Il cielo è grigio, l'aria umida e rarefatta induce alla pigrizia e stimola all'abbandono. Pordenone è sonnolenta questa domenica mattina. Se vi capita di passare per il centro storico (avrete tempo fino a domenica prossima 6 ottobre) vale la pena fermarsi all'ex-convento di S.Francesco. Salite la pedana, entrate e lasciatevi avvolgere da un'atmosfera diversa rispetto a quella dell'aria fredda e umida che vi si appiccica alla pelle e ai vestiti. Le luci soffuse, le travi intarsiate e gli affreschi della sala del convento sono la scenografia dei quadri-installazione di Valter Trevisiol, artista dalla personalità eclettica ed energica. Opere calde, dai colori della terra e della natura, come talvolta solo le stoffe sono in grado di riproporre con la loro matericità.
Le opere nascono dal riutilizzo di scarti sartoriali mescolati ad altri materiali: Valter unisce la stoffa a
La fisicità e la concretezza delle opere di Trevisiol giocano con lo spazio e hanno senso anche grazie ad esso, i materiali producono strati e dunque ombre, le irregolarità del tessuto rievocano i panneggi degli abiti indossati, i rami ricurvi che entrano ed escono dalla stoffa riproducono un movimento inquietante e ipnotico, quasi viscerale.
Intrecci, nodi, trasparenze. Trevisiol riesce a stimolare tutti i sensi partendo dalla vista, anche se noi non tocchiamo o non odoriamo le sue opere ci danno addirittura l'idea di come potrebbero essere al tatto, all'odorato e persino all'udito -con la presenza del metallo- o al gusto, con le corpose sfumature di rosso di Cabernet.
Un'opera, però, mi ha colpito molto e mi è sembrata particolarmente rappresentativa. La potrete vedere subito, per prima, grande e affascinante, sobria e maestosa una rosa rossa emerge da una grezza tela bianca: si intitola Orietta.
26 settembre - 6 ottobre
Lun-Ven 16,30-19,30
Sab-Dom 10,00-12,30
16,30-19,30
