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lunedì 24 giugno 2013

GRAFICA: Una borsa per la via di Natale

Lo scopo del gadget è quello di fare della pubblicità sposando la funzionalità.
Ogni azienda e associazione che si rispetti, se vuole stringere un legame con il suo cliente/utente, prende in seria considerazione la distribuzione di oggetti personalizzati da regalare.
Un gadget non è, però, solo mera pubblicità, ma è anzitutto un ringraziamento simbolico a chi pone la propria fiducia sulla società o sull'associazione in questione.
Questa volta vogliamo focalizzare l'attenzione  sull'associazione via di Natale -che si occupa di dare appoggio alle persone ammalate di cancro durante la terapia e durante la fase terminale- che mi ha chiesto di realizzare in occasione dell'assemblea annuale tenutasi il maggio scorso una borsa da regalare ai propri soci e sostenitori in segno di ringraziamento per l'impegno speso nella raccolta di tappi di plastica e, in generale, per tutto l'aiuto e il supporto che offrono all'associazione.

L'immagine in alto documenta quello che ne è venuto fuori e che ho deciso di firmare con il nome del collettivo applicandoci delle nuove etichette adesive stampate ad hoc per Rossomenta.
L'idea per l'illustrazione, dunque, doveva vertere sulla continua sensibilizzazione al riciclo dei tappi di plastica destinati alla vendita alle aziende per il riciclaggio; così da creare un ciclo virtuoso tra il corretto riciclaggio della plastica e la ricerca di fondi per l'associazione.
La borsa è stata progettata considerando i colori del logo della via di Natale: lo stesso verde è stato riproposto per il tessuto della borsa e il bianco per gran parte dell'illustrazione.
L'effetto interessante è dato proprio dal netto contrasto tra le due tinte, suscitando un impatto dinamico e visibile da lontano.
Il soggetto dell'immagine e punto focale dell'azione è il tappo di plastica con il logo dell'associazione, attorno cui dei piccoli vortici simboleggiano il riciclaggio in continua attività, mentre la scia bianca più grande è a sua volta parte di un vortice, che dà vita a un cuore stilizzato.
Volevamo che la borsa nel suo complesso fosse portabile e identificabile anche da distante. Quando si deve trasmettere un messaggio piuttosto articolato servendosi della logica del gadget c'è sempre il rischio di scivolare sul cattivo gusto. Il risultato doveva essere al contrario moderno e raffinato.
L'immagine è stata stampata a due colori con tecnica serigrafica e per questo ci tengo a ringraziare Anna Comand di Fraparentesi per i suggerimenti e i calli alle mani che si è fatta per noi!




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lunedì 7 gennaio 2013

Il regalo? Fatto a mano!

Forbici, martello, spilli.... alcuni degli strumenti utili per la realizzazione di un portafogli handmade!
Quest'anno ho deciso di darmi alla pazza gioia e fare del Natale il mio campo di battaglia per piazzare e testare alcuni dei prodotti che avevo in mente o tra le mani da un po'! 
E ai miei amici piace testare...... eccome!
Nel particolare la prima foto rappresenta il "making of" del portafogli per Alen, talentuoso traduttore!
Il portafogli è grande 20x10cm, si pega sul lato lungo e presenta un vano per i soldi, una tasca per la moneta e dello spazio per le carte... sul lato corto è presente un elstico che stringe le due parti trattenendo il ripieno!
 
Una cara amica da tempo mi aveva chiesto di omaggiarla con una borsa così mi è sembrato saggio testare la borsa sacco, costruita nel medesimo materiale del portafogli! 
Un tessuto non tessuto soffice ricoperto da un film plastico idrorepellente e super resistente. Le maniglie cucite all'interno rendono la borsa mutevole, adatta per essere utilizzarta in vari momenti della giornata. Oltre al vano centrale è presente una tasca porta cellulare/chiavi di casa.


La felpa per Michelino è venuta spontanea! Morbidosità a 360gradi, una soffice M sul retro e due bottoncini sciccosi sono le caratteristiche principali del capo che mantiene la sua sportività.

Tra le mie passioni c'è anche quella dell'uncinetto, come ben sapete, e proprio per questo periodo di festa ho deciso di sviluppare una serie di prodotti caldosi adatti sia all'utilizzo casalingo che esterno.

Tra questi il famosissimo "nastro di Moebius", una fascia da collo e capelli che permette di tenere le nostre corde vocali o orecchie al caldo!
(vedi Giuseppe in uncinetto, lana e colore!)

Gli "scaldapolsi" o wristwarmers, da usare davanti al pc nelle serate più fredde o fuori, mentre si beve il caffè, si guarda il proprio smartphone, si guida o si porta il cane in passeggiata!

Non solo colli e scaldapolsi, ma tanti e coloratissimi berretti! Già testati dalle mia amiche nordiche e da alcuni vicini di casa, per alcune amiche il berretto è stato il regalo della befana! Sempre fatto a crochet e di diversi colori: viola, verde, rosso, nero e prugna! L'amico berretto si accompagna a un bottone vintage utilissimo per agganciare il preziosissimo oggetto all'asola del cappotto e non disperderlo quando lo si lascia in giro! (Grazie a SaraG per questa ingegnosa idea!)

Insomma..tante sono le idee che possiamo tramutare in oggetti tridimensionali a impattozero, basta cimentarsi!

Ultimo ma non per questo meno importante, un regalo che proviene dalla Germania!

Si tratta di un preziosissimo "porta forbici", uno strumento necessario in un laboratorio di autoproduzione!!! La mia amica Christina ci ha proprio azzeccato! Non solo i colori e i tessuti sono bellissimi ma anche il design è decisamente bello e funzionale!



Insomma... Buon inizio di 2013 a tutti! Un buon proposito per l'anno nuovo può essere quello di riavvicinarsi alla manualità e sprigionare la vostra personalità attraverso le vostre creazioni!
 






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sabato 29 dicembre 2012

Progetto Caffè


I grandi eventi vanno festeggiati a dovere. Il progetto Caffè è stato pensato in occasione di una festa di laurea. Generalmente i confetti e le bomboniere suggellano il raggiungimento di una tappa importante, questa volta, invece, ho pensato di realizzare un'illustrazione che fosse attinente al vissuto del festeggiato e al suo periodo di studio e infine di stamparla su oggetti che potessero incontrare il gusto di persone dalle caratteristiche diverse e che fossero, ovviamente, utili. La scelta è caduta sulle t-shirt e specialmente sulle shopper, adatte per fare la spesa tutti i giorni, ma anche da usare normalmente, per trasportare libri e quant'altro.
Per uno studente, si sa, la moka (quella da 3 almeno) diventa dopo poco tempo la migliore amica e la bevanda marrone si tramuta in vero e proprio oro, energia pura essenziale per le notti insonni e le giornate trascorse sui libri. Nel nostro caso, essendo l'illustrazione dedicata ad una laurea in mediazione culturale, la moka assume dei connotati metaforici. La moka, di per sè, non è altro che un filtro che permette all'acqua calda di passare e di diluire il caffè in polvere, è uno strumento dunque; allo stesso modo anche un mediatore culturale è un filtro che permette a culture diverse di incontrarsi e di stabilire una relazione. Dalla nostra moka il caffè sgorga e ha più modi di chiamarsi: Kaffee, coffee, kava...uno per ciascuna lingua studiata, perché la stessa cosa ha molti modi di essere nominata a seconda della bocca che la pronuncia. Le persone appartengono tutte alla razza umana, eppure ognuno è a modo suo, ciascuno si vuole distinguere, lasciare un'impressione unica. Siamo quasi 7 miliardi e ognuno di noi lotta per la propria autenticità e originalità...anche al caffè accade lo stesso: nella goccia nell'illustrazione si ricordano alcune delle decine di maniere in cui un caffè può essere presentato, dal classico cappuccino allo shakerato, dal caffè turco al francese e così via, senza dimenticarsi l'aspetto più poetico del caffè e cioè la sua etimologia. Caffè deriva dall'arabo e letteralmente significa "ciò che rapisce e incita al volo".
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giovedì 6 dicembre 2012

1 corso, 2 borse, 4ore


Locandina di "Facciamoci la borsa!"| Cristina Martellosio&Sara Savian

La mia prossima "fatica di Ercole" sarà insegnare a un piccolo gruppo di donne come costruire la loro prima borsa fatta in casa!

I prossimi giovedì del mese, 13 e 20 Dicembre, presso la sala blu dell'associazione "Quelli del villaggio" in via Don Bartolomeo Grazioli 33 (Milano) io e un folto gruppetto di impavide affronteremo, forbice e macchina da cucire alla mano, una missione: dare vita a della stoffa plasmandola con le nostre mani e menti!

La borsa è un accessorio quanto meno essenziale: contiene non solo lo stretto necessario, per quello basterebbe un portafogli, ma un kit salvagiornata formato sia da elementi funzionali (cellulare/specchietti/fazzoletti) che ludici (libri/settimana enigmistica/filo e uncinetto nel mio caso).

Il corso non si soffermerà solo ed esclusivamente su aspetti tecnici ed estetici (cuciture perfette, abbinamenti cromatici ad hoc) ma entrerà nelle case delle partecipanti attraverso la creatività! L'idea, infatti, è quella di insegnare un metodo e di far prendere confidenza con il modus operandi dell'autoproduzione, permettendo a ogni "studente" di tornare a casa e reiterare il processo diventando un asso nella confezione di borse e, allo stesso tempo, cucendo già parte dei regali di Natale per amici e parenti!

E si sa, un oggetto industriale ha molto meno cuore di uno fatto a mano!

Sara    
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