti per bambini come Caterina e Susanna (le figlie di Giovanna) che fossero di nostro gusto e con una precisa linea etica: dovevano essere rigorosamente bio e made in Italy. Ecco sono talmente made in Italy che li cucio proprio io! Infatti Duckie-o è l'ombra di una start up, è un esperimento che speriamo sfoci in un progetto innovativo.

Giovanna si occupa del reperimento del materiale per i prototipi e degli accessori, io disegno i modelli, sviluppo il cartamodello e cucio. Ma sono fortunata: ho un compagno che oltre a fare un lavoro serio è anche un ottimo fotografo e se la cava con i siti internet. Unendo il mio gusto alle sue competenze sta nascendo www.duckie-o.com! Ad affiancarlo ci sono il tumblr e la pagina facebook, che vengono seguiti da Giovanna anche se siamo lontane (ci divide un oceano…).

Lo scorso autunno ho incontrato Patrizia e sono entrata ne "La Tana del Bianconiglio": un negozio di giocattoli ecologici che sempre più spesso ospita laboratori creativi per bambini/e ravvivando il paese di Martellago (VE) e coinvolgendo persone anche da lontano. Alla "Tana" sono già stati proposti alcuni abitini in felpa però senza un vero e proprio evento.

A questo porremo rimedio sabato 25 Maggio, in occasione della notte bianca di Martellago, in quel giorno La Tana del Bianconiglio, in collaborazione con Duckie-o, proporrà "ECOloriamo!!!", un laboratorio creativo per bimbi dai 2 ai 7anni dove le t-shirt saranno la tela bianca su cui scatenare la loro creatività. Ma come è nato "ECOloriamo"? Una parte del merito va alla nostra Laura Gilbert, che mi aiuta anche nella realizzazione di alcuni abiti: a lei è venuto in mente che, oltre a decorare le magliette di mano nostra, potevamo farlo fare ai bambini stessi, permettendo loro di realizzare un'opera d'arte che rimarrà come ricordo indelebile ed indossabile di quella serata. Per passare dall'idea alla realizzazione ci è voluta solo una piccola ricerca e la proposta a Patrizia che, energica come sempre, ha accettato di buon grado la sfida! Un contributo è arrivato anche da Sara G che, oltre ad avermi aiutato con il recupero del materiale per l'evento, ha avuto la geniale idea per il nome.

Duckie-O ed ECOloriamo sono la prova che da soli è bene ma collaborare è meglio!!

Locandina "ECOloriamo" ||| Design SsRossomenta

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lunedì 22 aprile 2013

GRAFICA: rossomenta 2.0

Rossomenta è un progetto in divenire.
Siamo quattro personaggi peculiari che condividono alcune passioni e che lavorano nel settore del design. Su rossomenta proponiamo il nostro gusto e lavoro al fine di incuriosirvi e darvi degli spunti. Stiamo tutt'ora ragionando su un'eventuale evoluzione dei contenuti e sulla proposta di alcuni servizi ma, prima di tutto, dovevamo identificarci in uno stile preciso.

Il nostro mezzo è proprio questo blog e, volendo valutare i themes di blogger con cura, abbiamo ritenuto fino ad ora utile usufruire di una visualizzazione standard dinamica. 
Una ricerca accurata ci ha portato a un particolare format definito "Minima" sul quale abbiamo lavorato in termini di font, colori e impaginazione per renderlo il più simile possibile a ciò che volevamo e... eccolo qua!
Benvenuti su rossomenta 2.0!

Il tocco di classe?
Il pattern di fondo!
 




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venerdì 19 aprile 2013

GRAFICA: Free tilable textured patterns, come crearli in Photoshop


I pattern che attribuiscono effetti materici sono la mia ultima fissazione.

Ecco il sito che ha ispirato la mia curiosità:  http://subtlepatterns.com/ una collezione di tilable textures patterns di alta qualità e liberi da diritti, pronti per essere utilizzati.

Ispirata da tanta creatività, mi sono decisa a creare uno o due esempi secondo le mie necessità. 

Seguendo questo tutorial , il processo è stato semplice e veloce tanto alla fine desideravo trasformare ogni mia fotografia in un pattern continuo. 

Ecco come ho fatto:

Fase 1 > Ho scelto gli elementi che compongono il pattern (alcuni miei disegni ). 

Fase 2 > Ho definito il modulo e ho iniziato a riempirlo seguendo la logica "Tetris".


Fase 3 > Ho verificato che il modulo fosse continuo. Per ripetere gli elementi in modo preciso consiglio due metodi: utilizzare una linea guida di illustrator da far coincidere con i bordi del modulo e poi copiare la linea guida e gli elementi sul bordo opposto, oppure selezionare gli elementi a cavallo del bordo e spostarli della distanza del modulo nel mio caso 300px.

Fase 4 > Ho provato il pattern e.. Funziona!

Queste texture personalizzate possono essere utili sia in ambito web che per volantini e cataloghi!




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mercoledì 10 aprile 2013

EVENT: Fuorisalone tra arte, autoproduzione, multisensorialità e Open Design

Il fuorisalone è un evento che coinvolge quasi tutti i quartieri di Milano e fa da succoso contorno all'evento principale che si svolge presso la fiera di Rho: il salone del mobile.
Da qualche anno il fuorisalone gode di maggior attenzione rispetto al salone stesso. Questo ha fatto impazzire i milanesi che abitano nelle zone più famose (vedi tortona) che, pur di racimolare qualche euro, mettono in affitto a prezzi esorbitanti le loro cantine a chiunque accetti di esporre.

Fortunatamente esistono progetti curati che promuovono i giovani designer, come è accaduto al nostro Giorgio: non abbiamo sue notizie da qualche settimana, ma fonti attendibili ci dicono che sta lavorando da mattina a sera come un matto per proporre i propri progetti in due eventi.

Presso le ex scuderie dell’arcivescovado, ora Fondazione Ambrosianeum (Via delle Ore n.3 ), Milano Si Autoproduce Design (MISIAD), con il patrocinio del Comune di Milano, propone una mostra a tema: "TOTem, dove l’oggetto diventa simbolo, dove la funzione incontra la metafora, dove il design incontra l’arte". La mostra rimarrà aperta dal  9 al 14 aprile dalle 13.00 alle 21.00.  

E presso l’Archivio Giovanni Sacchi, collocato all’interno del Museo dell’Industria e del Lavoro di Sesto San Giovanni (via Granelli 1), l'evento "Non aspettare di diventar vecchio per finire in un archivio" propone un selezionato gruppo di artisti e designer che espongono i propri progetti da martedì 9 a domenica 14 aprile dalle 10.00 alle 20.00.

Imme Van Der Haak – Beyond the Body


Molta arte nel design, che diventa multisensoriale nell'evento in zona Ventura-Lambrate (In)Visible Design- 100Stories from the future and beyond. Si tratta di una mostra collettiva curata da Stefano Maffei e Susanna Legrenzi, aperta da martedì 9 aprile dalle 10.00 nello Spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano. Qui sarà possibile toccare, guardare, ascoltare, odorare, assaggiare le opere esposte: una mostra che coinvolge tutti i sensi. "Video, immagini, prototipi di artisti provenienti da tutto il mondo, circondati da oggetti che vengono dalla storia e dall'attualità a indagare sotto varie forme (scienza, tecnologia, filosofia, cinema, grafica) il nostro presente: che cos'è l’(In)visible Design? Dalla sound art alla cucina esperienziale, dalle energie rinnovabili alla biologia sintetica, dalla video arte alla stampa 3D, la trasformazione passa necessariamente per l’arte, il design e la tecnologia."
 


Altro evento interessante per l'approccio innovativo al design è We Make Open-Design.
We Make è un progetto sviluppato da più menti (Officine Arduino, dotdotdot, Sociopratiche, Wefab, Openp2pdesign) con l'intento di proporre dei "Makerspaces" o spazi collaborativi in cui cittadini e cittadine progettano e costruiscono tramite l'esperienza pratica, la conoscenza di nuove tecnologie e processi innovativi. L'incontro mensile "popupmakers", evento itinerante Milanese dove geek e designers si incontrano per proporre le proprie idee, in occasione del fuorisalone si protrarrà dal 10 al 14 Aprile in una location d'eccellenza: Area35, via Vigevano 35 (fermata Porta Genova della metro verde). We Make "speciale fuorisalone" non è solo incontro ma anche workshop e open design: avrete occasione di scoprire il mondo di arduino, delle stampanti 3D e potrete costruire con le vostre mani delle sedute "cut and fold"!

Insomma che aspettate? Tuttti al fuorisalone e non solo per bere! :D



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sabato 23 marzo 2013

GRAFICA: Creare patterns continui



I pattern mi hanno sempre affascinato. Uno dei problemi che sono legati proprio a questi lavori è creare un motivo che si ripete in modo continuo senza interruzioni in modo da poter ricoprire qualsiasi superficie semplicemente reiterandolo. Inoltre se il pattern è da stampare su tessuto a volte è necessario modificare e ricalcolare le dimensioni del modulo in funzione della tecnologia.
Quindi ho raccolto alcuni tutorials che vorrei condividere (trovate tutti i link sotto) e ho fatto subito una prova.

Ecco come ho fatto:
Fase 1 > Ho scelto gli elementi che compongono il pattern (alcuni miei disegni ).
Fase 2 > Ho definito il modulo e ho iniziato a riempirlo seguendo la logica "Tetris".
Fase 3 > Ho verificato che il modulo fosse continuo. Per ripetere gli elementi in modo preciso consiglio due metodi: utilizzare una linea guida di illustrator da far coincidere con i bordi del modulo e poi copiare la linea guida e gli elementi sul bordo opposto, oppure selezionare gli elementi a cavallo del bordo e spostarli della distanza del modulo nel mio caso 300px.
Fase 4 > Ho provato il pattern e.. Funziona!



Elementi basi per pattern ||| LGG  


Work in progress modulo ||| LGG

Modulo pattern continuo ||| LGG


TUTORIAL per creare pattern continui in Illustrator
http://www.youtube.com/watch?v=gxEe60OyrRw
http://www.youtube.com/watch?v=1bZxDMkxZFg
http://www.youtube.com/watch?v=FurIyKTzk4Y
http://www.youtube.com/watch?v=y-r-dnoX64s
http://www.youtube.com/watch?v=NR8esZ4nn6c
http://www.digitalartsonline.co.uk/tutorials/illustration/create-beautiful-repeating-patterns/?pn=1
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venerdì 8 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: tra papillons a farfallini

Farfallino di tipo tradizionale ||| LGG



Farfallino, cravattino, farfalla, papillon, cravatta a farfalla, noeud papillon o cravate papillon (in francese) , bow tie (in inglese), corbata de lazo ( in spagnolo), cravatta nera o black tie (da indossare con lo smocking), cravatta bianca o white tie ( da indossare con il frac): ecco alcuni dei mille nomi per definire questo indumento tradizionale maschile ancora oggi pieno di fascino.

Farfallino di tipo tradizionale work in progress ||| LGG


Nelle ultime settimane ho dedicato parte del mio tempo per realizzare proprio un farfallino. Principalmente esistono due varianti, quello tradizionale e quello premontato. Ho iniziato a realizzare un papillon tradizionale, ovvero una striscia di nastro sagomato che deve essere annodato ogni volta che viene indossato. Il principale punto critico di questo modello è proprio fare il nodo in modo corretto, procedura non esattamente semplice. Inoltre, siccome la lunghezza del nastro è fissa è quindi declinata in varie taglie. Al contrario il modello premontato, ovvero un fiocco già cucito, anche se perde parte del suo fascino, presenta molti aspetti positivi: la misura del collo è regolabile e la qualità del fiocco è costante, sempre impeccabile. Tuttosommato, mi sembra ora la soluzione migliore e più adatta alle mie aspettative, anche se capisco il fascino di un capo di abbigliamento forse meno pratico ma costruito secondo le regole del passato come il papillon tradizionale.




Istruzioni per annodare il farfallino 

Farfallino indossato ||| LGG

Per quanto riguarda dimensioni e colori tutto è possibile, ma di questo parleremo poi nei prossimi post.
Ecco un tutorial, tra i tanti che si possono trovare su youtube:




Laura Gilbert Gilardenghi


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mercoledì 6 marzo 2013

INDUSTRIAL: RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE + YASHI + YASHI-YO


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// blu+bianco+colore


C’era una volta una Rallina che correva spensierata per i prati, saltellava qua e là e si sentiva felice e spensierata… fino a chè non finì impressa in un cuscino”.

Negli scorsi mesi ho dedicato parte del tempo a capire cosa mi sarei potuto inventare di differente da autoprodurre, un oggetto funzionale, pratico, fresco e comodo, che potesse entrare nella casa delle persone senza obbligarle a spendere un prezzo eccessivo (come Foresta, appendiabiti, che al pubblico costa 1050.00 euro).
Cosa potevo inserire nel mio catalogo? Ma dei cuscini!
L’idea era quella di utilizzare un pennuto inusuale (vedi la Rallina) insieme ad una grafica di sfondo che contrastasse con una figura enciclopedica.
Yashi e Yashi-Yo sono gli sfondi utilizzati a seconda del colore per il contorno di Rallina, derivano da alcuni miei disegni effettuati durante il liceo, rimasti impressi nella mente.

Per la produzione ero intenzionato ad utilizzare un’azienda italiana, a cui ho fatto prototipare il primo esempio di Rallina, ma in seguito ho individuato Society6, azienda californiana che offre non solo la produzione di cuscini, ma anche di stampe, tele, cover per iphone, maglie, felpe e molto altro ancora.
I costi sono inferiori a quelli di molti competitor, e le spese di spedizione sono vantaggiose (per l'acquisto delle sole federe, la spedizione è di 10 dollari, e in caso di un ordine con più federe, il costo non varia).

Tornando a Rallina Canningi delle Andamane, i colori scelti per lo sfondo sono il verde acqua, il blu, il nero ed il rosso, mentre la Rallina stessa è a colori o in bianco e nero.

Detto questo, fate entrare Rallina Canningi delle Andamane in casa vostra, non ve ne pentirete!

GSP



RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+bianco+colore


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+nero+colore


YASHI-YO /// oro



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lunedì 4 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE: ferri+lana=maglia!


Dall’uncinetto alla maglia il passo è corto se la passione è tanta. Sì, non c’è l’utilissimo uncino che ci agevola nel trasporto del filo e, sì, due ferri “is not megl che one”, però con il tempo la manualità si affina e il pensiero ci fa vedere il lavoro non più come linee sovrapposte o concentriche ma come “campi”: insiemi di punti che formano un tessuto.

La maglia mi ha sempre affascinato: l’elasticità, le trecce, le coste, il punto riso… era tutto un mistero, complicato e intricato, a partire dal mezzo con cui si realizza. I ferri, per l’appunto, sono due agoni più o meno spessi, fatti di vari materiali e di varie dimensioni, alcuni hanno anche un filo di plastica che li unisce per fare il tubolare

Sciarpina circolare doppia

Il mio primo lavoro a maglia è stato questa sciarpina verde e nera (menta liquirizia), fatta con una lana acquistata in un viaggio a Venezia a fine anno. Ho utilizzato dei ferri numero 3.5 e ho iniziato con una trentina di punti. Ogni riga è stata lavorata dritto/rovescio/dritto/rovescio, in modo da creare un effetto che si chiama maglia rasata. Una volta finita avrei potuto fare delle frange da una parte e dall’altra ma, non avendole calcolate da inesperta quale ero, ho preferito unire i due lati a creare una sciarpa circolare che, guarda caso, si accoccola perfettamente sul mio collo con due giri. Non sempre si ha questa fortuna quindi, nel momento in cui mi capiterà di dover fare un maglione, dovrò calcolare bene le dimensioni del lavoro. Come primo risultato è stato soddisfacente.


Maglia rasata




Con la lana regalatami da una cara amica, proveniente dalla Germania, ho inizianto un altro progetto. Non so ancora di cosa si tratta, doveva essere una sciarpa, forse sarà un collo. Ho iniziato con delle coste larghe, quattro punti dritti/quattro punti rovesci. Dopo un po’ ho deciso di imparare a fare il punto riso così ho iniziato! Alcune parti sono un po’ fallate (invece di fare un dritto e un rovescio o messo due rovesci vicini, AHIA!!) ma sono troppo curiosa di vedere come va a finire per srotolare il filo e iniziare da capo.


Punto riso

Recentemente mi è stato regalato un libro esauriente e utilissimo da LauraGGilardenghi! Si chiama “Maglia. Il manuale completo” scritto da Sharon Brant ed edito da Mondadori, ma se volete iniziare senza impegno date un occhio ai tutorial online. Come sempre sono fonte inesauribile di informazioni e spunti.

Se invece avete una mamma/nonna/zia che sanno fare a maglia allora fatevi insegnare le basi e iniziate ad annodare i vostri filati!

Soprattutto: divertitevi!
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venerdì 22 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: Basilico e la pellicola perduta!


Sezioni del paesaggio Italiano ||| Basilico & Boeri ||| 1997

Passate per il quartiere Isola di Milano?
Fate un salto da Isola Libri (via Pollaiuolo 5), potrete trovare delle chicche proprio come è accaduto a me la scorsa settimana!

Isola libri è una tappa fondamentale dei miei vagabondaggi Isolani: oltre ad essere simpatici, quelli di "IL" sanno consigliarti bene sulla scelta del libro, grande pregio delle librerie indipendenti. Oltre ad avere alcuni best seller propongono tanti libri di nicchia e alcune chicche, come il libro che ho acquistato io: "Sezioni del paesaggio Italiano" di Gabriele Basilico e Stefano Boeri (1997).
Sezioni del paesaggio Italiano ||| Foto



Gabriele Basilico, recentemente deceduto (13.02.2013), è tra i maggiori fotografi internazionali ed è famoso soprattutto per i suoi scatti architettonici. Questo libro in particolare presenta sei sequenze fotografiche già esposte tra settembre e novembre 1996 presso il Padiglione Italia ai Giardini della Biennale di Venezia. Le fotografie esposte e presentate nel libro sono l'estratto di un viaggio intrapreso dai due professionisti alla scoperta di alcune zone periferiche Italiane dove l'evoluzione urbana si fa scomposta e disordinata: capannoni, edifici e ipermercati nascono senza logica alcuna e simboleggiano i mutamenti di economia e società negli ultimi trent'anni del '900.
L'autenticità delle immagini di Basilico ci sorprende.
La ruvidità e la grana della pellicola vengono meno nell'era del digitale, così come la carta viene sostituita da altri supporti. Oggi tutti possono scattare foto. Ma la differenza tra un fotografo della domenica e quello amatoriale 2.0 sono i mezzi con cui si promuove. Instagram, Flickr, Picasa, Facebook ..Libri "fai da te" su Blurb. Nell'era del digitale non è facile solo la riproduzione fotografica ma anche la comunicazione e proprio su questo insieme di immagine e condivisione ho sviluppato il concetto di "Non fotografia". Unphotography: nessuno è fotografo, ma tutto lo siamo.. la fotografia è il "nuovo" e semplice mezzo per esprimere se stessi. Una vera e propria democratizzazione del mezzo fotografico che ha portato a una molteplicità di stili ed espressività. Grazie anche a filtri e applicazioni. La cosa fondamentale è prendere un tema, scegliere uno stile o raccontare una storia. E, soprattutto, portarla avanti!

BVSSky ||| Sara Savian
B-angles ||| Calatrava Bridge ||| Giuseppe Fabris




















Da Unphotography è nato BVSSky, un blog-archivio di immagini del panorama dalla mia finestra di casa, a Milano, che documentano cambiamenti climatici, efemeridi, smog, limpidezza atmosferica.. Alla fine l'insieme delle immagini crea una palette colori che si modifica di stagione in stagione, di giorno in giorno.
Non sono l'unica ad avere un progetto fotografico su Tumblr. Anche Giuseppe Fabris, ispirato da Basilico, si è inventato B-Angles. Nella sua galleria virtuale Beppe (da qui, gli angoli di Beppe) propone fotografia d'architettura formato quadrato. Edifici slanciati, stagliati contro cieli plumbei o nuvole rifratte in vetri a specchio. Ponti famosi e architetture di altri tempi. Tutte le immagini di Giuseppe sono fatte con I-ph4, modificate e inserite nel web tramite Instagram e comunicate su Facebook. Una passione, quella di Giuseppe per la fotografia architettonica, che l'ha ripagato con l'onore di essere scelto per le copertine della Compilation di "The Observer" su Rockol.it.  
Giorgio Scorza Priano, invece, ha scelto di proporre alcuni dei suoi scatti tramite Blurb.. chi lo sa, magari un giorno ci racconterà come ha fatto!




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mercoledì 13 febbraio 2013

INDUSTRIAL: Serie Come, “Il retro del progetto”.

Serie Come, n.1

 Linee, tratteggi, guide, segni, tutte informazioni spente e nascoste per sempre.

Per la realizzazione di un prodotto o di una grafica, su programmi come Adobe Illustrator si utilizzano retini e guide per facilitare la realizzazione; mi sono ritrovato affascinato più di una volta dalla trama che usciva dal lavoro effettuato, ed è così ad esempio che nasce la Serie Come.

Proposta solo in due pezzi, di dimensioni 400x400 mm, racconta la storia dell’evoluzione di due Serie di serigrafie che ho realizzato.
Il primo rappresenta la struttura composta alla base della creazione di Serie Solo, mentre il secondo evidenzia l’intreccio strutturale dei punti cardinali che compongono Serie Origini.
Serie Come n.2
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venerdì 8 febbraio 2013

FASHION: MilanoUnica e sostenibilità

Foto 16a edizione ||| Trends |||  Milanounica.it

Il 6 febbraio mi sono recata assieme a Laura Gilbert Gilardenghi presso il salone tessile Italiano per eccellenza: Milano Unica. Grazie a Laura ho avuto l'occasione di entrare all'evento come giornalista di AlessandriaNews e l'opportunità di indagare il rapporto tra la produzione tessile e la sostenibilità.

Da designer di piccolo calibro quale sono, che predilige autoproduzione e riciclo a immagine e fast fashion, faccio molta fatica a immedesimarmi nei pachidermi del tessile, che devono sopravvivere producendo kilometri e kilometri di tessuto, tingerlo a scapito delle nostre acque dolci e venderlo, magari proponendo servizi paralleli, come la confezione di pronto moda. Tutto questo per mantenere un prodotto di ottima qualità a prezzo di mercato.

Abbiamo iniziato subito dal difficile: tra gli stand di Ideabiella abbiamo incontrato due aziende che fanno della tradizione il loro punto di forza. La comasca Solbiati ci racconta di studi sul cotone biologico addirittura di dieci anni fa, per il famosissimo marchio della moda sostenibile Stella McCartney. "Da allora in molti si interessano al cotone e lino biologico" dicono quelli di Solbiati " ma nessuno vuole scendere a patti con il prezzo (maggiore), la scarsa qualità del prodotto non lavorato chimicamente e le colorazioni che stingono". Solbiati infatti non spinge sul concetto ecosostenibile, ma sulla qualità del prodotto.
Luigi Botto (Bottofila) ci racconta tutta un'altra sostenibilità: il concept di questa storica azienda di tessili e abbigliamento uomo punta sullo sviluppo di un lifestyle eco-centrico che parte da un prodotto tracciabile made in Italy, forte delle certificazioni UE e del riutilizzo del 70% delle acque in lavorazione, e arriva all'abbigliamento uomo casual/stretch, affiancato dall'immagine di Brompton, azienda leader per le biciclette pieghevoli artigianali made in England. Ecomobility dinamyc Solutions e compromessi.

 Un po' intimorite dalla serietà di Ideabiella ci siamo tuffate nell'area fancy per scoprire alcuni dei progetti annoverati nell'opuscolo di Sustainability-Lab, il social network per professionisti del settore moda che ha collaborato con Milano Unica nella stesura di una brochure che raccogliesse alcune aziende sotto il cappello della sostenibilità. Qui abbiamo incontrato l'innovazione del tessuto che spreca poca acqua di Canepa, aziende dagli altissimi standard di tracciabilità, altri che sono allineati con gli standard oeko tex e che comprano da terzi cotone bio, riciclato o lyocell, per poi tingerli. Alcuni addirittura annoverano i pannelli solari sul tetto come sostenibilità... In molti invece sono convinti dell'inutilità della certificazione GOTS, poco restrittiva in merito alle colorazioni. Insomma, un vero e proprio caos!  


Mi aspettavo che qualcuno mi raccontasse del proprio campo di ortica, della filatura e colorazione naturale, di innovazione, ma nulla di tutto ciò è arrivato al mio orecchio: mi ritengo una designer naif ad aver pensato che un progetto simile potesse permettersi uno spazio in una fiera tanto conservatrice...



L'unico scampolo di speranza è arrivato da Ellen Sillekens, curatrice del progetto ComON per il Texteil Museum di Tilburg (Netherlands). Gli studenti del Texteil Lab olandesi hanno avuto occasione di lavorare sul campo con aziende di como per studiare tinture e lavorazioni tessili creative.
Un progetto fresco e vincente che parla di collaborazione.

Noi giovani designer Italiani, cosa possiamo fare per farci sentire da questi pachidermi? Esiste un nuovo sistema tessile più dinamico e in linea con quello che sarà il futuro dell'abbigliamento?
Ma soprattutto, sarà possibile un futuro sostenibile per questo settore?


Sara S in collaborazione con LauraGGilardenghi

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lunedì 4 febbraio 2013

GRAFICA: biglietto da visita a me!


Solo recentemente il “problema” del biglietto da visita è tornato a bussare alla mia porta, così come la necessità di un’immagine coordinata su cui sto ancora lavorando. Proprio mercoledì 6 febbraio, in compagnia di Laura, mi avventurerò tra i padiglioni di Milano Unica, il salone del tessile italiano, e intendo fare largo uso del mio nuovo biglietto da visita!

Ma vediamo quali sono i passi fondamentali per costruire un Biglietto da visita con la B maiuscola.

Definire i contenuti: nome e cognome, il lavoro per cui ci si presenta, indirizzo email e telefono per farsi contattare, indirizzo lavorativo se necessario, numero di partita iva se lavoratori autonomi o nome della ditta per cui si lavora, sito internet. Il sito internet dovrebbe essere in linea con il biglietto da visita? Sì, credo che sia buona pratica raccontare una storia coerente.


Prova contenuti e grafica

Definire la grafica: in base al lavoro che andiamo a proporre e all’immagine che vogliamo trasmettere definiremo un prodotto grafico ad hoc. Nel mio caso l’idea è quella di raccontare ciò che faccio tramite una t-shirt stilizzata: sul bianco appare come un cartamodello, sul nero come tessuto tagliato. Essendo freelance fashion designer mi piace far sapere che oltre al progetto posso studiare cartamodelli e campioni. Ovviamente se si possiede un logo è buona cosa inserirlo e lasciare solo il testo a farla da padrona.


Definire il font: ovvero lo stile del testo. Si tratta di una scelta molto personale. Ci sono però alcune regole da seguire, prima su tutte la leggibilità del carattere.  Il biglietto da visita ha una dimensione ridotta, quindi font troppo complicati possono diventare illeggibili e controproducenti. Il nostro intento è quello di comunicare con altri in modo immediato: i font sans serif/ bastoni sono consigliati.  Niente ci vieta di fare una piccola ricerca su siti come dafont.com e scegliere caratteri più interessanti, che vanno a completare la grafica scelta. Fondamentale è trasformare il testo in tracciato prima di mandare il file in stampa.

Prova colore



Prove colori: Font e grafica possono venire declinati in una serie di colori, che vanno dal basico bianco e nero, alle gamme dei grigi, ai colori tenui fino a quelli più forti, sempre in linea con l’immagine che vogliamo raccontare. Per quanto riguarda il mio progetto il bianco era necessario, da qui anche la scelta della carta. La parte superiore poteva essere di qualsiasi colore. Sempre in linea con il concetto della leggibilità ho deciso di mantenere un colore in contrasto: un nero 70% con una punta di ciano.






File definitivo
    
Da chi stampo? Personalmente mi sono affidata a vistaprint.it perché avevo bisogno di un servizio celere e a basso costo. Affidabile e con ampia scelta per quanto riguarda carta e finiture l’altoatesino flyeralarm.it. In questi casi il consiglio è quello di seguire le direttive sul loro sito in merito al formato del biglietto da visita. Vistaprint permette di scaricare un file base versione pdf/illustrator su cui andare a lavorare. Se invece avete un vostro tipografo di fiducia potete affidarvi a lui per quanto riguarda carta e formato.

Spero di avervi dato qualche preziosa dritta! Se invece non avete tempo per studiare il vostro biglietto da visita o la grafica del vostro progetto possiamo pensarci noi di Rossomenta!

A presto!
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