¡Mira Cuba! è
sicuramente una delle mostre più interessanti organizzate al PArCo2 di
Pordenone. Vale la pena spendere alcune parole specialmente se non siete ancora
andati a visitarla. Avete tempo fino il 12 gennaio 2014 poi, secondo voci di corridoio,
il centro di arte contemporanea potrebbe addirittura chiudere per lasciar
spazio a banali uffici istituzionali. Un’eresia bella e buona considerando
l’ampiezza e l’aspetto “underground” degli spazi interni, adattissimi a una qualsiasi funzione di
tipo culturale o artistica…e invece no, ciò che è bello deve essere sempre
demistificato e sprecato usandolo come “contenitore burocratico”. Speriamo che
il comune ci ripensi, trovando una soluzione adeguata, dal momento che le
mostre organizzate da Parco attirano sempre molti visitatori e sono uno degli
elementi di orgoglio della nostra piccola città.
A partire dal 1959, subito dopo la rivoluzione e la vittoria
sull’esercito Batista, la produzione di manifesti di carattere artistico,
politico e sociale ha permesso di divulgare idee, unire la società attorno a
principi e ideali comuni, ma anche di creare uno stile riconoscibile in tutto
il mondo.
Colori forti, disegni pop, apparentemente naïf,
sono l’espressione di una latinità e di una vivacità che caratterizza cubani
dalla personalità aperta, giocosa e dinamica. I cubani sono rivoluzionari
dentro, come amano definirsi essi stessi, ciò che passa tra le loro mani viene modellato e trasformato.
I poster cinematografici sono
difatti il risultato dell'interpretazione personale dei singoli grafici che non
si sono limitati a realizzare un poster commerciale (anzi, il film non viene
mai concepito come commerciale, ma solo culturale), ma hanno voluto dare una
loro chiave di lettura al film: la locandina è davvero un prodotto autoriale e
artigianale.
Le locandine di ¡Mira
Cuba! (qui per approfondimenti) espandono passione e la trasmettono ancora cinquant’anni dopo la loro
realizzazione: passione per le idee, per la cultura, per la politica (che
allora andavano a braccetto e si stimolavano a vicenda), passione per la
collettività, per il lavoro...Fare il grafico, l’artista, l’artigiano, il
tecnico, lo spettatore e l’attivista era tutt'uno, perché si era mossi e scossi
dal coinvolgimento per quel che si faceva. Il tempo non bastava mai, ma si
riusciva a fare tutto e bene e tutto questo veniva trasmesso anche gli altri.
Forse ho detto anche troppo, o forse tutto quello di cui ho
parlato è più dentro alla mia testa che nella realtà, però è proprio quello che
non si può non pensare visitando la mostra, scoprendo i protagonisti, guardando il video, mentre in sottofondo scorrono accordi di chitarra e si sente una voce cantare…tu querida presencia,
comandante Che Guevaraaaa.