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mercoledì 13 febbraio 2013

INDUSTRIAL: Serie Come, “Il retro del progetto”.

Serie Come, n.1

 Linee, tratteggi, guide, segni, tutte informazioni spente e nascoste per sempre.

Per la realizzazione di un prodotto o di una grafica, su programmi come Adobe Illustrator si utilizzano retini e guide per facilitare la realizzazione; mi sono ritrovato affascinato più di una volta dalla trama che usciva dal lavoro effettuato, ed è così ad esempio che nasce la Serie Come.

Proposta solo in due pezzi, di dimensioni 400x400 mm, racconta la storia dell’evoluzione di due Serie di serigrafie che ho realizzato.
Il primo rappresenta la struttura composta alla base della creazione di Serie Solo, mentre il secondo evidenzia l’intreccio strutturale dei punti cardinali che compongono Serie Origini.
Serie Come n.2
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lunedì 4 febbraio 2013

GRAFICA: biglietto da visita a me!


Solo recentemente il “problema” del biglietto da visita è tornato a bussare alla mia porta, così come la necessità di un’immagine coordinata su cui sto ancora lavorando. Proprio mercoledì 6 febbraio, in compagnia di Laura, mi avventurerò tra i padiglioni di Milano Unica, il salone del tessile italiano, e intendo fare largo uso del mio nuovo biglietto da visita!

Ma vediamo quali sono i passi fondamentali per costruire un Biglietto da visita con la B maiuscola.

Definire i contenuti: nome e cognome, il lavoro per cui ci si presenta, indirizzo email e telefono per farsi contattare, indirizzo lavorativo se necessario, numero di partita iva se lavoratori autonomi o nome della ditta per cui si lavora, sito internet. Il sito internet dovrebbe essere in linea con il biglietto da visita? Sì, credo che sia buona pratica raccontare una storia coerente.


Prova contenuti e grafica

Definire la grafica: in base al lavoro che andiamo a proporre e all’immagine che vogliamo trasmettere definiremo un prodotto grafico ad hoc. Nel mio caso l’idea è quella di raccontare ciò che faccio tramite una t-shirt stilizzata: sul bianco appare come un cartamodello, sul nero come tessuto tagliato. Essendo freelance fashion designer mi piace far sapere che oltre al progetto posso studiare cartamodelli e campioni. Ovviamente se si possiede un logo è buona cosa inserirlo e lasciare solo il testo a farla da padrona.


Definire il font: ovvero lo stile del testo. Si tratta di una scelta molto personale. Ci sono però alcune regole da seguire, prima su tutte la leggibilità del carattere.  Il biglietto da visita ha una dimensione ridotta, quindi font troppo complicati possono diventare illeggibili e controproducenti. Il nostro intento è quello di comunicare con altri in modo immediato: i font sans serif/ bastoni sono consigliati.  Niente ci vieta di fare una piccola ricerca su siti come dafont.com e scegliere caratteri più interessanti, che vanno a completare la grafica scelta. Fondamentale è trasformare il testo in tracciato prima di mandare il file in stampa.

Prova colore



Prove colori: Font e grafica possono venire declinati in una serie di colori, che vanno dal basico bianco e nero, alle gamme dei grigi, ai colori tenui fino a quelli più forti, sempre in linea con l’immagine che vogliamo raccontare. Per quanto riguarda il mio progetto il bianco era necessario, da qui anche la scelta della carta. La parte superiore poteva essere di qualsiasi colore. Sempre in linea con il concetto della leggibilità ho deciso di mantenere un colore in contrasto: un nero 70% con una punta di ciano.






File definitivo
    
Da chi stampo? Personalmente mi sono affidata a vistaprint.it perché avevo bisogno di un servizio celere e a basso costo. Affidabile e con ampia scelta per quanto riguarda carta e finiture l’altoatesino flyeralarm.it. In questi casi il consiglio è quello di seguire le direttive sul loro sito in merito al formato del biglietto da visita. Vistaprint permette di scaricare un file base versione pdf/illustrator su cui andare a lavorare. Se invece avete un vostro tipografo di fiducia potete affidarvi a lui per quanto riguarda carta e formato.

Spero di avervi dato qualche preziosa dritta! Se invece non avete tempo per studiare il vostro biglietto da visita o la grafica del vostro progetto possiamo pensarci noi di Rossomenta!

A presto!
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mercoledì 23 gennaio 2013

INDUSTRIAL: Serie Solo

Serie Solo | 40x40

Oggi si parla di GSP.
Era il lontano luglio 2011 quando ho sentito l’irrefrenabile voglia di trasformare in forma fisica un’idea che mi girava per la testa: il racconto della solitudine di un puntino rosso.
Il tutto è iniziato delineando come rappresentare la storia, quattro stampe in serie potevano racchiudere in step il passaggio evolutivo del racconto.

#1 _ il puntino rosso è al di là del muro, solo.
#2 _ il puntino guarda oltre, vede che ci sono due muri, è sempre solo.
#3 _ il puntino scavalca il muro nella speranza di non rimanere solo, ma resta solo.
#4 _ il puntino accetta definitivamente di essere solo.

La stampa che utilizzo è su carta telata, questo permette di avere una resa cromatica eccellente ed una resistenza maggiore in confronto alle carte classiche utilizzate per stampe serigrafiche.
Serie Solo nasce con dimensioni 400x400 mm, a dicembre 2012 introduco la versione 200x150 mm, per rispondere al bisogno di avere un formato ed un prezzo inferiori.
Partendo dalla Serie Solo ho avuto successivi spunti ed ispirazioni, portando alla creazione delle altre Serie, ma questa è un’altra storia.

GSP




 Serie Solo | 20x15





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lunedì 10 dicembre 2012

...e colore fu!


Tutti sanno che le pellicole fotografiche e cinematografiche inizialmente erano unicamente in bianco e nero e che, per creare l'effetto colore (perché di un effetto si tratta), esistevano diversi metodi da adottare a posteriori, cioè successivamente alla fase di ripresa. Gli addetti ai lavori studiarono per molti anni il modo di realizzare una pellicola i cui sali d'argento riuscissero a svelare i colori, ma fino ad allora le tecniche usate più comunemente erano quelle di viraggio o imbibizione della pellicola verso una certa tinta, oppure, armandosi di enorme pazienza e di un pennellino fino fino, colorare a mano ogni singola parte del fotogramma. Nel caso delle foto il lavoro era ovviamente più rapido, poiché ogni immagine era a sé, ma in quello del film, l'addetto doveva essere una persona calma, paziente  e con una buona vista per colorare decine e decine di fotogrammi uno dopo l'altro.
Oggi la pellicola a colori c'è, ma esistono ancora tantissime foto e film rimasti in bianco e nero per ragioni anagrafiche.
Ricordo che da piccola amavo guardare i film di Stanlio&Ollio, rigorosamente in b/n, finché un giorno in televisione apparve una pubblicità che reclamizzava con toni entusiasti il restauro a colori delle loro commedie. Dopo Stanlio&Ollio altri film subirono la stessa fine. Ci rimasi male. Il bianco e nero ha un fascino particolare e stimola la fantasia dello spettatore, anche se poco aderente alla realtà come lo è, al contrario, l'immagine a colori. Se la pellicola a colori fosse esistita sin dalle origini, probabilmente molti film non sarebbero stati girati in b/n, ma dato che non esisteva, modificare nell'essenza un film per soli scopi commerciali (perché molta gente oggi non è in grado di sopportare un film con soli toni di grigio) mi sembra una forma di corruzione ed eticamente sbagliata. Ognuno ha la sua opinione a riguardo, spesso dettata da un preciso motivo sentimentale o emotivo. Vorrei, insomma, che i film in bianco e nero restassero tali, però, allo stesso tempo mi diverto a colorare con photoshop le fotografie scaricate da google, come i bimbi amano colorare gli album...viva la coerenza.

Le fotografie in alto sono state scelte a caso da Google immagini tra le proposte in b/n. Attraverso la selezione di aree, modificando le curve dei singoli canali e utilizzando altri specifici strumenti anche noi possiamo ottenere un'immagine a colori con un effetto un po' più plastico e tridimensionale.

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martedì 13 novembre 2012

Innamoràti a colori





Questa è una delle foto che mi sta più care. E' stata scattata a Caorle, in provincia di Venezia, in un tardo pomeriggio di marzo. Uno di quei pomeriggi ancora freddi, ma luminosi in cui la natura incomincia a svegliarsi e a svelarsi dopo i mesi di sonno e congelamento.
Questa giovane coppia abbracciata, avvolta dai primi tepori primaverili, mi ha trasmesso una forte sensazione di pace e di armonia.
Ho desaturato la foto per dare l'idea di un'immagine (e di un amore) senza tempo o di un ricordo conservato nella memoria. La scelta di mantenere i colori solo sui due ragazzi amplifica il lato onirico della foto, rendendolo quasi magico. Il contrasto tra colore e b/n sembra quasi trasmettere sensorialmente il calore emanato dai corpi. Spero di esserci riuscita.
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