Parlando con tanti bambini mi sono ricordata che al di sotto dei dieci anni a quasi tutti piace disegnare e quasi a nessuno piace colorare. In genere sono gli adulti che preferiscono che il bambino colori, perché è costretto a perderci molto più tempo e quindi a distrarsi autonomamente. Personalmente colorare lo trovavo sconsolante: le enormi distese di foglio bianco delimitate da linee nere che non-si-dovevano-assolutamente-oltrepassare mi demotivavano e a tratti mi angosciava quel divieto categorico imposto dall'alto (senza calcolare il male al polso perché non si dovevano lasciare spazi bianchi).
La parte divertente era disegnare, colorare era supportato da una colonna sonora di sbuffi. Disegnare è più rapido, più stimolante e più liberatorio.
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| Bozza di partenza |
Partendo da un disegno appena abbozzato me la spasso a riempire tutti gli spazi con tinte, trasparenze, sfumature, textures impensabili (pareti di cemento scrostato, scottex, graffi, bagliori…) creando dei risultati tra il surreale e il giocoso, tra l'infantile e il fantasy. Non mi aspettavo nemmeno di vincere dei contest di grafica con delle immagini che avevo realizzato più per divertimento che per lavoro. Queste che vedete sono le mie prime due prove.
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