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mercoledì 27 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: DETAILS#1 e LANDSCAPES#1

DETAILS#1 e LANDSCAPES#1
Fare un viaggio, visitare un luogo precedentemente sconosciuto, o semplicemente tornare nella terra natia.
Ogni momento può essere carico di emozioni e sensazioni, tale da meritare di essere immortalato.

Chi mi conosce bene sa quanto amo la fotografia, conosce la mia alternanza tra momenti stile turista straniero, con scatti continui, a momenti in cui preferisco nutrire i miei occhi direttamente, senza scattare foto in modo ossessivo.
Più di un anno fa mi sono trovato a parlare con una mia amica (proprio la Sara S. qui presente su Rossomenta) di quanto amassi fare le foto, e di quanto desiderassi in qualche modo condividerle con le persone che amo; fu così che presi la decisione di pubblicare il primo libro fotografico.

Decisi di raccogliere tutte le mie foto fatte dal 2009 (anno in cui ho comprato una Nikon semi professionale), ad inizio 2012, ultimo momento di pace prima della tempesta (secondo salone del mobile in azienda, laurea, operazione).

LANDSCAPES#1 doveva essere il primo di una serie di tematiche che avrei riassunto e pubblicato, e per quasi un anno è infatti stato l’unico libro mandato in stampa.
Realizzato nel 2012, ha rappresentato una grossa fatica decisionale.
Rappresenta la selezione di alcuni scatti a me cari, emozionanti e raffiguranti luoghi che ho amato, come San Salvo, Nizza, Milano, Londra, Napoli, Berlino e Murcia.

DETAILS #1 nasce finalmente ad inizio 2013, dopo esser rimasto in gestazione per quasi 7 mesi.
Se ovviamente il primo libro racconta i miei viaggi attraverso i paesaggi con una lettura quasi romantica, il secondo vuole essere più personale, raccontando momenti quotidiani; oltre a scatti effettuati in vacanza, non mancano infatti fotografie raffiguranti particolari di Ovada ed Alessandria.

Come anteprima, posso anticipare l’attuale lavorazione del terzo volume, sempre raffigurante il periodo 2009-2012, LIGHT&SKY #1.

Per la pubblicazione dei volumi utilizzo un’etichetta indipendente estera, non sono infatti acquistabili in negozio fisicamente, ma scegliendo tra due opzioni: la prima può avvenire attraverso il loro sito (con una scelta più o meno vasta di skills, che però non trovo per niente affini al mio progetto base); nella seconda opzione, quella che consiglio, attraverso una richiesta fatta direttamente a me, in modo da potermi interfacciare con la produzione e richiedere espressamente i libri nella versione da me progettata, con carta, rifiniture e copertina di un tipo specifico.

 GSP

DETAILS#1

LANDSCAPES#1

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lunedì 4 febbraio 2013

GRAFICA: biglietto da visita a me!


Solo recentemente il “problema” del biglietto da visita è tornato a bussare alla mia porta, così come la necessità di un’immagine coordinata su cui sto ancora lavorando. Proprio mercoledì 6 febbraio, in compagnia di Laura, mi avventurerò tra i padiglioni di Milano Unica, il salone del tessile italiano, e intendo fare largo uso del mio nuovo biglietto da visita!

Ma vediamo quali sono i passi fondamentali per costruire un Biglietto da visita con la B maiuscola.

Definire i contenuti: nome e cognome, il lavoro per cui ci si presenta, indirizzo email e telefono per farsi contattare, indirizzo lavorativo se necessario, numero di partita iva se lavoratori autonomi o nome della ditta per cui si lavora, sito internet. Il sito internet dovrebbe essere in linea con il biglietto da visita? Sì, credo che sia buona pratica raccontare una storia coerente.


Prova contenuti e grafica

Definire la grafica: in base al lavoro che andiamo a proporre e all’immagine che vogliamo trasmettere definiremo un prodotto grafico ad hoc. Nel mio caso l’idea è quella di raccontare ciò che faccio tramite una t-shirt stilizzata: sul bianco appare come un cartamodello, sul nero come tessuto tagliato. Essendo freelance fashion designer mi piace far sapere che oltre al progetto posso studiare cartamodelli e campioni. Ovviamente se si possiede un logo è buona cosa inserirlo e lasciare solo il testo a farla da padrona.


Definire il font: ovvero lo stile del testo. Si tratta di una scelta molto personale. Ci sono però alcune regole da seguire, prima su tutte la leggibilità del carattere.  Il biglietto da visita ha una dimensione ridotta, quindi font troppo complicati possono diventare illeggibili e controproducenti. Il nostro intento è quello di comunicare con altri in modo immediato: i font sans serif/ bastoni sono consigliati.  Niente ci vieta di fare una piccola ricerca su siti come dafont.com e scegliere caratteri più interessanti, che vanno a completare la grafica scelta. Fondamentale è trasformare il testo in tracciato prima di mandare il file in stampa.

Prova colore



Prove colori: Font e grafica possono venire declinati in una serie di colori, che vanno dal basico bianco e nero, alle gamme dei grigi, ai colori tenui fino a quelli più forti, sempre in linea con l’immagine che vogliamo raccontare. Per quanto riguarda il mio progetto il bianco era necessario, da qui anche la scelta della carta. La parte superiore poteva essere di qualsiasi colore. Sempre in linea con il concetto della leggibilità ho deciso di mantenere un colore in contrasto: un nero 70% con una punta di ciano.






File definitivo
    
Da chi stampo? Personalmente mi sono affidata a vistaprint.it perché avevo bisogno di un servizio celere e a basso costo. Affidabile e con ampia scelta per quanto riguarda carta e finiture l’altoatesino flyeralarm.it. In questi casi il consiglio è quello di seguire le direttive sul loro sito in merito al formato del biglietto da visita. Vistaprint permette di scaricare un file base versione pdf/illustrator su cui andare a lavorare. Se invece avete un vostro tipografo di fiducia potete affidarvi a lui per quanto riguarda carta e formato.

Spero di avervi dato qualche preziosa dritta! Se invece non avete tempo per studiare il vostro biglietto da visita o la grafica del vostro progetto possiamo pensarci noi di Rossomenta!

A presto!
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venerdì 1 febbraio 2013

ISPIRAZIONE: la meccanica e la spontaneità della comunicazione visiva

Design Elements ||| Timothy Samara



Vorrei iniziare la collaborazione con Rossomenta con un consiglio e una riflessione sulla comunicazione grafica, una delle mie passioni più recenti. Un po' di tempo fa ho incontrato questo libro "Design Elements: A Graphic Style Manual" del designer Timothy Samara che lavora e insegna a New York. Il libro mi piace moltissimo, un manuale completo che spiega in modo approfondito e professionale i principi del layout, della tipografia, dell'utilizzo delle immagini e dello spazio. L'ho acquistato perché volevo sapere tutto sulle regole delle grafica, in modo un po' ingenuo credevo che sarebbero bastate per creare composizioni d'effetto. Man mano che leggevo il libro mi sono invece resa conto che sapere le regole non basta. 

L'ultima parte del libro è proprio dedicata a esempi di designers che infrangendo queste norme hanno creato composizioni stupende. Quindi, per ogni progetto di grafica, è importante considerare sempre due aspetti fondamentali: la meccanica (le regole relative alle caratteristiche fisiche dei nostri occhi) e la spontaneità legata all'intuizione.
L'insegnamento più importante che ho tratto da questo libro si può riassumere nella frase del designer David Jury che scrive "Le regole possono essere infrante ma mai ignorate".

Laura Gilbert Gilardenghi
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