collettivo

Visualizzazione post con etichetta colore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colore. Mostra tutti i post

lunedì 3 febbraio 2014

GRAFICA: Illustrazione digitale

Parlando con tanti bambini mi sono ricordata che al di sotto dei dieci anni a quasi tutti piace disegnare e quasi a nessuno piace colorare. In genere sono gli adulti che preferiscono che il bambino colori, perché è costretto a perderci molto più tempo e quindi a distrarsi autonomamente. Personalmente colorare lo trovavo sconsolante: le enormi distese di foglio bianco delimitate da linee nere che non-si-dovevano-assolutamente-oltrepassare mi demotivavano e a tratti mi angosciava quel divieto categorico imposto dall'alto (senza calcolare il male al polso perché non si dovevano lasciare spazi bianchi). 
La parte divertente era disegnare, colorare era supportato da una colonna sonora di sbuffi. Disegnare è più rapido, più stimolante e più liberatorio.

Bozza di partenza
Solo da grande ho scoperto la funzione del colore, apprendendone alcune tecniche e conoscendo la molteplicità degli stili, ammirando i maestri. Anche se gli accademici storceranno il naso, devo confessare che col digitale mi si è aperto un mondo.
Partendo da un disegno appena abbozzato me la spasso a riempire tutti gli spazi con tinte, trasparenze, sfumature, textures impensabili (pareti di cemento scrostato, scottex, graffi, bagliori…) creando dei risultati tra il surreale e il giocoso, tra l'infantile e il fantasy. Non mi aspettavo nemmeno di vincere dei contest di grafica con delle immagini che avevo realizzato più per divertimento che per lavoro. Queste che vedete sono le mie prime due prove.

Read More

mercoledì 6 marzo 2013

INDUSTRIAL: RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE + YASHI + YASHI-YO


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// blu+bianco+colore


C’era una volta una Rallina che correva spensierata per i prati, saltellava qua e là e si sentiva felice e spensierata… fino a chè non finì impressa in un cuscino”.

Negli scorsi mesi ho dedicato parte del tempo a capire cosa mi sarei potuto inventare di differente da autoprodurre, un oggetto funzionale, pratico, fresco e comodo, che potesse entrare nella casa delle persone senza obbligarle a spendere un prezzo eccessivo (come Foresta, appendiabiti, che al pubblico costa 1050.00 euro).
Cosa potevo inserire nel mio catalogo? Ma dei cuscini!
L’idea era quella di utilizzare un pennuto inusuale (vedi la Rallina) insieme ad una grafica di sfondo che contrastasse con una figura enciclopedica.
Yashi e Yashi-Yo sono gli sfondi utilizzati a seconda del colore per il contorno di Rallina, derivano da alcuni miei disegni effettuati durante il liceo, rimasti impressi nella mente.

Per la produzione ero intenzionato ad utilizzare un’azienda italiana, a cui ho fatto prototipare il primo esempio di Rallina, ma in seguito ho individuato Society6, azienda californiana che offre non solo la produzione di cuscini, ma anche di stampe, tele, cover per iphone, maglie, felpe e molto altro ancora.
I costi sono inferiori a quelli di molti competitor, e le spese di spedizione sono vantaggiose (per l'acquisto delle sole federe, la spedizione è di 10 dollari, e in caso di un ordine con più federe, il costo non varia).

Tornando a Rallina Canningi delle Andamane, i colori scelti per lo sfondo sono il verde acqua, il blu, il nero ed il rosso, mentre la Rallina stessa è a colori o in bianco e nero.

Detto questo, fate entrare Rallina Canningi delle Andamane in casa vostra, non ve ne pentirete!

GSP



RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+bianco+colore


RALLINA CANNINGI DELLE ANDAMANE /// verde acqua+nero+colore


YASHI-YO /// oro



Read More

venerdì 22 febbraio 2013

FOTOGRAFIA: Basilico e la pellicola perduta!


Sezioni del paesaggio Italiano ||| Basilico & Boeri ||| 1997

Passate per il quartiere Isola di Milano?
Fate un salto da Isola Libri (via Pollaiuolo 5), potrete trovare delle chicche proprio come è accaduto a me la scorsa settimana!

Isola libri è una tappa fondamentale dei miei vagabondaggi Isolani: oltre ad essere simpatici, quelli di "IL" sanno consigliarti bene sulla scelta del libro, grande pregio delle librerie indipendenti. Oltre ad avere alcuni best seller propongono tanti libri di nicchia e alcune chicche, come il libro che ho acquistato io: "Sezioni del paesaggio Italiano" di Gabriele Basilico e Stefano Boeri (1997).
Sezioni del paesaggio Italiano ||| Foto



Gabriele Basilico, recentemente deceduto (13.02.2013), è tra i maggiori fotografi internazionali ed è famoso soprattutto per i suoi scatti architettonici. Questo libro in particolare presenta sei sequenze fotografiche già esposte tra settembre e novembre 1996 presso il Padiglione Italia ai Giardini della Biennale di Venezia. Le fotografie esposte e presentate nel libro sono l'estratto di un viaggio intrapreso dai due professionisti alla scoperta di alcune zone periferiche Italiane dove l'evoluzione urbana si fa scomposta e disordinata: capannoni, edifici e ipermercati nascono senza logica alcuna e simboleggiano i mutamenti di economia e società negli ultimi trent'anni del '900.
L'autenticità delle immagini di Basilico ci sorprende.
La ruvidità e la grana della pellicola vengono meno nell'era del digitale, così come la carta viene sostituita da altri supporti. Oggi tutti possono scattare foto. Ma la differenza tra un fotografo della domenica e quello amatoriale 2.0 sono i mezzi con cui si promuove. Instagram, Flickr, Picasa, Facebook ..Libri "fai da te" su Blurb. Nell'era del digitale non è facile solo la riproduzione fotografica ma anche la comunicazione e proprio su questo insieme di immagine e condivisione ho sviluppato il concetto di "Non fotografia". Unphotography: nessuno è fotografo, ma tutto lo siamo.. la fotografia è il "nuovo" e semplice mezzo per esprimere se stessi. Una vera e propria democratizzazione del mezzo fotografico che ha portato a una molteplicità di stili ed espressività. Grazie anche a filtri e applicazioni. La cosa fondamentale è prendere un tema, scegliere uno stile o raccontare una storia. E, soprattutto, portarla avanti!

BVSSky ||| Sara Savian
B-angles ||| Calatrava Bridge ||| Giuseppe Fabris




















Da Unphotography è nato BVSSky, un blog-archivio di immagini del panorama dalla mia finestra di casa, a Milano, che documentano cambiamenti climatici, efemeridi, smog, limpidezza atmosferica.. Alla fine l'insieme delle immagini crea una palette colori che si modifica di stagione in stagione, di giorno in giorno.
Non sono l'unica ad avere un progetto fotografico su Tumblr. Anche Giuseppe Fabris, ispirato da Basilico, si è inventato B-Angles. Nella sua galleria virtuale Beppe (da qui, gli angoli di Beppe) propone fotografia d'architettura formato quadrato. Edifici slanciati, stagliati contro cieli plumbei o nuvole rifratte in vetri a specchio. Ponti famosi e architetture di altri tempi. Tutte le immagini di Giuseppe sono fatte con I-ph4, modificate e inserite nel web tramite Instagram e comunicate su Facebook. Una passione, quella di Giuseppe per la fotografia architettonica, che l'ha ripagato con l'onore di essere scelto per le copertine della Compilation di "The Observer" su Rockol.it.  
Giorgio Scorza Priano, invece, ha scelto di proporre alcuni dei suoi scatti tramite Blurb.. chi lo sa, magari un giorno ci racconterà come ha fatto!




Read More

venerdì 15 febbraio 2013

FASHION: Soft Red Armour

Soft Red Armour ||| LGG
Armour è un prototipo realizzato durante un workshop in collaborazione con la stilista Nanni Strada. Per questo progetto dovevamo realizzare una capsule collection. Il mio apporto al lavoro di gruppo è stato quello di studiare il cartamodello e realizzare Armour, una corazza morbida e buffa che protegge dal mondo esterno. Semplice da indossare, non costringe i movimenti, ma avvolge e amplifica le forme del corpo con volumi strutturati. 

 
Moodboard ||| LGG
 Per arrivare alla definizione del capo mi sono ispirata a un ideale femminile di guerriera forte, ma delicato. Il grigio freddo e metallico della corazza è stato reinterpretato e diventa rosso accesso, caldo e sensuale. La corazza sulle maniche presenta la conformazione a scaglie tipica delle armature ed è stata rivisitata ispirandosi ai petali dei tulipani. 

Laura Gilbert Gilardenghi



Read More

venerdì 8 febbraio 2013

FASHION: MilanoUnica e sostenibilità

Foto 16a edizione ||| Trends |||  Milanounica.it

Il 6 febbraio mi sono recata assieme a Laura Gilbert Gilardenghi presso il salone tessile Italiano per eccellenza: Milano Unica. Grazie a Laura ho avuto l'occasione di entrare all'evento come giornalista di AlessandriaNews e l'opportunità di indagare il rapporto tra la produzione tessile e la sostenibilità.

Da designer di piccolo calibro quale sono, che predilige autoproduzione e riciclo a immagine e fast fashion, faccio molta fatica a immedesimarmi nei pachidermi del tessile, che devono sopravvivere producendo kilometri e kilometri di tessuto, tingerlo a scapito delle nostre acque dolci e venderlo, magari proponendo servizi paralleli, come la confezione di pronto moda. Tutto questo per mantenere un prodotto di ottima qualità a prezzo di mercato.

Abbiamo iniziato subito dal difficile: tra gli stand di Ideabiella abbiamo incontrato due aziende che fanno della tradizione il loro punto di forza. La comasca Solbiati ci racconta di studi sul cotone biologico addirittura di dieci anni fa, per il famosissimo marchio della moda sostenibile Stella McCartney. "Da allora in molti si interessano al cotone e lino biologico" dicono quelli di Solbiati " ma nessuno vuole scendere a patti con il prezzo (maggiore), la scarsa qualità del prodotto non lavorato chimicamente e le colorazioni che stingono". Solbiati infatti non spinge sul concetto ecosostenibile, ma sulla qualità del prodotto.
Luigi Botto (Bottofila) ci racconta tutta un'altra sostenibilità: il concept di questa storica azienda di tessili e abbigliamento uomo punta sullo sviluppo di un lifestyle eco-centrico che parte da un prodotto tracciabile made in Italy, forte delle certificazioni UE e del riutilizzo del 70% delle acque in lavorazione, e arriva all'abbigliamento uomo casual/stretch, affiancato dall'immagine di Brompton, azienda leader per le biciclette pieghevoli artigianali made in England. Ecomobility dinamyc Solutions e compromessi.

 Un po' intimorite dalla serietà di Ideabiella ci siamo tuffate nell'area fancy per scoprire alcuni dei progetti annoverati nell'opuscolo di Sustainability-Lab, il social network per professionisti del settore moda che ha collaborato con Milano Unica nella stesura di una brochure che raccogliesse alcune aziende sotto il cappello della sostenibilità. Qui abbiamo incontrato l'innovazione del tessuto che spreca poca acqua di Canepa, aziende dagli altissimi standard di tracciabilità, altri che sono allineati con gli standard oeko tex e che comprano da terzi cotone bio, riciclato o lyocell, per poi tingerli. Alcuni addirittura annoverano i pannelli solari sul tetto come sostenibilità... In molti invece sono convinti dell'inutilità della certificazione GOTS, poco restrittiva in merito alle colorazioni. Insomma, un vero e proprio caos!  


Mi aspettavo che qualcuno mi raccontasse del proprio campo di ortica, della filatura e colorazione naturale, di innovazione, ma nulla di tutto ciò è arrivato al mio orecchio: mi ritengo una designer naif ad aver pensato che un progetto simile potesse permettersi uno spazio in una fiera tanto conservatrice...



L'unico scampolo di speranza è arrivato da Ellen Sillekens, curatrice del progetto ComON per il Texteil Museum di Tilburg (Netherlands). Gli studenti del Texteil Lab olandesi hanno avuto occasione di lavorare sul campo con aziende di como per studiare tinture e lavorazioni tessili creative.
Un progetto fresco e vincente che parla di collaborazione.

Noi giovani designer Italiani, cosa possiamo fare per farci sentire da questi pachidermi? Esiste un nuovo sistema tessile più dinamico e in linea con quello che sarà il futuro dell'abbigliamento?
Ma soprattutto, sarà possibile un futuro sostenibile per questo settore?


Sara S in collaborazione con LauraGGilardenghi

Read More

mercoledì 6 febbraio 2013

INDUSTRIAL: Sciuscià

Sciuscià 
Non è mai semplice decidere in anticipo cosa si andrà a progettare, nascerà un oggetto con mille funzioni o sarà un semplice esercizio di stile?
Ogni volta che mi sono trovato a dover pensare ad un prodotto senza avere grosse limitazioni, mi sono trovato ad affrontare il problema ponendomi una traccia da seguire, un obiettivo, un motivo che mi spingesse a farlo.
Era il lontano 2010 quando, durante un laboratorio del Politecnico di Milano, mi sono imbattuto nel compito di andare a realizzare un complemento d’arredo, un elemento da inserire all’interno della casa che fosse esteticamente d’effetto e potesse fare parte di un brand che sarebbe nato a fine corso.
Ovviamente, dato che una delle mie passioni è andare a complicarmi la vita, non ho accettato semplicemente il compito ed ho voluto sfruttare l’occasione per fare un prodotto diverso: lo zerbino.

Dopo aver delineato le problematiche - facilità di pulizia, aumentare la stabilità, aggiungere un valore, riscattare l’idea del prodotto stesso - ho unito il tutto e sono andato a realizzare un primo prototipo.
Successivamente ho corretto i dimensionamenti ed ho realizzato il campione finale.
Nasce così Sciuscià, zerbino rivestito di tessuto lavabile (materiale polimerico intrecciato con stoffe specifiche) e caratterizzato da resistenza elevata con un’anima in metallo, in modo da appesantire il prodotto e limitare lo spostamento dello stesso; la lastra metallica permette la creazione del ricciolo laterale, elemento che consente di pulire le scarpe su più punti, richiamando i vecchi “gratta suole” che si trovavano fino a inizio secolo nei centri storici.
Il materiale polimerico ad alta resistenza riveste in tutta la sua interezza Sciuscià, tenuto insieme da cuciture realizzate a mano, bloccando lateralmente il metallo ed aumentando l’attrito con il pavimento.
Il nome? Sciuscià è un termine dialettale napoletano ora in disuso che sta ad indicare i lustrascarpe del dopoguerra (dall'inglese shoe-shine).
GSP

 Sciuscià, particolare.




Read More

lunedì 4 febbraio 2013

GRAFICA: biglietto da visita a me!


Solo recentemente il “problema” del biglietto da visita è tornato a bussare alla mia porta, così come la necessità di un’immagine coordinata su cui sto ancora lavorando. Proprio mercoledì 6 febbraio, in compagnia di Laura, mi avventurerò tra i padiglioni di Milano Unica, il salone del tessile italiano, e intendo fare largo uso del mio nuovo biglietto da visita!

Ma vediamo quali sono i passi fondamentali per costruire un Biglietto da visita con la B maiuscola.

Definire i contenuti: nome e cognome, il lavoro per cui ci si presenta, indirizzo email e telefono per farsi contattare, indirizzo lavorativo se necessario, numero di partita iva se lavoratori autonomi o nome della ditta per cui si lavora, sito internet. Il sito internet dovrebbe essere in linea con il biglietto da visita? Sì, credo che sia buona pratica raccontare una storia coerente.


Prova contenuti e grafica

Definire la grafica: in base al lavoro che andiamo a proporre e all’immagine che vogliamo trasmettere definiremo un prodotto grafico ad hoc. Nel mio caso l’idea è quella di raccontare ciò che faccio tramite una t-shirt stilizzata: sul bianco appare come un cartamodello, sul nero come tessuto tagliato. Essendo freelance fashion designer mi piace far sapere che oltre al progetto posso studiare cartamodelli e campioni. Ovviamente se si possiede un logo è buona cosa inserirlo e lasciare solo il testo a farla da padrona.


Definire il font: ovvero lo stile del testo. Si tratta di una scelta molto personale. Ci sono però alcune regole da seguire, prima su tutte la leggibilità del carattere.  Il biglietto da visita ha una dimensione ridotta, quindi font troppo complicati possono diventare illeggibili e controproducenti. Il nostro intento è quello di comunicare con altri in modo immediato: i font sans serif/ bastoni sono consigliati.  Niente ci vieta di fare una piccola ricerca su siti come dafont.com e scegliere caratteri più interessanti, che vanno a completare la grafica scelta. Fondamentale è trasformare il testo in tracciato prima di mandare il file in stampa.

Prova colore



Prove colori: Font e grafica possono venire declinati in una serie di colori, che vanno dal basico bianco e nero, alle gamme dei grigi, ai colori tenui fino a quelli più forti, sempre in linea con l’immagine che vogliamo raccontare. Per quanto riguarda il mio progetto il bianco era necessario, da qui anche la scelta della carta. La parte superiore poteva essere di qualsiasi colore. Sempre in linea con il concetto della leggibilità ho deciso di mantenere un colore in contrasto: un nero 70% con una punta di ciano.






File definitivo
    
Da chi stampo? Personalmente mi sono affidata a vistaprint.it perché avevo bisogno di un servizio celere e a basso costo. Affidabile e con ampia scelta per quanto riguarda carta e finiture l’altoatesino flyeralarm.it. In questi casi il consiglio è quello di seguire le direttive sul loro sito in merito al formato del biglietto da visita. Vistaprint permette di scaricare un file base versione pdf/illustrator su cui andare a lavorare. Se invece avete un vostro tipografo di fiducia potete affidarvi a lui per quanto riguarda carta e formato.

Spero di avervi dato qualche preziosa dritta! Se invece non avete tempo per studiare il vostro biglietto da visita o la grafica del vostro progetto possiamo pensarci noi di Rossomenta!

A presto!
Read More

venerdì 1 febbraio 2013

ISPIRAZIONE: la meccanica e la spontaneità della comunicazione visiva

Design Elements ||| Timothy Samara



Vorrei iniziare la collaborazione con Rossomenta con un consiglio e una riflessione sulla comunicazione grafica, una delle mie passioni più recenti. Un po' di tempo fa ho incontrato questo libro "Design Elements: A Graphic Style Manual" del designer Timothy Samara che lavora e insegna a New York. Il libro mi piace moltissimo, un manuale completo che spiega in modo approfondito e professionale i principi del layout, della tipografia, dell'utilizzo delle immagini e dello spazio. L'ho acquistato perché volevo sapere tutto sulle regole delle grafica, in modo un po' ingenuo credevo che sarebbero bastate per creare composizioni d'effetto. Man mano che leggevo il libro mi sono invece resa conto che sapere le regole non basta. 

L'ultima parte del libro è proprio dedicata a esempi di designers che infrangendo queste norme hanno creato composizioni stupende. Quindi, per ogni progetto di grafica, è importante considerare sempre due aspetti fondamentali: la meccanica (le regole relative alle caratteristiche fisiche dei nostri occhi) e la spontaneità legata all'intuizione.
L'insegnamento più importante che ho tratto da questo libro si può riassumere nella frase del designer David Jury che scrive "Le regole possono essere infrante ma mai ignorate".

Laura Gilbert Gilardenghi
Read More

mercoledì 23 gennaio 2013

INDUSTRIAL: Serie Solo

Serie Solo | 40x40

Oggi si parla di GSP.
Era il lontano luglio 2011 quando ho sentito l’irrefrenabile voglia di trasformare in forma fisica un’idea che mi girava per la testa: il racconto della solitudine di un puntino rosso.
Il tutto è iniziato delineando come rappresentare la storia, quattro stampe in serie potevano racchiudere in step il passaggio evolutivo del racconto.

#1 _ il puntino rosso è al di là del muro, solo.
#2 _ il puntino guarda oltre, vede che ci sono due muri, è sempre solo.
#3 _ il puntino scavalca il muro nella speranza di non rimanere solo, ma resta solo.
#4 _ il puntino accetta definitivamente di essere solo.

La stampa che utilizzo è su carta telata, questo permette di avere una resa cromatica eccellente ed una resistenza maggiore in confronto alle carte classiche utilizzate per stampe serigrafiche.
Serie Solo nasce con dimensioni 400x400 mm, a dicembre 2012 introduco la versione 200x150 mm, per rispondere al bisogno di avere un formato ed un prezzo inferiori.
Partendo dalla Serie Solo ho avuto successivi spunti ed ispirazioni, portando alla creazione delle altre Serie, ma questa è un’altra storia.

GSP




 Serie Solo | 20x15





Read More

lunedì 7 gennaio 2013

Il regalo? Fatto a mano!

Forbici, martello, spilli.... alcuni degli strumenti utili per la realizzazione di un portafogli handmade!
Quest'anno ho deciso di darmi alla pazza gioia e fare del Natale il mio campo di battaglia per piazzare e testare alcuni dei prodotti che avevo in mente o tra le mani da un po'! 
E ai miei amici piace testare...... eccome!
Nel particolare la prima foto rappresenta il "making of" del portafogli per Alen, talentuoso traduttore!
Il portafogli è grande 20x10cm, si pega sul lato lungo e presenta un vano per i soldi, una tasca per la moneta e dello spazio per le carte... sul lato corto è presente un elstico che stringe le due parti trattenendo il ripieno!
 
Una cara amica da tempo mi aveva chiesto di omaggiarla con una borsa così mi è sembrato saggio testare la borsa sacco, costruita nel medesimo materiale del portafogli! 
Un tessuto non tessuto soffice ricoperto da un film plastico idrorepellente e super resistente. Le maniglie cucite all'interno rendono la borsa mutevole, adatta per essere utilizzarta in vari momenti della giornata. Oltre al vano centrale è presente una tasca porta cellulare/chiavi di casa.


La felpa per Michelino è venuta spontanea! Morbidosità a 360gradi, una soffice M sul retro e due bottoncini sciccosi sono le caratteristiche principali del capo che mantiene la sua sportività.

Tra le mie passioni c'è anche quella dell'uncinetto, come ben sapete, e proprio per questo periodo di festa ho deciso di sviluppare una serie di prodotti caldosi adatti sia all'utilizzo casalingo che esterno.

Tra questi il famosissimo "nastro di Moebius", una fascia da collo e capelli che permette di tenere le nostre corde vocali o orecchie al caldo!
(vedi Giuseppe in uncinetto, lana e colore!)

Gli "scaldapolsi" o wristwarmers, da usare davanti al pc nelle serate più fredde o fuori, mentre si beve il caffè, si guarda il proprio smartphone, si guida o si porta il cane in passeggiata!

Non solo colli e scaldapolsi, ma tanti e coloratissimi berretti! Già testati dalle mia amiche nordiche e da alcuni vicini di casa, per alcune amiche il berretto è stato il regalo della befana! Sempre fatto a crochet e di diversi colori: viola, verde, rosso, nero e prugna! L'amico berretto si accompagna a un bottone vintage utilissimo per agganciare il preziosissimo oggetto all'asola del cappotto e non disperderlo quando lo si lascia in giro! (Grazie a SaraG per questa ingegnosa idea!)

Insomma..tante sono le idee che possiamo tramutare in oggetti tridimensionali a impattozero, basta cimentarsi!

Ultimo ma non per questo meno importante, un regalo che proviene dalla Germania!

Si tratta di un preziosissimo "porta forbici", uno strumento necessario in un laboratorio di autoproduzione!!! La mia amica Christina ci ha proprio azzeccato! Non solo i colori e i tessuti sono bellissimi ma anche il design è decisamente bello e funzionale!



Insomma... Buon inizio di 2013 a tutti! Un buon proposito per l'anno nuovo può essere quello di riavvicinarsi alla manualità e sprigionare la vostra personalità attraverso le vostre creazioni!
 






Read More

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale | Feliz Navidad | Merry Christmas | Frohe Weihnachten

Feltro rosso per il gingillo a forma di albero!

Noi di Rossomenta non siamo delle grandi credenti, anzi... non tocco suolo consacrato da un sacco di tempo! (Sara S.)
E non ci piace nemmeno l'idea consumistica del Natale, grandi pacchi, luci stroboscopiche fuori dalle abitazioni, babbi natali che si arrampicano su per i cornicioni, file in macchina/piedi/carrelli.. Blah!

No, a noi piacciono poche cose ma buone.
Il vin brulè delle "casette" di legno dove vengono venduti gli amati prodotti artigianali, le passeggiatone con tazza di cioccolato finale, il mercatino dell'antiquariato di domenica 23 Dicembre (Ma vieni!!!), regali o biglietti fai da te da scambiare con chi ci vuole bene.. e la famiglia che si raccoglie attorno a un tavolo, qualsiasi dimensione e forma abbiano tavolo e famiglia...

Insomma.. dopo un anno di fatica, stenti e privazioni.. guardiamoci in viso e vogliamoci un po' di bene!

Buon Natale a tutti!

Sara&Sara aka Rossomenta
  
Read More

giovedì 20 dicembre 2012

Geisha


Ciò di cui mi occupo maggiormente, per lavoro e per passione, è la rielaborazione fotografica. Mi piacerebbe, però, avere più tempo per dedicarmi anche all'illustrazione. Questa geisha è stata realizzata più che altro per divertimento, usando come punto di partenza uno schizzo disegnato a mano libera, che segna solo i contorni esterni della figura. Il resto è nato mano a mano, aggiungendo dettagli su dettagli. Si potrebbe continuare all'infinito, ma per ora sono piuttosto soddisfatta del risultato.
Read More

sabato 15 dicembre 2012

Uncinetto, lana e colore!

Wool / hat/ neckwarmer hand&crochet made

Da un anno ormai mi diletto nell'arte del Crochet, in italiano uncinetto.
Ho tentato invano di darmi da fare con i ferri ma, forse per la mia indole irrequieta, sento maggiore affinità con l'oggetto uncinato tanto da avere un'appuntamento predefinito ogni giorno: dalle 8 alle 9 del mattino, mentre sorseggio il tè della colazione e ascolto un telefilm a caso in tv, con filo di lana e uncino realizzo berretti, maglioni, sciarpe, colli o scalda polsi.
I suddetti vengono poi dispensati ad amici e parenti sperando, un giorno, di farci un business :D

 L'uncinetto è un ottimo distensivo, permette attraverso una serie di punti di costruire un oggetto bi o tridimensionale e, se per caso sbagliate qualcosa, potete srotolare il filo molto facilmente e ricominciare dal punto del lavoro che vi pare più appropriato!
Diciamocelo, in Italia tendiamo ad associare l'uncinetto ai polverosi centrini della nonna che, per quanto pregevoli e preziosi, racchiudono in sè tutto ciò cui la modernità e la contemporaneità vanno contro. Il centrino o la tovaglia traforata all'uncinetto possono avere il loro fascino e, da oggetto della quotidianità, possono diventare pezzo unico o feticcio che "stona intonandosi" a case sempre più asettiche.
Eppure l'uncinetto non è solo centrino o sciarpa. Negli anni è diventato forma d'arte, quando si incolla come una seconda pelle a oggetti quotidiani o di design come nel lavoro di Loredana Bonora oppure forma di protesta, diventando parte integrante della street art. Alberi, segnali stradali, ovunque possono sorgere colorati involucri di filo nelle città grige e tristi, l'uncinetto ci fa riapproriare degli spazi che spesso dimentichiamo essere della collettività.

Lavorare con le nostre mani ci fa bene.
Ci riporta indietro, lontano dagli schermi luminosi che inghiottono le nostre giornate.
L'uncinetto rallenta il nostro battito e ci dà un obiettivo a breve termine, limitando le nostre ansie almeno per un po'.

Vi siete incuriosite/i? Bè, se non avete una nonna a disposizione e volete provare da sole senza iscrivervi a corsi, potete cercare su youtube dei tutorials, quelli in inglese sono sempre i migliori se lo masticate. Il mio sito preferito sul crochet è www.crochetgeek.com
 

Giuseppe Fabris wearing his new infinity neckwarmer



Read More

lunedì 10 dicembre 2012

...e colore fu!


Tutti sanno che le pellicole fotografiche e cinematografiche inizialmente erano unicamente in bianco e nero e che, per creare l'effetto colore (perché di un effetto si tratta), esistevano diversi metodi da adottare a posteriori, cioè successivamente alla fase di ripresa. Gli addetti ai lavori studiarono per molti anni il modo di realizzare una pellicola i cui sali d'argento riuscissero a svelare i colori, ma fino ad allora le tecniche usate più comunemente erano quelle di viraggio o imbibizione della pellicola verso una certa tinta, oppure, armandosi di enorme pazienza e di un pennellino fino fino, colorare a mano ogni singola parte del fotogramma. Nel caso delle foto il lavoro era ovviamente più rapido, poiché ogni immagine era a sé, ma in quello del film, l'addetto doveva essere una persona calma, paziente  e con una buona vista per colorare decine e decine di fotogrammi uno dopo l'altro.
Oggi la pellicola a colori c'è, ma esistono ancora tantissime foto e film rimasti in bianco e nero per ragioni anagrafiche.
Ricordo che da piccola amavo guardare i film di Stanlio&Ollio, rigorosamente in b/n, finché un giorno in televisione apparve una pubblicità che reclamizzava con toni entusiasti il restauro a colori delle loro commedie. Dopo Stanlio&Ollio altri film subirono la stessa fine. Ci rimasi male. Il bianco e nero ha un fascino particolare e stimola la fantasia dello spettatore, anche se poco aderente alla realtà come lo è, al contrario, l'immagine a colori. Se la pellicola a colori fosse esistita sin dalle origini, probabilmente molti film non sarebbero stati girati in b/n, ma dato che non esisteva, modificare nell'essenza un film per soli scopi commerciali (perché molta gente oggi non è in grado di sopportare un film con soli toni di grigio) mi sembra una forma di corruzione ed eticamente sbagliata. Ognuno ha la sua opinione a riguardo, spesso dettata da un preciso motivo sentimentale o emotivo. Vorrei, insomma, che i film in bianco e nero restassero tali, però, allo stesso tempo mi diverto a colorare con photoshop le fotografie scaricate da google, come i bimbi amano colorare gli album...viva la coerenza.

Le fotografie in alto sono state scelte a caso da Google immagini tra le proposte in b/n. Attraverso la selezione di aree, modificando le curve dei singoli canali e utilizzando altri specifici strumenti anche noi possiamo ottenere un'immagine a colori con un effetto un po' più plastico e tridimensionale.

Read More

martedì 13 novembre 2012

Innamoràti a colori





Questa è una delle foto che mi sta più care. E' stata scattata a Caorle, in provincia di Venezia, in un tardo pomeriggio di marzo. Uno di quei pomeriggi ancora freddi, ma luminosi in cui la natura incomincia a svegliarsi e a svelarsi dopo i mesi di sonno e congelamento.
Questa giovane coppia abbracciata, avvolta dai primi tepori primaverili, mi ha trasmesso una forte sensazione di pace e di armonia.
Ho desaturato la foto per dare l'idea di un'immagine (e di un amore) senza tempo o di un ricordo conservato nella memoria. La scelta di mantenere i colori solo sui due ragazzi amplifica il lato onirico della foto, rendendolo quasi magico. Il contrasto tra colore e b/n sembra quasi trasmettere sensorialmente il calore emanato dai corpi. Spero di esserci riuscita.
Read More
© Rossomenta. Powered by Blogger.

© rossomenta, AllRightsReserved.

Designed by Rossomenta